La Donna Barbuta, il Nano Volante e Bossi che raddoppia gli stipendi

di Mino Fuccillo
Pubblicato il 18 Agosto 2011 - 13:55 OLTRE 6 MESI FA

ROMA – La donna barbuta e il nano volante: tra poco compariranno anche loro come emendamenti alla manovra. La donna barbuta è il miracolo di natura mostrata al gran circo da Umberto Bossi che annunciava “la bella sorpresa, il raddoppio degli stipendi”. Come banditore, da circo, stavolta Bossi batteva Berlusconi, niente meno che il raddoppio degli stipendi. Con la bacchetta magica chiamata Tfr, trattamento di fine rapporto, volgarmente detta liquidazione. Secondo Bossi si metterà la liquidazione di fine lavoro in busta paga ogni mese e sarfà tre volte Natale. Davvero? La liquidazione altro non è che il 13,5 per cento della retribuzione annua, cioè ogni anno si mette da parte, si “accantona” il 13,5 per cento. Trentamila euro di stipendio annuo lordo, tredicesima compresa? Fanno 4.050 euro accantonati.  Ogni anno varia la retribuzione, di poco o di tanto e ogni anno varia l’accantonamento in proporzione. Quegli ipotetici 4.050 euro non vengono pagati subito, saranno riscossi al momento di andare in pensione. Un anno 4.050, un altro 4.100 e così via per tutti gli anni di lavoro. Cifra che viene rivalutata ogni anno dell’uno e mezzo per cento più il 75 per cento dell’inflazione. Oggi dunque una rivalutazione media di circa il tre per cento abbondante. Se i 4.050 euro invece, come annuncia il festante Bossi, vengono pagati e spalmati sulle tredici mensilità lo stipendio di trentamila euro non diventa di sessantamila ma di 34.050. E sparisce la rivalutazione. Lo stipendiato incassa circa 300 euro lordi in più al mese ma a fine lavoro non ha più appunto la liquidazione rivalutata. Quindi, e non ci vuole un ingegnere per fare i conti, ci rimette. Ci guadagna solo l’abbaglio e il miraggio del pochi, maledetti e subito che in realtà sono meno, maledetti e subito. Non basta, forse Bossi non lo sa ma alla fine del rapporto di lavoro la liquidazione è sottoposta a “tassazione separata”, cioè ci si pagano sopra meno tasse di quanto non  sarebbe l’aliquota di riferimento. Aliquota che invece scatta se metti un tredicesimo di liquidazione ogni mese in busta paga. Ci si rimette dunque due volte.

Insomma una fregatura sponsorizzata con una unica forma di buona fede: l’incompetenza. O l’evanescenza del pensiero errante: prima di annunciarla da Ponte di Legno Umberto Bossi per dieci minuti d’orologio aveva intrattenuto dal palco sulle performances di “un  fotografo del Corriere della Sera che ci ha accompagnato in  Lapponia a vincere il campionato mondiale di calcio…”, sulle “donne lapponi che hanno gli occhi verdi…”, sul “fotografo che gli aveva chiesto un passaggio in aereo e il figlio che aveva ceduto il posto…”.

E il nano volante? Eccolo: lo scudo bis per gli evasori fiscali. Sulle spalle del nano volante viaggiano i miliardi che gli evasori verseranno con rinnovato e robusto sconto sulle tasse non pagate. Così Berlusconi sorride, ritira le mani dalle tasche dagli italiani e fa contenti tutti, evasori compresi cui con un colpo di genio abbassa le tasse. E, siccome gli evasori fiscali non sono pochi, promessa quasi mantenuta di meno tasse per tutti, o quasi.

Infine c’è l’orco cattivo che si abbatte a tre palle un soldo. Una parte del Pdl l’ha avvistato. Puntano l’indice Marcello Pera, Giorgio Stracquadanio, Guido Crosetto, Antonio Martino e altri del Pdl che son diventati venti e passa e andranno ad annunciare l’avvistamento al segretario Angelino Alfano. Hanno trovato l’orco in casa, niente meno che i “socialisti” responsabili di una manovra più o meno alla Stalin. E i “socialisti”, insomma i “rossi” che sempre attentano alla “roba” sono Maurizio Sacconi, Giulio Tremonti, Fabrizio Cicchitto…Ecco spiegato, ecco trovato: è una manovra “comunista” fatta dai socialisti che il Pdl si è messo in casa. E’ il Circo a tre piste: quella dell’incompetenza, quella dell’ossessione, quella del vaneggiamento.