Alcoa, Italia…voto e governo. Destra contro Ulivo e siamo morti

di Mino Fuccillo
Pubblicato il 5 settembre 2012 15:04 | Ultimo aggiornamento: 5 settembre 2012 15:10
operai alcoa

Protesta dei lavoratori Alcoa (LaPresse)

ROMA – L’ho sentita alla radio l’altra sera, la voce era quella saccente, fin quasi indisponente di Massimo Cacciari, diceva in più o meno una decina di parole: “Se riandiamo al Destra contro Ulivo siamo morti”. Saccente, tranciante, drastico. E però quella di cacciari non è iperbole, fantasticheria, motteggio. E’ pura e distillata realtà. Che non piace alla stragrande maggioranza degli italiani, su cui la stragrande maggioranza della “gente” non è d’accordo, ma non per questo è meno pura e distillata realtà. Già da oggi e per i sei mesi a venire saremo, più o meno, al Destra contro Ulivo, questo il menù della campagna elettorale.

Destra, e qui non si parla e non interessano sigle, acronimi, nomi di partiti e di alleanze. Destra con la maiuscola e quella solita e nota in Italia. Destra di programma e di cuore: via l’Imu, abbasso l’Europa delle tasse e i regolamenti. E via, se necessario anche l’euro ma con al strizzata d’occhio del vedrete che non succederà davvero. E basta con Equitalia che soffoca, ed è vero che soffocano Agenzia delle Entrate ed Equitalia con ottusità burocratica altro che rapporto di collaborazione e fiducia col contribuente. E dietro il basta ad Equitalia e alle tasse che si infilino, si accodino, facciano corteo e massa non solo i vessati dal fisco ma anche gli eterni dal fisco fuggiasco, gli evasori. La Destra in proposito non ama discriminare. E la Bce sganci e la Merkel sborsi e non state a sentire quel matto di Romney che è destra americana ma che è matto da voler tagliare appunto come un pazzo la spesa di Stato, con la spesa di Stato la Destra italiana ci campa. E ci compra i voti, da sempre, dalla Sicilia alla Lombardia, ogni latitudine ha la sua forma di leghismo.

Ulivo, sì ancora una volta più o meno quello. Tutti insieme quelli che vogliono le assunzioni di Stato e la liberalizzazione del mercato, quelli che la tassa deve sempre seguire la spesa e quelli, la minoranza, che la spesa almeno dovrebbe servire a qualcosa diciamo così di “produttivo”. Quelli che governare è un peccato, forse mortale, forse veniale e quelli che governare è un dovere. Quelli che continueremo a mandare gli italiani in pensione a 65/66 anni ma con una ventina di milioni di eccezioni. Quelli che la “Casta” non siamo noi e non se ne può più, però la vera democrazia e il vero Welfare stanno e abitano nella “casta” delle Regioni e dei Comuni. Quelli del rendiamo finalmente l’Italia un paese moderno, ad esempio liberandola dalla pena di pagare l’energia il 40% più degli altri, e quelli che non si costruisca una centrale e neanche un cavalcavia. Quelli del “ciclo integrato” dei rifiuti, ciclo che in Italia a stargli appresso finisce sempre con il portarli all’estero i rifiuti, pagando fior di euro, tanto ci sono le tasse. Le tasse si può fare, una discarica o un termovalorizzatore come tutti sanno non si può.

Destra contro Ulivo in campagna elettorale. E poi se Destra contro Ulivo diventa l’unica quando la campagna elettorale si farà governo, allora siamo morti. Perché nessun maligno “mercato” ma anche onesto risparmiatore, nessuno speculatore ma anche nessun imprenditore in Europa, in Asia, In America e ovunque crederà che sia il caso di metterci soldi in un paese storto che si riaffida in toto a chi gli promette di mantenerlo storto. Anzi che li vota proprio perché fan no questa e non altra di promessa, hanno questo e non altro di programma.

Alcoa, Italia..Da quindici anni, da molto prima della crisi finanziaria, da molto prima della colpa delle banche, ci mettiamo più tempo degli altri nel mondo a produrre e produciamo con costi maggiori degli altri, da quindici anni: è il grafico della produttività. E questa non è colpa dei politici e delle banche, è responsabilità degli imprenditori, anche quelli piccoli e piccolissimi, dei sindacati anche quelli grandi e grandissimi, dei professionisti, delle professioni, della scuola, degli insegnanti, anche precari, degli studenti. Responsabilità del paese tutto, chi più chi meno, che negli stessi quindici anni, con l’accudimento politicamente criminale dei politici, si è mangiato 700 miliardi di interessi sul debito risparmiati perché era arrivato l’euro, 200 miliardi venuti dalle privatizzazioni e almeno 100 miliardi l’anno di evasione fiscale. Ci siamo stati, ci è andata bene, chi più chi meno, perché tutto era tenuto in piedi dal denaro pubblico. Un paese inefficiente e retrogrado e corporativo e arraffone (fotovoltaico) ha generato prezzo dell’energia elettrica che non consente ci possa essere un’Italia una fabbrica come Alcoa che divora energia? E noi gliela diamo sovvenzionata, pagata con soldi pubblici. Finché dura.

A un certo punto non dura più, per quanto in alto drammaticamente ti puoi arrampicare. Ma Destra e Ulivo nemmeno osano penare di dire al paese, alla “gente” che bisogna far cose produttive e fiscali per cui l’energia in Italia costi di meno e che, se non si fa, di Alcoa ce ne saranno altre e altre. Destra e Ulivo giurano che quando saranno loro al governo si faranno dare i soldi dalla Bce o dalla Merkel per tutte le Alcoa d’Italia o che qualcuno finanzierà, pagherà ogni pezzo di un paese storto perché storto resti. Se e quando saranno governo, se non sapranno essere almeno in parte qualcosa di diverso da se stesse, “Destra contro Ulivo e siamo morti”. Maledetto Cacciari hai ragione.