I cento miliardi alle banche di Spagna li paghi anche tu, e ti conviene pure

di Mino Fuccillo
Pubblicato il 11 Giugno 2012 13:23 | Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2012 13:23

ROMA – I cento miliardi alla Spagna li paghi anche tu, e ti conviene pure. Ci piace pensare, ci piace raccontare, ammonire e stupire di fronte a questo “tu” tedesco che paga la sua quota di cento miliardi ma recalcitra, sbuffa e in fondo tiene soprattutto a che in casa sua nulla cambi. Questo incosciente e inconsapevole più che egoista “tu” tedesco che non capisce, fatica proprio a capire che se lui e il suo governo pensano solo ai “cavoli” tedeschi a questo punto sono anche i “cavoli” tedeschi che vanno in malora. Ci piace raccontarci dei tedeschi tardi a capire che fanno rischiare l’osso del collo a tutta l’Europa. Tedeschi che non capiscono che ci devono mettere del “loro”, la loro garanzia sui debiti sovrani di tutta l’Europa. Tedeschi che non capiscono che l’Europa avrebbe, anzi ha, la forza economica per resistere alla crisi, passare la nottata, a patto che tutti i governi e la Bce, insomma soprattutto Berlino, comunichino ai mercati che ogni Stato e governo garantirà per l’euro e per i debiti altrui. Non capiscono i tedeschi che questo è l’interesse generale e anche il loro interesse, non ce la fanno a capire che anche per loro pagare non è altruismo ma sopravvivenza. I tedeschi, così ci piace raccontarceli. Il “tu” tedesco che non capisce che gli conviene pure pagare quei cento miliardi. I tedeschi, perché noi, gli italiani, lo capiamo?

Alla Grecia 247 miliardi, al Portogallo 78, all’Irlanda 67 e ora 100 alle banche spagnole. Circa 500 miliardi finora dati in prestito agevolato, molto agevolato, ai paesi che rischiavano o rischiano ancora di “saltare”, di far bancarotta. Prestati da tutti gli altri paesi dell’euro, prestati per la maggioranza dalle casse tedesche. Altri ce ne vorranno, se tutti va bene. Ma portare il monte aiuti a 700 o 1000 miliardi se sarà probabilmente necessario non sarà sufficiente. Sufficiente sarà solo, se mai verrà, la garanzia che il debito di uno Stato diventa in qualche forma e misura il debito di tutta l’Unione. Per far questo i tedeschi ci devono mettere i soldi, nella forma più diretta. Ma anche gli altri ci devono mettere i soldi, in forme anche indirette ma non per questo meno di sostanza. L’abbiamo capito noi italiani che dobbiamo pagare, cosa dobbiamo pagare e che pagare questa moneta ci conviene pure? O il “tu” italiano è altrettanto incosciente e inconsapevole di come piace raccontarci il “tu” tedesco?

Facciamo un po’ di conti: la metà abbondante degli ex elettori di Berlusconi non perdona, tollera e capisce perché il Pdl e Berlusconi tengano in piedi un governo, questo di Monti o qualsiasi altro, che abbia in programma pareggio del deficit, riduzione del debito e della spesa pubblica. La metà abbondante degli ex elettori di Berlusconi non capisce: fa il 15% abbondante dell’elettorato. Da sempre indisponibile a capire quale sia il giusto prezzo da pagare e per quale “merce” spenderlo questo prezzo europeo è l’elettorato leghista, oggi ne è rimasto un sei per cento. Va aggiunto al 15 di prima e fa 20 abbondante. Cui va aggiunto il due per cento della Destra fortemente anti Europa e anti euro. E fa 23/24 per cento. Anche gli elettori del Movimento 5 Stelle non fanno mistero, anzi fanno vanto, di non capire il perché e in fondo l’utilità e il vantaggio della “politica che salva le banche”. Movimento 5 Stelle accreditato del 15 per cento. Va sommato al 23/24 di prima e si va a fare il solletico al 40 per cento. Cui va aggiunto il 15 per cento scarso che si ottiene sommando i voti di Sel, della Fedrazione di Sinistra e dell’Idv tutti fieramente contrari alla politica del rigore finanziario, anzi della “monetarizzazione dell’esistenza”. E fa cinquanta e  più per cento. Cui andrebbero sommati  gli elettori Pd che sono ad esempio d’accordo con la visione del mondo e dell’economia di Susanna Camusso, facciamo, per difetto, un terzo del 27 per cento di cui è accreditato il Pd?. Cinquanta e più per cento più nove, e siamo al sessanta. Senza contare perché non sono materialmente contabili quanti talmente non capiscono da fuggire o ripararsi in un’astensione rancorosa e ostile. No, se guardiamo ai comportamenti elettorali e alle intenzioni di voto il “tu” italiano non capisce per nulla che deve pagare, cosa deve pagare e men che mai che gli conviene.

Ma non tutto è elezioni, guardiamo meglio questo “tu” italiano. Si appresta a pagare quest’anno molte, troppe tasse. Ma evade le tasse come e più di prima. Entrambe le cose sono nei numeri, nei fatti e non nelle opinioni. Ma non è solo e soprattutto in tasse che il “tu” italiano deve pagare. Se vuole che il “tu” tedesco ci metta i suoi soldi a garanzia dei debiti di tutti, serve che il “tu” italiano garantisca a quello tedesco che non ci sta comodo in un sistema economico e sociale oliato con 60 miliardi l’anno di tangenti da corruzione, oliato con 150 miliardi l’anno di evasione fiscale, reso morbido da almeno 100 miliardi l’anno di spesa clientelare da parte del governo centrale e soprattutto di Regioni e Comuni. Il “tu” italiano deve garantire a quello tedesco che ci deve mettere i soldi che la smetterà di impedire ogni vendita di pubblico patrimonio, ogni cessione di società pubblica di servizi, ogni chiusura di ospedale con pochi posti letto, ogni cantiere di infrastruttura. Il “tu” italiano deve garantire di non essere quello che fermamente vuole e preferisce spedire i suoi rifiuti all’estero a salato pagamento perché non è in grado né di organizzare davvero una raccolta differenziato né di decidere davvero dove va una discarica. Il “tu” italiano deve garantire di non rimangiarsi la riforma delle pensioni e di non riprovarci ad andare in pensione a 60 anni. Deve garantire che i parlamentari tipo Santanché che annunciano faranno gli evasori fiscali sono foklore come lo fu Cicciolina parlamentare e non sostanza e anima del paese e delle istituzioni. Il “tu” italiano deve garantire imprenditori che rischiano sulle tecnologie e sindacati che rischiano sui turni, studenti che rischiano di studiare e perfino di essere selezionati e non solo promossi, studenti come i professori. Garanzie che l’Italia dei partiti, dei sindacati, di opposizione, dei Movimenti e della “gente” non solo non offre ma neanche si sogna di offrire.

Il fatto è che non abbiamo “capito”. Il cittadino e contribuente tedesco lo accusiamo di non capire che se lui non ci mette i soldi va tutto in rovina. Ma il cittadino e contribuente italiano ha davvero capito che se le banche saltano a lui, proprio a lui gli chiude il bancomat? Capito che se non c’è più euro l’unico modo con cui uno Stato e un governo, qualunque sia e di chiunque sia, affronterà il suo debito è la svalutazione e l’inflazione? Capito che la svalutazione abbatterebbe il valore del tuo patrimonio del 30 per cento almeno? E che l’inflazione si mangerebbe al 10 per cento annuo il tuo stipendio e pensione? Partiti, sindacati, Movimenti e Gente con la maiuscola in Italia si comportano rifiutando e rimuovendo questa realtà. Meglio prendersela con il tedesco senza pensare neanche un momento come quel tedesco o francese, o greco o spagnolo sia solo la nostra immagine riflessa nello specchio.