Italians…Ivan Basso, Marco Milanese, Nicla Devenuto

Mino Fuccillo
Pubblicato il 12 Settembre 2011 15:25 | Ultimo aggiornamento: 12 Settembre 2011 15:25

ROMA – Italians…Quell’Ivan Basso che va perdonato perché non sa quel che dice e quel che fa. Lui dice. “Io faccio il ciclista e nulla so, capisco o c’entro con la politica. E in quel che faccio la politica non c’entra”. Cosa sarà mai la politica per Ivan Basso se politica non è una settimana in bici per un terzo d’Italia con ogni mattina alla partenza il giovane Bossi a benedire e a dare il via, una corsa, un “giro” che ricalca e rimarca i confini di una “Padania” che solo un partito politico riconosce e propaganda come sua patria, una maglia verde-Lega al vincitore di tappa e classifica? Quel Paolo Bettini, commissario tecnico del ciclismo italiano che non vede, non sente, autorizza, organizza la carovana “padana”…

Italians…quella signora Nicla Devenuto che piange pubblica miseria, che racconta della sua famiglia in difficoltà economica, che confessa il dolore insopportabile del faticare a mantenere un “tenore di vita”. Famiglia in difficoltà che abita in duecento metri quadrati a seimila euro al mese, di cui quattromila a nero.

Italians…quel Marco Milanese che così proclama e attesta la sua innocenza: auto di lusso perché “mago del leasing con cui ci guadagno”, “vacanze pagate a nome di altri così da poterci andare con la mia nuova fidanzata senza che l’ex moglie da cui mi sto separando sappia” e magari reclami alimenti, “casa fatta pagare all’amico Giulio Tremonti ma con affitto intestato a me così che alla lunga la Confraternita dei Piceni me la vendeva come vecchio affittuario e ci guadagnavo la prelazione senza pagare la pigione”.

Italians…quei cronisti sportivi, più o meno tutti, per cui il tempo giusto della “preparazione atletica” della squadra che narrano non arriva mai: a settembre è presto, a dicembre è Natale, in primavera è tardi. Italians…sono, siamo ovunque. E gli italians che leggiamo sui giornali sono solo il nostro specchio.