La manovra dello sciacallo: tribù e clan che hanno vinto

di Mino Fuccillo
Pubblicato il 14 Luglio 2011 15:41 | Ultimo aggiornamento: 14 Luglio 2011 15:56

ROMA – La manovra dello sciacallo: c’è chi ha fatto anche questa. Chi ci è riuscito e chi ci sta ancora provando. La manovra dello sciacallo è riuscita ai clan e tribù delle “professioni” grazie all’azione del nutrito commando, anzi battaglione d’assalto, che per qualche ora hanno tenuto sotto sequestro il Parlamento e lo stesso governo. Battaglioni d’assalto delle “professioni”, fieri soldati dell’esercito delle corporazioni con indosso la divisa di parlamentari, cioè di rappresentanti di tutto il paese. Ma era una copertura, si è visto che la loro fedeltà va prima di tutto alla tribù, al clan, altro che alla nazione e collettività che sono entrambe cose che “non si mangiano”. Hanno cominciato la manovra dello sciacallo ventidue parlamentari-avvocati del Pdl. Hanno fatto sapere a Renato Schifani, presidente del Senato, che la manovra che doveva salvare il portafoglio della nazione loro non l’avrebbero votata se la manovra toccava, anzi sfiorava, il loro di portafoglio. Vogliono che mai e poi mai in Italia un avvocato possa offrire a un cliente una consulenza o un servizio se non a tariffe stabilite dall’Ordine. Vogliono tenere “ordinato” il prezzo della merce del loro lavoro, vogliono, fermamente vogliono tenerlo fuori dal mercato. Bisogna capirli: in Italia ci sono 400mila avvocati, in Francia 40mila, che alimentano milioni e milioni di cause civili e penali. Anche inducendo sempre e comunque a ricorrere alla magistratura, anche con la strategia del tirarla in lungo la causa. Il governo aveva provato a mettere nella manovra l’intenzione, solo l’intenzione non di abolire l’Ordine degli avvocati ma di ampliare un domani chissà il rapporto chiuso tra avvocatura e mercato. Hanno vinto, da 22 sono diventati ottanta e passa, il governo ha rinunciato.

Agli avvocati parlamentari si sono aggiunti i notai parlamentari. I notai in Italia sono pochi e svolgono funzioni che la Pubblica Amministrazione non sa svolgere e non sa garantire. Diventano notai dopo lunghi e difficili studi. Bene, i notai servono. Ma hanno voluto continuare a dettare loro e solo loro come e quando servono, altra autorità o altro interesse non conta e non c’è. E poi sono arrivati i medici e poi gli architetti e i commercialisti e…Un parlamentare, tal Luigi D’Ambrosio Lettieri, è arrivato a dire che “non si può destrutturare il sistema piegandolo a logiche capitalistiche”. Lettieri un parlamentare “comunista”? No, del Pdl. Ed ecco a sostegno Fabio Rampelli, Maurizio Paniz, Maurizio Gasparri, Elio Belcastro, Ignazio La Russa, molti ex Msi memori dei fasti delle “Corporazioni”. In Parlamento, durante la manovra dello sciacallo, veniva fatta correre l’apocalittica minaccia: “Un milione seicentomila professionisti busseranno alle casse dello Stato…”. Cioè se la manovra per il portafoglio del paese sfiora il loro di portafoglio saranno tutti alla rovina. Credibile visto che, come tutti sanno, avvocati, notai, e professionisti vari sono le categorie a più basso reddito.

Forte di questi argomenti e di queste truppe la manovra dello sciacallo è riuscita: nulla e nessuno sfiorerà il loro portafoglio. Neanche in ipotesi, neanche per sbaglio. Perché dello sciacallo? Perché non si è trattato di una dura e fisiologica difesa dell’interesse di categoria. No, si è approfittato dell’emergenza nazionale per barricare il proprio interesse. Come dei pompieri che chiedessero preventiva garanzia di indennità pagata prima di aprire l’acqua sotto la casa che brucia. Manovra dello sciacallo che ad alcuni è riuscita. Altri, meno forti, che più in basso volano nella società ci stanno provando: i benzinai che non vogliono le loro stazioni diventino luogo in cui altre merci si vendono e quindi si possano abbassare i prezzi. Perché gli avvocati sì e loro no? Perché gli allevatori leghisti sì e loro no? Perché, se quei quindici parlamentari che sono anche sindaci o presidenti di una Provincia hanno vinto pretendendo venisse cancellata l’incompatibilità tra le due cariche minacciando di non votare la manovra, altre tribù o clan non possono almeno provarci?