Monti bis, perché ce lo chiedono e perché si voterà per non darglielo

di Mino Fuccillo
Pubblicato il 1 ottobre 2012 13:18 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2012 13:18

ROMA – Che Mario Monti continui a governare dopo le elezioni e magari anche nonostante le elezioni lo chiede all’Italia mezzo mondo, e magari anche più di mezzo. Lo chiede Obama, per l’oggi della situazione economica americana che non tollera infezioni finanziarie che vengano dall’Europa e per il domani qualora ricevesse dai suoi elettori un secondo mandato presidenziale. Lo chiede la Merkel che ha bisogno di un’Italia che stia ai patti e che dia all’elettore tedesco (vota nel 2013) anche l’immagine di stare ai patti, appunto un governo Monti. Lo chiede senza dirlo esplicitamente, non può, ma con tutto il cuore anche la Bce. E, se non lo chiedono, lo consigliano e se lo augurano tutti i governanti d’Europa alle prese con le loro manovre di rientro dal deficit e debito, con relative proteste sociali. Lo consigliano e se lo augurano perché sono “in parete”, in “cordata” con l’Italia: se a  questa slitta il piede, se Roma manca un aggancio, si va tutti giù.

Non è finita: lo chiedono tutti quelli, speculatori o risparmiatori che siano, che nella e sull’Italia ci hanno messo, stanno decidendo se metterci o potrebbero metterci o togliere…i soldi, i loro soldi. E perché mai questi che non fanno politica ma badano solo ai loro soldi, soldi sotto forma di prestiti, acquisti di titoli di Stato, investimenti, fanno simile pressante richiesta? Sono in affari con Monti? Monti spartisce con loro qualcosa? Il perché è nella risposta a una domanda che a suo tempo anche Pierluigi Bersani pubblicamente fece e si fece. La domanda era: tu ce li metteresti i soldi in Italia?

Dunque, vediamo: in Italia si vota a primavera 2013. Può in ipotesi venirne fuori un governo guidato o almeno condizionato o comunque “partecipato” da Silvio Berlusconi. Cioè da un leader politico che dichiara il Fondo Salva Stati una specie di masso al collo per affogarsi, che smonterebbe volentieri l’euro e che avrà fatto campagna elettorale e preso i voti, se governa li ha presi, promettendo di liberare gli italiani dalla tortura di Equitalia, dallo “Stato di polizia fiscale” e comunque dall’Imu. Qualche mezza promessa almeno dovrebbe mantenerla. Tu, Fondo Pensioni americano o semplice risparmiatore che compra Bot e Btp o Fondo di Investimento cinese o contribuente tedesco ce li metteresti i soldi in un’Italia così guidata? La risposta è no, la richiesta è: cerchiamo altro.

Dalle elezioni può venire fuori in altra ipotesi un “governo di larghe intese”. Qualcosa dentro cui Berlusconi si ficca, l’ha detto lui, anche se questo eventuale governo facesse poco o nulla di quello che è il suo programma. Starebbero tutti più o meno al governo, stando insieme dentro e fuori e marcandosi come in un derby in area di rigore, con gran lavoro di gomiti all’altezza degli zigomi. Tu ce li metteresti i soldi in un’Italia così? No, ancora no e quindi cerchiamo altro.

Dalle elezioni può venir fuori un governo Bersani-Vendola allargato non si sa come fino a Casini. Bersani più Vendola è sicuro, il resto molto meno. Se si allea con Vendola, e anche con buona parte di se stesso, il Pd al governo metterà mano alla riforma delle pensioni della Fornero e finirà che in Italia tutti andranno in pensione a 66 anni…tranne l’intera popolazione esentata categoria per categoria. Si rimetterà mano alla riforma del lavoro, non tanto restaurando l’art 18 quanto diffidando in ogni legge e contratto (la scomunica Cgil su quello dei chimici insegna) della produttività. La sinistra al governo vigilerà che produttività non significhi sfruttamento. E si metterà mano a una patrimoniale “alla francese”. Il 75% in tasse per chi guadagna più di un milione di euro? In Francia sono duemila, ma lì le tasse le dichiarano, da noi saranno duecento? E la sinistra governante con Vendola le Alcoa e le Ilva le salverà mettendole a carico dello Stato e poi si vede. Nichi Vendola più Susanna Camusso più Stefano Fassina danno questa e non altra risultante. Tu ce li metteresti i soldi in un’Italia così?

Oppure li metteresti in un’Italia governata “alla Grillo” dove tutte le decisioni importanti, quindi soprattutto quelle di bilancio, vengono prese tramite referendum sulla rete, quindi con l’assoluta garanzia che mai e poi mai passerebbe una scelta “impopolare”? Lo vogliamo fare un bel referendum sulla rete sull’età a cui si dovrebbe andare in pensione?

Tutti hanno le loro buone ragioni, è la politica bellezza, anzi la democrazia. Se Bersani non si allea con Vendola e Vendola fa una lista di sinistra-sinistra, allora Bersani perde quasi un quarto dei suoi voti. Se Berlusconi dice di sostenere il pareggio di bilancio, allora Berlusconi viene mollato dalla metà e più dei suoi elettori. Se Grillo dicesse che la democrazia è sì partecipazione e controllo ma anche delega e competenza, allora Grillo perderebbe almeno un terzo del suo fascino elettorale. E’ la politica, anzi la democrazia. E nessuno, proprio nessuno ci impedisce di esercitarla. Possiamo votare come e quanto ci pare per Grillo, Vendola, Maroni, per un governo che ci tolga l’Imu o ci rimandi in pensione di anzianità. Non ce lo vieta nessuno, nessuno ci “commissaria”. L’unico commissariamento che subiamo è quello della realtà ma da questo non ci si può liberare anche se va molto di moda chiedere esenzione. Siamo liberi di votare per chi ci pare però non è un diritto scritto nei cieli che i soldi in Italia chi deve e chi può ce li metta comunque.

E infatti liberamente l’Italia voterà a primavera 2013 e a buona maggioranza non per un bis del governo Monti. La somma dei voti che andranno a Grillo, a Di Pietro, alla Federazione della Sinistra, alla Lega, al Pdl o quel che ne sarà rimasto e all’alleanza Bersani-Vendola sarà certamente superiore ai voti che potranno andare alla lista “pro Monti” in gestazione tra Montezemolo, Casini, Fini e molti altri che si aggregheranno. Anche nel caso di un successo di questa lista, almeno tre italiani su quattro di quelli che avranno votato lo avranno fatto a seguito di promesse e speranze, programmi e voglie che non sono quelle di continuare con Monti e con la sua linea di governo. Quindi l’Italia al voto voterà di tutto e di più per non dare a chi all’Italia lo chiede un Monti bis.

Dopo le elezioni si farà un governo come ora usa dire “politico”. Poi è probabile, possibile e anche un po’ di più che questo governo politico regolarmente voluto e votato e più o meno faticosamente composto tra primavera ed estate 2013 a fine dello stesso anno debba dire agli Usa, alla Bce, all’Europa, alla Germania, ai mercati, ai Fondi Pensione, ai Fondi di Investimento, alla Cina, al Brasile, al Fmi, all’orrido speculatore e all’innocente risparmiatore: scusate tutti ma per mantenere fede al mio programma elettorale e di governo il pareggio di bilancio a fine 2013 non c’è e forse non ci sarà neanche nel 2014. A quel punto spread a 700 o mille? A quel punto qualcuno forse richiamerà un qualche Monti o peggio.