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Salvini, Lega e l’oro di Mosca: se i partiti sono come bocciofile…

di Michele Marchesiello
Pubblicato il 13 Luglio 2019 13:00 | Ultimo aggiornamento: 13 Luglio 2019 13:00
Matteo Salvini, la Lega e l'oro di Mosca: se i partiti sono come bocciofile...

Salvini e Putin in una foto d’archivio Ansa

ROMA – Dal punto di vista politico (lasciando quello giudiziario alle iniziative della magistratura ) non sembra vi sia niente di particolarmente scandaloso, da parte di un partito , nel ricevere – o chiedere di ricevere – forme di assistenza economica da parte di una potenza straniera. Come è stato giustamente osservato, aiuti sotto varie forme sono arrivati dall’Unione Sovietica al Partito Comunista Italiano e dal governo degli Stati Uniti alla Democrazia cristiana.

Erano gli anni ( oggi paradossalmente rimpianti ) della guerra fredda, ed era naturale che quanti in Occidente si appoggiavano a una delle due maggiori potenze e alle relative ideologie, sollecitassero e ben volentieri ricevessero finanziamenti dall’una o dall’altra . Lo si sapeva e – in linea di massima ( tangenti a parte ) – entrambi gli schieramenti politici lo davano per scontato, limitandosi a darsi del ‘servo del Cremlino’ o ‘Servo della Casa Bianca’.

Oggi le cose sono cambiate. Le alleanze non sono più così definite e – come sappiamo – le ideologie sono date per morte.Nel frattempo, i costi delle campagne elettorali e delle macchine politiche sono cresciuti enormemente, come è cresciuta l’attenzione del pubblico verso le fonti di finanziamento dei partiti in lotta per il potere. Nulla di cui stupirsi, quindi ( a parte la grossolanità dei metodi:ma a questa siamo ormai abbondantemente abituati), se la Lega e Salvini, proclamatosi seguace e ammiratore di Putin, hanno cercato contatti in grado di coprire di ‘ciccia’ questa proclamata adesione ai valori nazional-sovranisti di cui l’odierna Russia è la principale esponente.

Curioso piuttosto, il tentativo salviniano di tenere come si dice ‘il piede in due scarpe’: quella putiniana e quella trumpiana. Non è detto che Putin e Trump portino lo stesso numero ma, soprattutto, non è detto che questa goffa manovra piaccia loro. Non a caso la registrazione della famosa intercettazione al ‘Metropol’ è stata diffusa da un sito notoriamente ‘washingtoniano’. Detto questo, il vero problema è nel non aver saputo risolvere in modo chiaro la questione dei finanziamenti ai partiti: pubblici oppure privati, e – in quest’ultimo caso – trasparenti ed effettivamente conoscibili da parte degli elettori.

Non ci si scandalizzi, quindi, se Salvini chiede soldi a Putin: ci si deve scandalizzare se questa circostanza viene nascosta agli elettori. Ma, ancora a monte della questione finanziamento ai partiti, esiste la ben più grave questione – mai voluta risolvere dagli stessi interessati: i partiti; un autentico caso di conflitto di interessi – che riguarda la mancata attuazione dell’articolo 49 della Costituzione, per il quale “ Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti, per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.

Oggi i partiti sono associazioni non riconosciute, pari a una bocciofila o a un circolo di burraco: non solo, vi sono fondazioni e associazioni che la legge assimila direttamente ai partiti nella possibilità di accedere a finanziamenti per fini ‘politici’. Niente e nessuno garantisce oggi la ‘forma partito’ e, soprattutto, la sua democraticità interna. Solo quando si sarà provveduto a colmare questa lacuna si potrà discutere del come finanziare i partiti: se attraverso fonti pubbliche o fonti private, ma comunque trasparenti in relazione all’esigenza che la partecipazione alla determinazione della politica nazionale avvenga secondo forme integralmente e autenticamente democratiche.