Matteo Renzi non può fidarsi di Beppe Grillo. Luisella Costamagna non ha capito

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 1 Agosto 2014 8:11 | Ultimo aggiornamento: 31 Luglio 2014 20:03
Matteo Renzi non può fidarsi di Beppe Grillo. Luisella Costamagna non ha capito

Luisella Costamagna: “Brava, simpatica, ma non ha capito che Matteo Renzi non può fidarsi di Beppe Grillo”, secondo Giuseppe Turani

Giuseppe Turani ha scritto questo articolo per Uomini & Business di cui è direttore.

MILANO – Luisella Costamagna (brava, simpatica e tosta) continua purtroppo a occuparsi di politica, materia di cui non capisce praticamente nulla. L’ultima sua uscita è una lettera aperta al premier Matteo Renzi nel quale sostiene che ormai il presidente del Consiglio non può fare altro che dare retta a Beppe Grillo.

La cosa, naturalmente, è ridicola. Per vari motivi.

Il primo è che Grillo è come le nuvole. Non sa che cosa vuole e si sposta ogni giorno, nella speranza di imboccarne una giusta, prima o poi. Prima ha trattato Renzi come un delinquente qualsiasi (in quel vergognoso incontro in streaming: tu sei un bugiardo, con te non parlo). Poi si è fatto avanti pensando di poter prendere il posto di Forza Italia. Ma quando Berlusconi è stato assolto e ha ripreso un po’ di forza, Grillo ha capito che per lui non c’era posto. E allora è passato di nuovo all’attacco. E adesso i suoi “ragazzi meravigliosi” (straordinaria massa di incompetenti) in Senato fanno da spalla ai quei sette disperati di Sel che sperano di bloccare la riforme a colpi di emendamenti stupidini.

Come si fa a suggerire a Renzi di cambiare cavallo e di mettersi con un mattocchio come Grillo? Bisogna avere la testa nelle nuvole, come la bella Costamagna.

Inoltre, Grillo e il suo Movimento 5 stelle sono una risorsa non utilizzabile perché non si sa che cosa vogliono. Le poche idee che hanno avanzato finora sono tutte cose molto strambe e quasi senza senso. A tutto ciò si può aggiungere che il M5s è un curioso movimento politico, senza precedenti al mondo. Non fa congressi, non elegge gruppi dirigenti, di fatto è di proprietà di Grillo e del suo amico Casaleggio. I due boss dicono che loro sono molto democratici perché ogni decisione viene sottoposta alla magica “Rete”. In realtà non esiste alcun controllo su quello che accade nella Rete e, in ogni caso, partecipano, quando va bene, 30-40 mila persone. Niente.

Grillo però spaccia questa ridicolaggine come una cosa straordinaria: abbiamo una legge elettorale fatta dai cittadini, proclama in ogni occasione. I “cittadini” sono lui stesso, Casaleggio, e qualche migliaio di cittadini che stanno tutto il giorno a fare clic clic davanti allo schermo. I 40 milioni di cittadini italiani con diritto di voto stanno da un’altra parte.

Quindi, e qui si chiude, è privo di senso quello che dice la Costamagna. Perché mai Renzi dovrebbe fidarsi di Grillo?

Nessuno, da molti mesi, pensa più che Grillo abbia un ruolo nel futuro dell’Italia. Un grande successo alle spalle.