Il Tg di Mentana è un Tg, ed è questa la breaking news

di Mino Fuccillo
Pubblicato il 31 Agosto 2010 15:40 | Ultimo aggiornamento: 31 Agosto 2010 15:51

Enrico Mentana

Il nuovo telegiornale de La7 è un telegiornale ed è questa la breaking news, la notizia che interrompe la normalità. Un telegiornale, niente di più, niente di meno,cioè una cosa che non c’è più, che non si fa più. Enrico Mentana fa un telegiornale ed è questa la novità, anzi la lieta novella. Un telegiornale, un giornale è qualcosa in cui è obbligo e natura rispondere alle classiche e banali cinque domande: chi, come, dove, quando, perchè. Mentana e il suo telegiornale lo fanno, rispondono come sanno e come possono alle cinque domande che poi sono, anzi erano, i cinque comandamenti del giornalismo. Al suo esordio il Tg di Mentana ha detto cosa è il processo breve, ha detto perchè interessa a Berlusconi, ha trovato il come e il quando la legge in fattura si lega con il processo Mills. Non ha detto che il processo breve è meraviglia o orrore, ha detto cosa è. Ha spiegato, ha pensato fosse suo obbligo e natura far capire a chi ascolta. Dovrebbe essere la normalità, l’abc. E’ stata una rivelazione.

Ha raccontato come, quando e dove e perché Gheddafi è “un affare”. Non l’ha fatto dire a politici reticenti e involuti. Ha fatto cronaca e l’ha spiegata. Ha raccontato della sala parto del Policlinico di Messina. Non ha detto fino in fondo il perchè è accaduto quel che lì è accaduto: gli interessi privati dei medici ospitati e accolti nell’ospedale pubblico, i pazienti pensati e pesati come merce. Ma a un tg, anche di quelli veri, non si può chiedere tutto. Un tg, quello di Mentana, che non fugge dal suo ruolo e dal suo perchè: i giornali si chiamano “media” perchè sono chiamati a far da termine medio tra il complicato, il complesso, cioè la realtà che sempre complessa e complicata è, e le persone , i cittadini da informare. Termine medio non vuol dire far da megafono, offrire il microfono, significa il contrario: capire la complessità e tradurla in termini divulgativi, spiegare. Spiegare in prima persona che non vuol dire commentare e schierarsi. Non sempre e non per forza.

Mentana e il suo Tg lo fanno, provano a farlo. Gli altri no, a partire dai Tg di Minzolini e della Berlinguer. Perchè Tg1 e Tg3 sono schiavi della politica? Temo di no: non lo fanno perché non lo sanno fare, non ne hanno più la cultura e la professionalità. Non sono schierati, è che non sono capaci. E lo schierarsi politicamente è alibi e schermo ad un’abdicazione professionale, a un deficit professionale e culturale. Deficit massimo e conclamato perchè minimo è lo sforzo che Mentana e il suo Tg fanno con il massimo risultato. Schierati e controllati dalla politica erano anche il Tg1, il Tg2 e il Tg3 di quindici anni fa, ma erano fatti da professionisti, anzi diciamo semplicemente da giornalisti che provavano a rispondere alle cinque domande e ai cinque comandamenti del mestiere. Ora non più, non spiegano perchè soprattutto non sanno, quindi non sanno neanche spiegare. Ripetere, copiare, registrare, diffondere, gonfiare: questo sì sanno fare. Ma i cinque comandamenti del mestiere erano altri.

Mentana li riscopre e ritrova i comandamenti veri. Mettiamola così: ascoltare gli altri tg, praticamente tutti i tg, è come andare in farmacia e ricevere medicinali sfusi, senza confezione e spiegazione. Ti danno una pillola o un’iniezione e tu non sai se è antibiotico o antidolorifico. Dicono che non spetta a loro indicarlo. Un tg invece è o dovrebbe essere una farmacia dove dietro il banco c’è uno minimamente competente che non ti fornisce senza sapere, avvertire, spiegare, sapere. Per cui grazie Mentana. Grazie e non bravo. Grazie per provare a ridare cittadinanza e senso al giornalismo televisivo. Grazie più che bravo perché quello che oggi fa Mentana 10/15 anni fa lo facevano tutti i giornalisti, era il minimo. Un “minimo” dentro il quale poi si vedeva chi era bravo, bravissimo o fuori classe. Ci vorrebbe un Tg che spiegasse perchè quel “minimo” è stato bandito, abbandonato, quel minimo per cui adesso vale la pena ed è un piacere vedere ogni sera Mentana e il suo Tg. Ma chiedere questo tg è chiedere davvero troppo.