Michele Ferrero. Multinazionale di Alba, fedele a moglie, dipendenti, cioccolato

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 16 febbraio 2015 8:48 | Ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2015 8:48
Michele Ferrero. Multinazionale di Alba, fedele a moglie, dipendenti, cioccolato (foto Ansa)

Michele Ferrero. Multinazionale di Alba, fedele a moglie, dipendenti, cioccolato (foto Ansa)

MILANO – Giuseppe Turani ha pubblicato questo articolo anche su Uomini & Business col titolo: “Personaggi: Michele Ferrero”.

Di Michele Ferrero, il grande industriale dolciario morto a Montecarlo, è nota l’avversione per le interviste. Forse non ne ha mai data nemmeno una. Quello che forse è meno noto sono la sua totale concentrazione sul lavoro e la discrezione eretta a sistema quasi religioso. Per quanto riguarda il primo punto fa fede la storia del suo matrimonio.

Da qualche tempo era fidanzato con una ragazza di Alba, e una sera le telefona di mettersi un po’ elegante perché intendeva portarla in un famoso ristorante cittadino: “Devo dirti delle cose importanti”, e riattacca.

Come d’accordo si ritrovano al ristorante, mangiano e poi, al dolce, Michele Ferrero fa alla sua fidanzata il seguente discorso: “Adesso ti devo chiedere una cosa importante, molto importante. Ma tu non mi devi rispondere subito. Aspetta fino a domani. Ci tengo che tu rifletta bene”.

La cosa che le chiede è quella attesa dalla fidanzata: “Vuoi sposarmi?”. Ma il futuro grande industriale aggiunge una precisazione: “Ti devo avvisare che per tutta la vita ti parlerò soltanto di cioccolato. Se ti va bene, domani mi dici sì. In caso contrario no”. Naturalmente, Maria Franca il giorno dopo gli disse di sì. E è diventata la moglie forse più discreta e silenziosa del mondo: nessuno può dire di averla mai sentita dire qualcosa o fare un’apparizione pubblica.

Sono tante le caratteristiche che fanno di Michele Ferreo un personaggio unico nel panorama dell’imprenditoria. La prima, se si vuole, è che il gruppo è nato a Alba, cioè in provincia. Nel giro di pochi anni è diventato uno dei più grandi gruppi dolciari mondiali (il quarto, dopo l’americana Mars, la svizzera Nestlé e l’inglese Cadbury), ma Michele Ferrero non ha mai sentito il bisogno di spostarsi da Alba. In pratica, ha costruito una multinazionale enorme, ma senza lasciare la “culla” dove il gruppo era nato.

La seconda caratteristica è che il gruppo è sempre stato gestito dalla famiglia. Quando qualche anno fa Michele Ferrero ha deciso di ritirarsi, ha passato il timone ai due figli, Pietro e Giovanni. Il gruppo è talmente grande che è stato necessario assumere dei manager, ma il timone dell’azienda, finora, è sempre rimasto nelle mani dei Ferrero. I due figli, peraltro, hanno una buona esperienza internazionale perché alla fine degli anni Settanta, quando imperversavano i sequestri di persona, sonio stati mandati a finire i loro studi a Bruxelles.

Michele aveva detto a Maria Franca che le avrebbe parlato sempre e solo di cioccolato e questo ha fatto. In pratica ha costruito lui tutta l’azienda, inventando i prodotti, dalla famosissima Nutella ai cioccolatini e al Kinder per i ragazzi. Una vera passione per tutto quello che si poteva fare e inventare con il cioccolato. Anche dopo aver lasciato l’azienda, si è ritirato a Montecarlo, ma ha continuato a pensare al suo cioccolato. Aveva fondato una società apposita che aveva come scopo quello di cercare nuove applicazioni, dopo tutte quelle che aveva già messo a punto.

La cosa più incredibile è che da Alba e in pratica con un solo “argomento”, il cioccolato, è diventato l’uomo più ricco in Italia. Per un certo numero di anni quella posizione era stata occupata da Gianni Agnelli, poi è arrivato Berlusconi con le sue televisioni. Infine, Michele Ferrero ha superato tutti.

Qualche anno fa rivista americana Forbes ha stimato il suo patrimonio in 11 miliardi di dollari e lo ha collocato al 68esimo posto nella classifica degli uomini più ricchi del pianeta.

Accanto a queste cifre sulla sua ricchezza, ci sono poi altri dati. Negli anni Cinquanta il gruppo aveva mille dipendenti, una media azienda. Nel 1960 era già arrivato a 4 mila. E a dieci mila nel 1990. Oggi, in tutto il mondo, il gruppo Ferrero ha 27 mila dipendenti diretti, più sei mila collaboratori esterni.

Ma c’è un ultima cosa che va detta. Michele Ferrero non discendeva da una famiglia di imprenditori. I suoi non avevano partecipato all’industrializzazione dell’Italia. Erano semplici contadini con però tanta voglia di emergere e di fare fortuna.

Avevano persino tentato di avviare un negozio di dolci a Torino, ma poi sono tornati alle origini, a Alba, e da lì sono partiti, in silenzio e occupandosi solo di quello che avevano imparato a fare: il cioccolato.