Matteo Renzi va in America. Turani: Lontano dalle mezze calze del Pd…

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 6 giugno 2018 6:40 | Ultimo aggiornamento: 6 giugno 2018 9:29
Matteo Renzi&Trolley (foto Ansa)

Matteo Renzi&Trolley (foto Ansa)

ROMA – “Matteo Renzi&Trolley”: questo il titolo [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] dell’articolo pubblicato da Giuseppe Turani anche per Uomini&Business.

Ha destato stupore presso amici e fan la decisione di Renzi di andarsene in giro per il mondo per un paio di mesi o forse di più. Il momento sembra molto delicato. Fin troppo.

Invece, secondo me, ha fatto benissimo. Sul fronte del governo non sta accadendo niente. Parole, come sempre. E molto in libertà. Promettono, soprattutto, cose che ci sono già: flat tax per le imprese, ad esempio. E altre demenziali, tipo contratto e minimo salariale per i rider (così non ne resterà nemmeno uno). Salvini, il più trombone di tutti, ha già detto, però, che tutto quello che è stato fatto finora da Minniti va benissimo e lui potrà solo confermare (se ne sarà capace). Il reddito di cittadinanza (che sarà un Rei arricchito, mica 11 milioni di stipendi, marameo) arriverà solo fra due anni, forse. Intanto, qualche migliaio di assunzioni (suppongo tutti amici) in mitici centri per l’impiego alla ricerca i quello che non c’è: un lavoro. E così via.

Inutile perdere tempo con questi qui. Sono governanti sgangherati che si faranno fuori da soli. Non sono nemmeno dilettanti alla sbaraglio, sono proprio random. Dicono la prima cosa che gli viene in mente, in genere sbagliata. Pagherei una cifra per essere lì quando proveranno a scrivere le prime leggi della nuova era grillesca: i fogli resteranno bianchi per settimane, fino a quando qualche solerte funzionario non provvederà. Il potere al popolo, inteso come burocrazia ministeriale.

Rimarrebbe il Pd, di cui Renzi forse dovrebbe occuparsi. Ma questo semmai è un motivo in più per riempire il trolley e sparire. Il Pd oggi è una specie di ring fangoso (mi spiace per gli amici che sono lì), dove delle mezze calzette fanno quotidianamente a botte su cose inconsistenti e di nessun interesse per nessuno. Il trionfo dello zero assoluto. Anzi, il più delle volte il loro politichese è talmente stretto che nemmeno loro capiscono quello che dicono.

In realtà, sono seduti sui loro scranni e sognano solo una cosa: che i grillini si sgancino finalmente da Salvini per poter subentrare loro. Hanno gli abiti scuri già appesi nell’armadio, camicie stirate e cravatte pronte e si vedono ministri e sottosegretari insieme a Di Maio e Rocco Casalino. Le loro ambizioni sono queste.

Renzi, l’adorato Renzi (ecco, l’ho detto), è uno che ha fatto un sacco di stupidaggini e che forse ha gettato via il biglietto vincente della lotteria, ma, dio santo, almeno pensava in grande. Aveva presentato un progetto di riforma costituzionale che avrebbe davvero fatto dell’Italia, di colpo, uno dei paesi più moderni d’Europa.

Queste mezze maniche di adesso sono lì, invece, che elaborano progettini assistenziali, sperando di essere presi in considerazione dai grillo-bulgari a 5 stelle. Aspettano fiduciosi come cagnolini in attesa della ciotola.

Renzi, che sarà magari anche un po’ matto e avventato, uno sprecone in politica, però almeno va a Arlington a commemorare Bob Kennedy su invito della famiglia. Di Maio e Salvini nemmeno se pagano. Martina lo fermano alla frontiera, e ce lo rimandano con la Dhl.

Stare qui a perdere tempo con questa gabbia di suonati del governo e le mezze cartucce del Pd non aveva più senso. Meglio andarsene, respirare aria non inquinata dalle miserie grillesche (siamo nelle mani di un comico scaduto) e pensare.

La prossima Leopolda, però, deve essere “qualcosa”. Una rottura, altrimenti il trolley lo prendiamo noi.