Salvini, basta col “verde”: ora sono nazionali

di Ama La Sunta
Pubblicato il 30 marzo 2018 6:00 | Ultimo aggiornamento: 29 marzo 2018 17:07
Matteo Salvini, svolta nazionale per la Lega nord

Salvini, basta col “verde”: ora sono nazionali

ROMA – La ‘svolta nazionale’ impressa da Matteo Salvini alla Lega passa anche attraverso il look.

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Da tempo il ‘Capitano’ ha abbandonato il verde padano delle origini, da sempre il colore del movimento fondato da Umberto Bossi. Basta dare un’occhiata alle sue felpe, ai suoi maglioni a collo alto, ai suoi completi. Ora è il blu a fare la parte del leone. Quel blu molto vicino nella scala cromatica all’azzurro della Casa Savoia, l’azzurro dell’unità nazionale. Il cambio di abbigliamento ha fatto il paio con la nuova grafica del simbolo, quando la parola Nord è stata ufficialmente tolta dallo storico logo, perché palesemente out.

Così come, raccontano, sarebbe diventata ‘out’ pure l’espressione Carroccio, forse troppo evocativa della ‘Lega dura e pura’ di bossiana memoria. Raccontano che Salvini si sia raccomandato con i parlamentari neo eletti di non vestire ‘in verde’. L’indiscrezione circola in Transatlantico da qualche giorno. Leggenda o realtà non è dato sapere. Fatto sta, però, che oggi, al debutto della presidenza Fico a Montecitorio nessun deputato leghista indossava qualcosa di verde.

Al massimo, le stanghette degli occhiali o gli auricolari dello smartphone. Il verde è scomparso dalle cravatte, dalle pochette, dai foulard (per le donne), una volta vero e proprio distintivo dell’essere padano. In Aula, nel ‘corridoio dei passi perduti’, i parlamentari di ‘fede salviniana’ sfoggiano completi scuri, prevalentemente blu, con cravatta in tinta, stringate nere. E al bavero della giacca c’è la spilletta dorata di Alberto di Giussano, unica ‘concessione’ al passato. Nessuno fa eccezione. Anzi, c’è anche chi ‘va oltre’ e veste come Silvio Berlusconi, stile ’94, con doppiopetto blu navy, camicia bianca e cravatta scura con pois bianchi. Molti hanno anche un braccialetto di gomma con la scritta ‘Salvini premier’.

Unico strappo all’outfit scelto per il nuovo corso, ma solo per oggi, un fiocco giallo all’occhiello (proprio accanto alla pin dell’eroe della battaglia di Legnano) in segno di solidarietà agli indipendentisti catalani per l’arresto del loro leader, l’ex-presidente Carles Puigdemont. Un modo per tagliare i ponti con il passato, perchè l’obiettivo è allargare l’orizzonte, continuare ad andare oltre i confini della Padania e irrobustire il percorso verso una forza nazionale, pronta per guidare palazzo Chigi con il suo leader, uscito rafforzato dal 4 marzo con il sorpasso su Fi e candidato premier in pectore della coalizione di centrodestra.