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Berlusconi condannato e la Cassazione “sovversiva”

di Michele Marchesiello
Pubblicato il 2 Agosto 2013 11:46 | Ultimo aggiornamento: 2 Agosto 2013 11:46
La lettura della Sentenza di Cassazione

La lettura della Sentenza di Cassazione (foto Ansa)

ROMA – Diciamola, infine, la verità. Berlusconi ha pienamente ragione : la magistratura italiana è infiltrata da elementi comunisti decisi a portare la guerra di classe nel cuore stesso delle istituzioni.

Come dice il proverbio : il pesce puzza dalla testa. In questo caso è proprio la Suprema Corte, la Cassazione, a emanare le odiate esalazioni. Gli ormai attempati esponenti di Magistratura Democratica ( corrente da tempo in crisi di identità, anche a causa  della lunga decomposizione del partito di riferimento ) hanno trovato rifugio sulle alture della Cassazione e di là – simili ai famosi combattenti giapponesi dell’ultima guerra – continuano a combattere la loro battaglia , micidiali cecchini della giurisdizione.

Tre esempi illuminano come meglio no n si potrebbe una situazione che mette a rischio la nostra – per il resto – immacolata democrazia.

Il 17 maggio di quest’anno è stata depositata l’ordinanza con cui la prima sezione civile della Cassazione ha rimesso alla Corte Costituzionale la pronunzia sulla legittimità di due aspetti fondamentali della legge elettorale vigente, il famigerato ‘porcellum’. Mentre il Parlamento si affanna a tenere in vita una legge che ha reso possibile l’elezione di gran parte dei suoi componenti al di fuori da ogni scelta degli elettori, ecco che i giudici ‘supremi’ intervengono – ‘ a piedi uniti’ se non ‘a sezioni unite’ – invadendo il campo della politica. Il loro primo assunto – chiaramente ‘di sinistra’ e sovversivo del nuovo dis-ordine democratico – è che il premio di maggioranza attribuito a un partito o a una coalizione di partiti indipendentemente dal raggiungimento di un minimo di voti o di seggi  sarebbe un premio ‘abnorme’  suscettibile di alterare gravemente il principio della rappresentanza democratica.

Il secondo assunto – ancor più eversivo della Repubblica dei Partiti – è che,  imponendo all’elettore di votare una lista ‘bloccata’ , senza la possibilità di esprimere una preferenza per singoli candidati, la legge conosciuta ormai come ‘porcellum’  violerebbe non solo il dettato costituzionale ( per cui il suffragio dev’essere ‘diretto’, ‘personale’ e ‘libero’, oltre che eguale e segreto ) ma anche l’articolo 3 del primo protocollo aggiunto alla Convenzione  Europea dei Diritti dell’Uomo ( che riconosce al popolo, detentore della sovranità, il diritto alla scelta diretta del corpo legislativo, in linea con le Costituzioni di altri paesi europei ).

Questa sentenza  costituisce dunque un’intollerabile interferenza  politica da parte della suprema Magistratura , proprio nel momento in cui il Parlamento ( eletto in ‘virtù’ di quella legge ) cerca in tutti i modi di tener in vita il ‘porcellum’ attraverso una impervia opera di maquillage.

Come se non bastasse questo a denunziare l’ “invasione di campo”,  il 31 luglio la sezione lavoro della Cassazione ( sezione già in odore di comunismo, data la materia di cui deve occuparsi) ha respinto il ricorso della FIAT contro la decisione della Corte di Appello di Potenza che aveva ordinato il reintegro di tre operai nello stabilimento lucano di Melfi, licenziati per aver bloccato, durante uno sciopero notturno, un carrello per il trasferimento di materiali.

Giustamente sdegnato, Marchionne ha risposto alla provocazione giudiziaria  affrettandosi a denunziare  le ‘condizioni industriali impossibili’ in cui la FIAT si trova a operare in Italia, aggiungendo di poter produrre altrove i nuovi modelli Alfa Romeo.

Infine, più che una provocazione, ecco l’ attentato alla figura e al corpo stesso del Sovrano Ideale, colpito , ma non ucciso, da una vera e propria bomba giudiziaria a orologeria. In questo caso si sospetta addirittura una componente anarchica, sulla quale la nostra polizia sarà al più presto chiamata a indagare.

La conferma della condanna a Berlusconi  richiama alla mente inorridita la sorte del corpo del Duce,descritto dal giovane  Brancati  come un monolite tutto d’un pezzo:

“…se un tal pezzo si trova in una sala, la sala pare gli giri intorno, se si trova in mezzo a una folla , la folla gli rigurgita e bolle intorno; se si trova in mezzo a un popolo , il popolo gli fa cerchio, si dispone a piramide e lo accetta spontaneamente per vertice”.

Quasi settant’anni sono passati dal giorno in cui quel popolo, lo stesso popolo che lo aveva acclamato,fece ancora cerchio attorno al corpo di Mussolini a piazzale Loreto. Oggi non basta rallegrarsi per il fatto che i metodi sono cambiati. L’offesa al corpo del Capo richiede un’azione rapida e senza ripensamenti. Lo ha capito chi , da subito, ha chiesto che si ponga mano finalmente al problema più grave tra quanti affliggono in questo momento il popolo italiano: la riforma della giustizia . E’ urgente la ‘messa in sicurezza’ di una magistratura infiltrata ormai ogni oltre limite accettabile da elementi comunisti e sovversivi del nuovo dis-ordine istituzionale che costituisce la via italiana alla democrazia.