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Berlusconi belva ferita apre le porte dell’inferno

di Mino Fuccillo
Pubblicato il 27 Ottobre 2012 20:39 | Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre 2012 20:39

ROMA – Da oggi l’Italia torna a ballare come un solaio instabile, anzi a traballare su e giù come un ascensore i cui cavi gemono e sobbalzano. Silvio Berlusconi, sentendosi tradito e non remunerato per il suo “non mi ricandido più”, ha deciso di scatenare l’inferno, aprendo appunto al paese le porte dell’inferno.

La condanna del Tribunale di Milano ha mutato la natura dei pensieri e calcoli di Berlusconi e ha prodotto un testa/coda nella direzione delle sue azioni. Ne avesse o no motivi reali per supporlo, Berlusconi aveva messo nel conto che, dopo il “suo passo indietro”, insomma il suo mezzo togliersi di mezzo, questo significasse più o meno automaticamente anche un togliersi e venir tolto dalla linea del fuoco. Nella psicologia e cultura, convinzione e prassi di Berlusconi non esistono sentenze che non siano il prodotto di volontà, scelte, suggerimenti, opportunità politiche o di interesse. Quindi, ha ragionato Berlusconi, se mi condannano a tre giorni dal “non mi candido”, vuol dire che in futuro per me sarà ancora peggio.

Se mi condannano a tre giorni dal “non mi candido”…questa frase ha girato vorticosamente nel cervello di Berlusconi per 24 ore. E ogni volta, ad ogni giro si aggiungeva una considerazione, una reazione, una conseguenza.

Se mi condannano a tre giorni dal “non mi candido” vuol dire che questa moneta del passo indietro è stata spesa inutilmente, vuol dire che non c’è “trattativa”.

Se mi condannano a tre giorni dal “non mi candido” vuol dire che chi poteva evitarlo non l’ha evitato, vuol dire che scambi e patti non sono possibili, vuol dire i prossimi processi, vuol dire che non sono sicuro, non sono al sicuro.

Se mi condannano a tre giorni dal “non mi candido”, adesso gliela faccio pagare, scuoto le colonne del tempio e, se va bene, la fanno finalmente finita e mi danno salvacondotto, se va male, muoia Sansone con tutti…

Con tutti, proprio tutti: Giorgio Napolitano che da garante dell’equilibrio del paese ridiventa il Lord Protettore della “Corte Costituzionale di sinistra e della magistrocrazia”, Mario Monti che da possibile, auspicabile punto di raccolta di tutti i moderati italiani, Berlusconi compreso, diventa l’uomo della “recessione e dello Stato di polizia tributaria” che troppo ha già sbagliato per continuare a far danno, Angela Merkel che ha “attentato” e attenta alla dignità e al portafoglio degli italiani.

E’ quella di Berlusconi una reazione da belva ferita ma non da Jekill e Hide: non ce ne sono due di Berlusconi, uno che dice “mi defilo”, l’altro che corregge “gioco io” e tutto a distanza di poche ore. Non è purtroppo una quadriglia comica anche se gli elementi di grottesco non mancano nel susseguirsi del “lascio il campo, tocca ai giovani fare gol…sono costretto a tornare in campo…mai lasciato il campo…non mi candido…non mi candido ma ci sono”. Non ci sono due Berlusconi, ce n’è uno solo e coerente con se stesso nel pensare, oggi come sempre: la mia sicurezza è il bene supremo.

Quindi affan… la prudenza e il prudente appoggio al governo Monti. Da oggi quello di Monti è per Berlusconi e per il Pdl, il maggior partito in Parlamento, un governo indigesto e tollerato, forse, solo perché ha i mesi contati. Da oggi il governo Monti non può ragionevolmente sperare che il Pdl gli approvi in Parlamento neanche lo spostamento di un quadro alle pareti. Governo Monti a cui già il Pdl, ma anche il Pd di Bersani, stavano sforacchiando, riducendo a colabrodo la legge di stabilità. Governo Monti che da oggi non ha più aria per respirare e Monti che da oggi deve decidere se e come restare nella parte che Berlusconi gli h assegnato, quella del pesce che, scaduto, puzza.

Quindi affan… l’unione dei moderati con Casini e Montezemolo e chi voleva venire poteva venire. Ora venga solo chi si sente investito della missione di “riformare la giustizia” e…raddrizzare le gambe alla Merkel. Il compito e la bandiera sono “rovesciare completamente la politica economica imposta all’Italia dalla Germani egemone”. E se per strada il carro che riparte dovesse travolgere anche Angelino Alfano e il Pdl formato centro destra moderato, Berlusconi non se ne fa pena e cruccio. Ha ragione Daniela Santanché che commenta soddisfatta: “Berlusconi ha rovesciato la linea di Alfano”. Applaudono Maroni e la Lega: finalmente si rompe con Monti e si può tornare a muoversi contro l’Europa fianco a fianco in campagna elettorale.

Scatena l’inferno Berlusconi e apre le porte dell’inferno. Mezzo mondo e più, letteralmente da Washington a Pechino passando per Berlino, poneva e si poneva la preoccupata domanda: che succederà in Italia dopo le elezioni di aprile? Adesso la domanda è: che succede all’Italia a novembre 2012? Di fatto Monti non ha più la maggioranza in Parlamento e la fiducia delle Camere. Berlusconi gliel’ha politicamente e pubblicamente ritirata. Quanto e come può resistere Monti sapendo che la ratifica parlamentare della ritirata fiducia può avvenire in un giorno qualsiasi da qui a Natale o forse già in settimana o forse mai fino a marzo?

Di questa Italia con un governo che Berlusconi dichiara di sopportare, forse, solo per l’ordinaria amministrazione da qui alle elezioni, da oggi si accorgeranno la Merkel e il suo governo e il suo Parlamento, quelli che devono dire sì a finanziare anche con soldi tedeschi le cinture di sicurezza per i bilanci, debiti e banche anche italiani. Se ne accorgerà la Bce che nei confronti degli “europei del nord” argomenti, non può più giocare la carta della “Italia finalmente allineata alla politica del rigore”. Berlusconi ha chiamato l’Italia a disallinearsi, a scartare. Se ne accorgeranno i mercati finanziari che all’Italia e a Draghi avevano da agosto dto tregua. Se ne accorgeranno tutti quelli che hanno sempre dubitato l’Italia avesse davvero smesso di essere uno degli anelli deboli della catena passando invece nella categoria degli anelli saldi. Se ne accorgeranno quelli che invece avevano ricominciato  fidarsi tornando a comprare un po’ dei nostri Btp.

Se ne accorgono già tutti che l’Italia torna a ballare e a traballare. Berlusconi non si sente sicuro, nemmeno noi, ma sicuramente temiamo cose diverse.