Berlusconi cuore estremista, il problema è la testa che non c’è…più (?)

di Mino Fuccillo
Pubblicato il 1 ottobre 2013 14:59 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2013 15:03

Berlusconi cuore estremista, il problema è la testa che non c'è...più (?)ROMA – Al termine e a compendio di una lunga e documentata cronaca sul tutto e il contrario di tutto prodotto da Silvio Berlusconi in queste ore, giorni (anche settimane e mesi ma questa è una nostra nota a piè dell’articolo) Mattia Feltri scrive su la Stampa: “ricompattava tra sé e sé”. Insomma la descrizione era quella di un Berlusconi troppo furbo per essere davvero stato, di una confusione dichiarativa troppo alta per non essere anche comportamentale, di una abilità nel proporre realtà alternative troppo marcata per non essere ossessiva. Insomma un quadro politico e anche clinico, sia pur declinato con una battuta soltanto ironica, il “compattare tra sé e sé…”.

Con linguaggio più paludato e più tecnico Stefano Folli sul Sole 24 Ore indica le “contraddizioni di Berlusconi”.  Eccone alcune, per la penna di Folli: le dimissioni dei parlamentari Pdl. Non ci sono più, archiviate. “Prima mossa dirompente, annunciata con enfasi mediatica, rivelatasi uno scherzo di cattivo gusto, per di più irrealizzabile. Dimissioni congelate, cioè ritirate”. Secondo punto, le dimissioni dei ministri. “Sono state firmate, ma stranamente non sono operative”. Nessuno si è dimesso davvero. Punto terzo: la richiesta a Letta di restare lì una settimana per togliere Imu, Iva e ogni altra tassa dalla futura legge di stabilità. “Ma, se i ministri sono dimissionari, non c’è più altro da fare…se i ministri ritirano le dimissioni il governo resta in carica e in tal caso occorre votargli la fiducia…”.

Stefano Folli fa la parte di chi osserva che un’auto se non accendi il motore non cammina, ma Berlusconi non bada a questi particolari. Richiedere e ottenere la lettera di dimissioni dal Parlamento di tutto i suoi deputati e senatori e poi lasciar perdere, quasi dimenticarsene… ordinare ai ministri di dimettersi e chiedere al governo amputato dei suoi ministri di fare leggi e che leggi…ministri dimissionati ma non ancora effettivamente dimissionari…E, per non farsi mancare nulla, raccontare al telefono che Napolitano brigava per sfilargli dalla tasca duecento milioni e girarli a Carlo De Benedetti…asserire che “stabilità e spread sono imbroglio”…narrare che quando lui era imprenditori gli imprenditori “erano felici se c’era la crisi di governo così il governo non faceva danno, quindi la crisi di governo non fa danno”…Questo e altro del genere appartiene, proviene da un cuore estremista o da una testa che non c’è…più(?).

Uno che dice: cancelliamo l’Imu, fermiamo l’Iva, facciamo la legge di stabilità senza nessuna tassa è ancora un gran venditore di speranza, un grande organizzatore di campagne elettorali, un disinvolto demagogo, un populista a mille carati o non comincia già ad essere anche qualcosa d’altro e cioè uno che non ci sta più con la testa?

Uno che dice al suo partito: della crisi parliamone “davanti a un bicchiere di vino che tutto si aggiusta…”. Uno che dice che magistratura Democratica è “organizzazione in gran parte clandestina”. Uno così è, ancora una volta, solo cuore estremista o anche testa che non c’è più? Ai contemporanei la faticosa sentenza, contemporanei che in massa emettono il giudizio che fu di Ponzio Pilato: di questa questione non vogliamo sapere, non possiamo sapere, guai a sapere.