Renzi/Pd: riusciranno i nostri eroi a farlo fuori?

di Mino Fuccillo
Pubblicato il 22 settembre 2014 12:24 | Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2014 12:42
Renzi/Pd: riusciranno i nostri eroi a farlo fuori?

Renzi/Pd: riusciranno i nostri eroi a farlo fuori?

ROMA – “Riusciranno i nostri eroi a far fuori l’amico misteriosamente comparso a Palazzo Chigi?”. Con ironia efficace e maligna Jena coglie il punto. Bastano tre righe su La Stampa a coglierlo il punto. Jena, tutt’altro che renziano come sa chi lo conosce, va e arriva diritto al sodo: il bersaglio è Renzi, proprio lui. Lui molto più che la sua politica o il Jobs Act o l’articolo 18. Lui, fare fuori lui è l’obiettivo, lo scopo, la missione e il sogno di Bersani, Fassina, D’Alema, Bindi, Civati, Epifani…

Lui “l’amico misteriosamente comparso a Palazzo Chigi”. Jena fa il verso a un titolo di film della grande commedia italiana, titolo che suonava: “Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?”. Alberto Sordi, Nino Manfredi…No, non ce la facevano a riportarlo a casa, a Roma. Lo ritrovavano ma lui alla fine non tornava. Grande film, divertente storia e trama cui Jena cambia verso. Matteo Renzi è “misteriosamente comparso a Palazzo Chigi” per tutto il gruppo dirigente del Pd. “Misteriosamente comparso”: non lo volevano lì. Non lo volevano, non hanno ben capito perché è successo, da lì lo vogliono togliere al più presto.

Riusciranno si chiede Jena? Forse sì, forse no. Non è da escludere che “i nostri eroi” ce la facciano. Ma di questo tra un momento.

Prima è meglio, molto meglio, fermarsi a capire che la battaglia e la guerra sono su Renzi premier e non sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, quello che, semplificando all’osso, fa e oppone divieto di licenziamento per cause economiche. A meno ce non sia di massa e collettivo, a meno che l’azienda non chiuda, un lavoratore dipendente con contratto a tempo indeterminato non può essere licenziato se l’azienda va male. Questa la teoria dell’articolo 18, la pratica è altra cosa.

Ma non è l’articolo 18 il punto. Infatti ai tempi in cui Renzi non c’era sia D’Alema che Bersani parlavano, scrivevano e spiegavano che “le rigidità del mercato del lavoro” andavano superate. Ai tempi D’Alema fece anche un pensiero e più d’uno sulle pensioni di anzianità: limitarle se non abolirle. Era presidente del Consiglio D’Alema, pensò, subito stoppato dalla Cgil, qualcosa di simile a quel che poi sbrigativamente fece la Fornero. Ai tempi in cui non c’era Renzi i D’Alema e i Bersani vestivano il ruolo dei riformisti mentre i Bertinotti dentro e fuori il loro partito facevano l’altro mestiere, quel che oggi fanno i D’Alema, i Bersani, i Fassina.

Fossero loro, i vecchi eroi del Pd, fossero loro al governo, l’articolo 18 e affini lo avrebbero abolito no ma musealizzato sì. Fossero loro al governo si starebbero scervellando su come rendere meno rigido il mercato e le leggi sul lavoro. E starebbero litigando con la Cgil, Sel e la sinistra interna. Ma siccome al governo c’è Renzi, provano la rivincita delle primarie, del Congresso e delle Europee sul campo intitolato ai “diritti dei lavoratori”.

Jena coglie il punto e lo coglie a suo modo anche Renzi quando dice: “Vogliono il Pd del 25%”. Cifra non a caso. Durante le primarie del Pd chi invitava a non votare Renzi aggiungeva: “Senza di lui saremo ancora e sempre un partito del 25%”. Parole allora di Massimo D’Alema, una firma, un richiamo, un brand. E anche un progetto politico: non un partito che si assume in toto l’onere e la rogna del governare ma un partito che resta integro e intatto anche se non maggioritario e che quindi partecipa ai governi ma anche no.

Riusciranno i nostri eroi? Chi lo sa, qualcosa del genere si è già vista un paio di volte nella storia politica recente. Ma Prodi non è Renzi e viceversa e molte cose sono diverse. Dovessero anche riuscirci a innestare la sequenza: decreto di Renzi, un terzo di Pd che in Parlamento vota contro, magari “soccorso azzurro” di Forza Italia, quindi crisi di governo ed elezioni…Dovessero anche farcela a far fuori Renzi, qualcun altro si incaricherà prima o poi di avvicinare l’Italia al mondo reale, all’anno e al calendario in corso. Magari una Thatcher vera che l’Italia non ha mai avuto per sua fortuna e…sfortuna.

Al netto della voglia di far fuori Renzi, di cacciare l’usurpatore alieno, di purificare il partito dagli intrusi, c’è anche una fede nell’opporsi al Jobs Act o come cavolo lo si voglia chiamare. La fede, spesso buona fede, che esista e persista comunque e a prescindere una quota di ricchezza in qualche luogo stoccata, un maxi magazzino da cui attingere e distribuire. E insieme esista uno stock di posti di lavoro, un hangar dove sono stipati. E insieme a questi due depositi fede che qualcuno ne detenga, e spesso ne nasconda o neghi, le chiavi.

Da qui, da questa fede nasce la ferma determinazione ad avere le garanzie di prima, le pensioni di prima, i posti di lavoro di prima. E’ una fede che non è solo del Pd, di gran parte del popolo del Pd. E’ fede condivisa dal popolo che vota Berlusconi e da quello che vota Grillo. Con qualche variante di liturgia, le diverse “chiese” di questa fede concordano sulla condizione di grazia negataci da qualche demone esterno (la Merkel, l’euro, la globalizzazione, il capitalismo finanziario…).

Qualunque sia la “chiesa”, è in buona fede una fede dannosa. Sì, il continuo salmodiare sui diritti che vengono tolti, la continua prece a non toccarli oscura quella che dovrebbe essere la buona pedagogia civile. Occorre creare ricchezza che non c’è più e inventarsi posti e occasioni di lavoro assolutamente diversi da quelli di prima.

La Camusso in fondo fa il suo mestiere, difende la “roba” di chi già ce l’ha. E fa bene, è il suo mestiere. Il sindacato fa gli interessi dei suoi iscritti. Non è tenuto a fare l’interesse collettivo. La Camusso e la Cgil andrebbero benissimo se poi non volessero anche una sedia permanente su ogni “tavolo” delle scelte politiche. Sei sindacato, difendi i tuoi. Perché mai allora la tua voce dovrebbe essere quella dei lavoratori tutti, anzi addirittura dei cittadini?

Infatti non lo è ma la Cgil fa il suo mestiere. Sono gli altri, i vecchi eroi del Pd che oggi fanno il mestiere dei Bertinotti, dei Turigliatto, dei Vendola…Un mestiere che non era il loro ma cosa non si farebbe nel vecchio eroico Pd per far fuori “l’amico misteriosamente comparso a Palazzo Chigi”.