Politici “clienti” e “informazione di vita”, per 500 euro a mezz’ora

di Mino Fuccillo
Pubblicato il 20 agosto 2012 14:34 | Ultimo aggiornamento: 20 agosto 2012 18:51

ROMA – Finora ci si è occupati dei “clienti” che pagano, dando più o meno per scontato che “l’informazione di vita” si venda. Cliente che paga niente meno che Giovanni Favia, uno di 5 Stelle, ripreso e rimbrottato da Beppe Grillo e quindi pagatore pentito.

Anche se tra i due non è chiarito fino in fondo se dalla “informazione di vita” sia lecito andare se gratis, insomma se la danno gratis la trasmissione e l’ospitata.

Grillo pare per il no, Favia per il sì, sarà referendum? Clienti che pagavano anche quelli, per loro ammissione, di Sel, Udc, Pdl e Lega. E cliente pagante anche Thomas Casadei del Pd che però si difende asserendo che la sua era “comunicazione sicura”, cioè protetta e garantita dal condom dell’avviso allo spettatore per cui si trattava di propaganda esplicitamente di partito. I clienti sono quelli che sono, difficile sapere chi la dice tutta e chi la nasconde un po’.

Comunque ciò che ha “turbato”, se ha turbato, è che in quel dell’Emilia Romagna, ma quasi sicuramente anche altrove, i politici locali pagano con i soldi pubblici le loro comparsate nelle tv locali. Il tutto spesso regolato con apposito contratto che definisce tempi, costi e modalità dello “affitto” di giornalista e studio.

Prezzi pure modici: informa il Corriere della Sera, se risponde  a verità la sua cronaca, che con 500 euro ti compri mezz’ora di Teleromagna con annesso giornalista che fa le domande. Più o meno il costo di una escort.

Più in ombra del quanto paga il politico è rimasto il quanto prende la tv, l’informazione, il giornalismo, chiamatelo come volete. Giornalista, quanto prendi, qual è la tua tariffa è stata accolta come domanda, se non proprio di routine, almeno non dell’altro mondo. Pare che con la dovuta calma e i dovuti piedi di piombo, ne va della “professionalità!”, l’Ordine avvierà un’inchiesta. Ma c’è molto poco da “inchiestare”: sul “territorio”, nell’informazione locale i politici con i soldi pubblici affittano la baracca delle emittenti locali con i burattini dentro che fanno le domande. E questa sia i clienti che l’informazione di vita la chiamano “comunicazione”. Vogliamo fare i moralisti, la predica a qualcuno? No, facciamo solo due conti ed esercizio di memoria: quando si scriveva di giornalisti “Comprati e venduti” nessuno si sognava, nè in un incubo nè in una barzelletta, che fosse per 500 euro alla mezz’ora.

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