Elezioni, le mie prime “da paura”: dovunque voti è pieno di matti

di Mino Fuccillo
Pubblicato il 2 Gennaio 2013 13:55 | Ultimo aggiornamento: 2 Gennaio 2013 14:07
urne-seggio-elettorale

Un seggio elettorale

ROMA – Outing anagrafico: le prime elezioni cui ho partecipato da cittadino elettore credo siano state dalle parti del 1968, prima non avevo l’età. E per quaranta anni da elettore, ogni volta che si avvicinava la data del voto, di volta in volta le ho provate tutte le emozioni e situazioni emotive: militanza, illusione, disincanto, speranza, tifo da stadio, avversione, lontananza, identità, appartenenza, sganciamento, equilibrio, slancio…Mai però in quaranta anni da cittadino elettore avevo annusato quel che adesso percepisco venire dai circuiti un po’ stanchi del mio cervello: un refolo di bruciato, un accenno di fumo, un po’, solo un po’ per carità, di serena paura per quello che verrà dopo. Paura e perché mai? Perché finora sempre mi era più o meno sembrato che quelli per cui votavo potevano essere giusti o sbagliati e quelli per cui non votavo potevano essere ingiusti o pessimi. Ma mai mi erano apparsi così come adesso francamente matti. E finire nelle mani di un matto attorniato da matti induce appunto serena, distaccata, tranquilla, fredda…paura, sia pure in miniatura.

Dà politicamente di matto Silvio Berlusconi. Non è proprio una novità, anzi lo è. E’ sempre stato un gran bugiardo, non c’è mai stato da fidarsi. Ma lo vedevi che ragionava mentre tirava a fregarti. Lo sentivi che c’era metodo, pratica e scienza dietro e dentro la fabbrica dei trucchi. Adesso dice ogni giorno, dieci volte al giorno, frasi e cose senza senso. Come un vecchio, vecchio di testa, che ha irrimediabilmente perso lucidità. Il sintomo di una sorta di Alzheimer politico, il sintomo più classico è quello della “congiura”. Una volta Berlusconi le “congiure” di cui si proclamava vittima le costruiva magari di fantasia ma plausibili: insomma i comunisti e i giudici contro di lui. Adesso la “congiura” per cui Berlusconi vuole commissione di inchiesta nel Parlamento da lui dominato se vince coinvolge e comprende gli Usa e Obama, la Germania e la Merkel, la Francia e Sarkozy e Hollande, il Fmi, Giorgio Napolitano, i comunisti italiani e internazionali, le grandi banche mondiali, la finanza speculativa e la Cgil della Camusso e la Fiom e le grandi imprese alla Fiat di Marchionne…

Dà di matto, è “fuso”: dice che toglie l’Imu trovando i soldi per sostituirla aumentando le sigarette e gli alcolici, cioè non racconta più balle illustrate e levigate, non sa di cosa parla, straparla. Fosse di nuovo premier, Berlusconi sarebbe uno di quei leader ormai fuori del rapporto con la realtà che in altri momenti storici un paese lo portano alla guerra pensando di andare a fare una passeggiata o una sfilata. E nel segno di Berlusconi tutta la destra che si presenta alle elezioni è una gabbia di matti. Anzi, matti senza gabbia: Francesco Storace, Daniela Santanché, Ignazio La Russa…

A sinistra invece appaiono tutti sani di mente, eppure è un manicomio, indiscutibilmente un manicomio. Proporre, anzi credere che un paese può continuare  spendere più della metà del suo Pil in spesa pubblica alimentando questa spesa con una tassa patrimoniale sui “grandi patrimoni”…proporre, anzi credere e giurare che si rispettano tutti gli impegni europei perché si va in Europa a cambiare le carte e i numeri…proporre, anzi esseri sicuri che sarà giusto e bello andare tutti in pensione a 66 anni, tutti tranne qualche milione e miliuone e milione di eccezioni alla regola…proporre, anzi essere orgogliosi di proporre “politiche industriali per l’occupazione”, cioè soldi pubblici per tenere in piedi aziende che non vanno…beh è tipico e classico dei corridoi operosi di un manicomio. Abitato da sani di mente, sanissimi di mente come Bersani, Vendola, Camusso, Fassina…Sani di mente che chissà perché ogni tanto, anzi ogni spesso, vanno in giro con lo scolapasta in testa.

Fuori dalla destra e dalla sinistra conosciute c’è Antonio Ingroia che pare Bartali: “E’ tutto un complotto, è tutto da rifare…”. Come definire la storia e la vita modello Ingroia? Ci sono i “buoni” e c’è il “male”. Il male è il grande crimine che tutto invade e corrompe, la grande criminalità ha nel mondo di Ingroia lo stesso ruolo che il diavolo ha (aveva) nella cosmogonia cristiana. Quindi? Quindi scongiuri, sacerdoti, liturgie, penitenze e pure un po’ di Inquisizione perché siamo tutti toccati dal peccato. Più allegra e spigliata è la visione del mondo di Beppe Grillo ma anche qui c’è il Grande e solo Nemico: il Potere. Che sarà sconfitto solo se si abbatte ogni Potere. E come si abbatte ogni Potere? Ma eliminando il governo, elementare Watson, non questo o quel governo ma proprio il governo, l’idea stessa di governo: non avrai altra delega all’infuori di quella che clicchi via web.

E Monti? Se non è matto lui che oggi pensa possa votarlo più del 15 per cento degli italiani dopo che ha fatto agli italiani le due, anzi le tre cose peggiori: li ha tassati, li manda in pensione da anziani e se ne va in giro a riempirsi la bocca di cose fastidiose quali le cose come stanno. Monti che con almeno tre mesi di ritardo va dicendo che gli hanno fatto abbassare l’Irpef e tagliare i soldi pubblici alla politica e limare lo spreco di soldi pubblici. Doveva dirlo quando gli hanno affossato la legge di stabilità, allora doveva dire che erano i partiti a bloccarlo. Lo sta dicendo male e tardi, si sta rivolgendo alla minoranza storica del paese, i riformisti, quelli disposti a cambiare le cose. E c’è troppo odore d’incenso attorno a lui, troppo sapore di “centro e vecchi partiti”.

Dovunque voti a febbraio è pieno di matti. Chi molto più chi molto meno ma nessuno ci sta del tutto con la testa rispetto a questa Italia che vuol prendere in mano mentre ci sfugge, a tutti, il paese di mano.