Medici, infermieri, prof, maestre: 15 aggrediti ogni giorno. Colpa di una bugia

di Riccardo Galli
Pubblicato il 6 agosto 2018 11:24 | Ultimo aggiornamento: 6 agosto 2018 11:24
Medici, infermieri, prof, maestre: 15 aggrediti ogni giorno. Colpa di una bugia

Medici, infermieri, prof, maestre: 15 aggrediti ogni giorno. Colpa di una bugia

ROMA – Medici, infermieri, prof, maestre: in media ogni giorno in Italia 15 di loro aggrediti, insultati, minacciati, percossi, picchiati. Negli ospedali e pronto soccorso, nelle scuole, ai colloqui con i genitori degli alunni o all’incontro con i familiari dei pazienti. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] O anche inseguiti, tampinati, raggiunti, assediati, circondati. Medici, infermieri, prof, maestre: 15 al giorno in media puniti da cittadini che li ritengono colpevoli da punire.

Le associazioni di medici, infermieri e personale sanitario calcolano e denunciano circa tremila aggressioni l’anno. Molte però non raggiungono il livello della denuncia, restano sepolte anche se concretamente avvenute. Mancano stime delle aggressioni al corpo docente nelle scuole ma, parametrando con la cronaca, dovremmo essere a circa 1500 l’anno. Quindi, sommando ospedali e scuole, 15 volte al giorno in Italia un cittadino si sente in diritto di punire e infliggere pena a un medico o infermiere o prof o maestra.

Perché sommare ospedali e scuole, pronto soccorso e aule? Perché quello del cittadino che punisce è lo stesso fenomeno e nasce dalla stessa causa. Il cittadino genitore a scuola, il cittadino parente in ospedale che si fanno bestioni e teppisti continuando a sentirsi nel giusto sono figli della stessa mamma. mamma che è l’ignorante bugia per cui guarigione e promozione sono diritti, diritti garantiti per tutti.

Questa ignorante bugia viene propalata da anni e anni dal sistema della comunicazione di massa, quello tradizionale. Che infatti chiama malasanità ogni volta che uno non guarisce. L’ignorante bugia del sistema di comunicazione di massa ufficiale, che è pigrizia cognitiva e professionale, diventa poi sui social mobilitazione e militanza. I social mettono in comunicazione una sceneggiatura del vittimismo e statuiscono una carta dei diritti che non esistono.

Aggiungono del loro ovviamente i politici con la demagogia imperante e totale per cui il cittadino ha sempre ragione e aggiungono qualcosa anche imprenditori del diritto che non c’è (vedi la fiorentissima avvocatura-fabbrica di cause alla sanità pubblica e privata). Per quel che possono, danno una mano anche sindacati e i Tar.

Diritto alla guarigione e alla promozione. Diritto inalienabile intoccabile alla guarigione e alla promozione. E quindi, se questa è garantito, se uno/a non guarisce ci deve essere dolo, mala sanità, qualcuno non deve aver fatto il suo dovere. E se uno/a non ha buono risultati a scuola, deve essere il prof o il maestro/l’incapace, il lavativo, lo scansa fatiche, l’inadeguato.

Quindi se uno non guarisce in ospedale o non viene subito curato in pronto soccorso ci deve essere un colpevole, un infame che nega, sottrae, scippa il diritto alla guarigione. Analogamente, se mio figlio/a non va bene a scuola è perché qualcuno scippa alla mia prole il diritto alla promozione, scolastica, individuale, psicologica. E gli scippatori vanno puniti. Gli scippatori di diritti più degli altri. Lo suggerisce la politica, lo insegna la televisione, si predica sui sociale che gli scippatori dei diritti vanno puniti. Quindi è più che logico e per nulla strambo che 15 volte al giorno qualche cittadino che si ritiene scippato evolva in bestione che mena.

Occorrerebbe dire al bestione che mena, ma prima ancora a giornali, tv, social, sindacati, politici, sindacati, Tar, avvocati e dirla forte e chiara al cosiddetto senso comune che diritti sono la sanità e l’istruzione. Non la guarigione e la promozione che invece diritti non sono. E che, una volta ottenuto il sacrosanto diritto alla sanità/cura può accadere e accade che non si guarisca. E che, una volta ottenuto il sacrosanto diritto all’istruzione, può accadere che senza studio si resti ignoranti e che quindi non si meriterebbe promozione né scolastica né sociale (la scuola italiana regala quasi sempre la prima, ovviamente mai la seconda). Ma il senso comune è ultimamente il classico miglior sordo, quello che non vuol sentire.