Mauro Coppini

Fiat, l’euforia di Marchionne e le Area 51 coi nuovi modelli

Fiat, l'euforia di Marchionne e le Area 51 coi nuovi modelli

Fiat, l’euforia di Marchionne e le Area 51 coi nuovi modelli

ROMA – Più che giustificata l’euforia che traspare nell’intervista di Repubblica a Sergio Marchionne. Ed è giusto, almeno per una volta, mettere da parte lo scetticismo e prendere per buoni i piani di rilancio dell’Alfa Romeo anche se l’ immagine evocata dall’amministratore delegato di Fiat:”in capannoni fantasma, mimetizzati in giro per l’Italia squadre di uomini nostri stanno preparando i nuovi modelli” ricorda più la mitica area 51 spersa nel deserto del Nevada, dove scienziati americani avrebbero confinato visitatori alieni che non quella di siti industriali concretamente terrestri.

Ma c’è soprattutto la visione che Marchionne ha del mercato a lasciare perplessi. Perché proprio come per Luigi XIV, anche per lui il mercato non è altro che espressione della sua volontà e solo assumendo per buona questa convinzione e possibile spiegare una strategia per la quale è il produttore che comanda sul mercato e quindi anche il lancio di nuovi modelli non può che essere soggetto alla volontà del manager sottraendosi così alle istanze del mercato.

E un po’ come salire su un autobus al capolinea. Ci sono molti posti liberi ma si può liberamente decidere di rimanere in piedi. Non c’è però nessuna garanzia di trovare posto qualora nel corso del viaggio, fermata dopo fermata, altri viaggiatori siano saliti a bordo. A quel punto dovremmo affidarci alla benevolenza di qualcuno disposto a cederci il posto, magari impietosito dalla nostra evidente debolezza. Ma nel mondo dell’auto nessuno e disposto a cedere un posto conquistato a spintoni e gomitate.

I nuovi modelli prima o poi arriveranno ma a quel punto sull’autobus del mercato potrebbero rimanere solo posti in piedi.

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