Luca Traini, è stata dura ma ce l’abbiamo fatta

di Mino Fuccillo
Pubblicato il 5 febbraio 2018 9:52 | Ultimo aggiornamento: 5 febbraio 2018 10:57
Luca Traini, è stata dura ma ce l'abbiamo fatta

Luca Traini, è stata dura ma ce l’abbiamo fatta

ROMA – Luca Traini, è stata dura ma ce l’abbiamo fatta.

Ce l’abbiamo fatta a sparare al negro in strada, al negro che capita. Sparare al negro perché è negro. Non è stato facile, ci abbiamo messo del tempo. Ci è toccato passare per la fase i negri puzzano. Poi per la fase i negri rubano. Quindi siamo con impegno giunti a buon punto: i negri stuprano. Infine la fase matura: i negri mica sono proprio umani come noi. E finalmente ce l’abbiamo fatta a vedere realizzata una caccia al negro. Sparare in strada al negro che capita perché se sei negro sei immondizia umana e i veri uomini fanno dell’immondizia pulizia. L’avevamo visto solo al cinema e invece Alabama e Mississipi burning ce l’abbiamo fatta a vederli dal vero.

Luca Traini, quello che prende l’arma e gira con l’auto a caccia di negri: un po’ di Alabama a Macerata. Ma ce l’abbiamo fatta a fare di più, molto di più. Ce l’abbiamo fatta ad avere tutto il cast dell’Alabama, quella vera. Ce l’abbiamo fatta ad essere, qui in Italia, all’altezza e alla pari con l’Alabama. Quella dei film e quella della realtà.

E’ stato un grande sforzo per raggiungere un obiettivo all’inizio perfino insperato. Ma ce l’abbiamo fatta, tutti insieme, ciascuno un po’. Ad essere Alabama dentro. Ecco infatti che Traini che spara ai negri viene presentato praticamente da tutti noi a tutti noi come il matto. Ah, ecco è matto, quindi non responsabile di nulla. L’avvocato lo dichiara incapace di intendere al momento dei fatti. Incapace di intendere uno che si fa due ore di caccia al negro in auto e spara una trentina di colpi e colpisce sei persone? Lungo raptus…

Ma matto è poco, facciamo di meglio: Luca Traini l’innamorato. Così viene venduto alla stampa da una voce locale leghista. E la stampa ci sta, ci sta la cosiddetta informazione. Ha l’acquolina in bocca all’idea di Luca Traini fidanzato-innamorato-folle di dolore. Innamorato di Pamela Mastropietro. Quindi vendicatore in qualche modo autorizzato. Ce l’abbiamo quasi fatta per l’angelicazione del fascista ammazza negri.

E’ stata dura all’inizio ma poi ce l’abbiamo fatta: Luca Traini obeso da piccolo e quindi…La mamma, le meravigliose mamme italiane: “Un bravo figlio”.

Ci son voluti anni, mica è stata cosa di un giorno. Ci son voluti anni di de-scolarizzazione della professione dei giornalisti e del giornalismo, anni di ablazione di ogni oncia di etica della responsabilità per comunicare tranquilli l’ipotesi di “riti voodoo” sul corpo di Pamela Mastropietro. La verifica? Voodoo, roba da negri, può essere. Ci son voluti anni ma finalmente l’informazione fa il suo lavoro: copre e giustifica chi fa pulizia dell’immondizia umana. E, da brava informazione, mobilita il consenso agli spazzini.

Ci son voluti anni, di fatica. Ma finalmente ce l’abbiamo fatta a stabilire il principio di libertà e sicurezza. In nome della libertà e della sicurezza si può dire che i negri sono sub umani. Non bisogna più nascondere questa realtà. Sub umani, quindi…

Si può dire, si può fare. Non più  solo sui social network che ovviamente traboccano di consenso per Traini “dovevi solo mirare meglio”. Si può dire anche agli inviati dei giornali a Macerata, lo si può dire in pubblico tra vasti cenni di assenso di popolo. Si può dire: “Non si spara così, poteva colpire qualcuno”. I negri non sono qualcuno. Ce l’abbiamo fatta ad elaborare una coscienza popolare condivisa verso i negri.

Ci sono voluti anni e sforzi. Anni e sforzi per stabilire che se uno parla dei suoi avversari politici come sub umani quest’uno è una star da talk-show da invitare la sera stessa dopo opportuno spazio-lancio nel telegiornale.

Ci sono voluti anni e sforzi per ottenere che la terra e il sangue rimischiati in razza siano una “opinione” di pari rango dei diritti universali dell’umanità. Che gran lavoro, anni a limitarsi alla difesa. Anni a schermarsi dicendo si trattava di folkore quando si portavano i maiali a pisciare su terreni in odor di musulmani. Anni a schermarsi e a schermare con la storia che erano “battute” quelle sui sedili da disinfettare se prima ci si era seduto un…una scimmia.

Eppure ce l’abbiamo fatta. Grande il progresso da quando si doveva dire “goliardata” se a uno gli faceva schifo il negro e lo diceva, alla quasi perfezione delle cronache su Luca Traini. Eccone una a caso, da Tg, dal Tg più politico che c’é: “Salvini ha preso le distanze ma ha detto che l’invasione crea scontro sociale”. Preso le distanze!!! Nella testa del giornalista cosa non risulta chiaro della parola “giustifica”? Preso le distanze…il giornalista si aspettava che Salvini lodasse Traini? Preso le distanze è secondo il giornalista comprendere Traini in uno “scontro sociale” che vede invasori e invasi?

Anni di fatica ma ormai ce l’abbiamo fatta. La madre di Pamela Mastropietro si fa trovare il primo giorno per così dire impreparata, anzi tutta la famiglia. Dicono a La Stampa e ai giornali tutti cose come: “Condanniamo fermamente l’attacco di ieri, non siamo razzisti e Pamela se fosse viva sarebbe inorridita di fronte a questo atto di odio”. Impreparati alla bisogna, quindi si spedisce altra vis cronistica a farli rinsavire, a far loro finalmente dire: “Non siamo d’accordo ma capiamo chi ha sparato”.

Ecco, ce l’abbiamo fatta come paese, comunità, nazione, gente a capire chi ha sparato ai negri perché negri. E infatti il giorno dopo il più moderato su piazza cerca di riportarci alla calma con un praticabile: “Ne cacceremo 600 mila”.

E’ stata dura e lunga ma ce l’abbiamo fatta. Una mano, ma solo una mano, ce l’hanno data tutti quelli dell’accogliamo tutti, quelli del nessun filtro agli stranieri e agli immigrati. Quelli del non è vero che delinquono, quelli del basta aiutarli. Una mano più robusta ce l’ha data l’incapacità di far rispettare agli immigrati regole e leggi. Incapacità da parte dello Stato, della magistratura ma in fondo incapacità congenita all’habitat Italia: se hai uno Stato e un corpus legislativo pensato e gestito per consentire l’elusione di regole e leggi diventa poi improbabile che funzioni solo e soltanto per gli stranieri.

Comunque la cecità ottusa del prendiamoli tutti e la congenita incapacità a riprendersi  un parco pubblico  o una strada o una stazione da parte dello Stato ci hanno dato certamente una mano. Ma il più l’abbiamo fatto da soli. E ne vediamo finalmente i risultati: definiamo matto, innamorato, bravo figlio, incapace di intendere al momento, coinvolto in uno scontro sociale, comunque uno da capire un uomo, un’azione e un pensare che sono quelli del terrorismo.

Già, quando un fanatico dell’Islam dice che gli occidentali bianchi insozzano il mondo e che il mondo va purificato da questa immonda presenza dice e pensa come Traini e come quelli che lo condannano, per carità, ma lo capiscono.

E’ stata dura ma ce l’abbiamo fatta a reinserire in costituzione materiale il fascismo, a dare par condicio all’opinione delle razze maledette e nocive. Ce l’abbiamo fatta talmente bene che gran parte della gente, della pubblica opinione, della nazione è con noi. Macerata, Luca Traini e soprattutto il giorno dopo in ogni tg, bar, social, testa, cronaca…un piccolo passo, tutto italiano, nella grande lotta contro la razza umana.

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