Mes, 6 mesi di silenzio. Visco e Franceschini a Conte: muoviti

di Bruno Tucci
Pubblicato il 28 Settembre 2020 10:46 | Ultimo aggiornamento: 28 Settembre 2020 10:46
Mes, 6 mesi di silenzio.Ignazio Visco (nella foto) e Franceschini a Conte: muoviti

Mes, 6 mesi di silenzio.Ignazio Visco (nella foto) e Franceschini a Conte: muoviti

Finalmente c’è qualcuno che ragiona nella maggioranza di governo. È il ministro della cultura e del turismo Dario Franceschini.

Dario Franceschini, una lunga esperienza alle spalle, ritiene che così non si può andare avanti. O, meglio, si può procedere, ma a passi lentissimi tali da non consentire all’Italia di fare quel salto di qualità per la ricostruzione del Paese. Si litiga ogni giorno tra maggioranza e opposizione. Non solo sul  Mes. Anche fra i componenti di uno stesso partito c’è chi la vede nera e chi rossa.

Ora è controproducente avere un atteggiamento del genere se si vuol essere al pari degli altri Paesi europei. Ci deve pur essere il modo di trovare un punto d’incontro da dove ripartire. A parole, tutti son bravi a predicare e a indicare le strade della ricostruzione. Quando poi si tratta di passare dalle chiacchiere ai fatti, la situazione cambia e ciascuno va per la sua strada dimenticando i risultati che si vorrebbero raggiungere. Un caso è il Mes.

Un ultimo esempio: il caso del presidente dell’Inps, Pasquale Tridico che ha ottenuto un aumento di stipendio notevole: da 62 a 150 mila euro l’anno. Qualcuno deve averlo pur deciso questo sbalzo. Ed invece tutti si trincerano dietro il “non lo so”, “non ero al corrente”, “adesso apriremo un’indagine per capire chi è il padrino di questa operazione”. Anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte cade dalle nuvole e si dice estraneo a qualsiasi manovra di questo tipo. Non infieriamo, per carità. Non è il tempo delle polemiche a tutto campo pure nella comunicazione. Quel che si vuol ancora una volta sottolineare è il bene del Paese a cui ciascuno di noi deve collaborare.

Ecco qui, allora, intervenire Dario Franceschini e fare un discorso sensato. In parole semplici sostiene che le forze politiche, maggioranza e opposizione, debbono lavorare insieme su tre fronti. Innanzitutto, l’aiuto dell’Europa sui miliardi che dovrebbe piovere sull’Italia entro il 2021. 236, non pochi se pensiamo alle casse vuote dello Stato. Poi, sulle riforme di cui l’Italia ha un grande bisogno per non finire come fanalino di coda in una classifica virtuale. In ultimo, ma ugualmente di estrema importanza, l’emergenza Covid19 che non accenna a diminuire da noi come nelle Nazioni vicine: Francia, Spagna, Inghilterra etc, etc. Bene su questi punti, continua Franceschini, è necessario lavorare insieme e trovare un minimo comune multiplo che ci dia la possibilità di cambiare marcia.

Ancora un esempio: sul Mes, il salva- stati. Possibile che non si dia una risposta a Bruxelles che vuole mandarci 36 miliardi per aiutare le nostre strutture sanitarie? Ieri a proposito del Mes, è intervenuto pure il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, che si è detto basito sulla titubanza dell’Italia. Quei soldi ci servono come il pane in un momento in cui il virus continua a imperversare. Invece niente. Un braccio di ferro ridicolo che non ha né capo, né coda. Sono sei mesi che l’Italia deve dare una risposta ai nostri benefattori e sono 180 giorni che l’Italia temporeggia. Il Pd sprona per il si, i Grillini sono per il no.

Va bene, anzi va male. Però, il presidente del Consiglio non potrebbe prendere una decisione drastica con uno dei suoi provvedimenti e metter fine a questa incredibile diaspora? L’Italia potrebbe respirare e questo non è poco.