Siria, attacco da giovedì a sabato: un colpo solo, poi è guerra persa

di Mino Fuccillo
Pubblicato il 27 Agosto 2013 15:46 | Ultimo aggiornamento: 27 Agosto 2013 16:27
obama

Barack Obama

ROMA -Giovedì 29 agosto, ormai la data degli attacchi viene comunicata con anticipo sui media americani (Nbc riportando “una fonte amministrazione usa”). E tre giorni di “raid”, cioè bombardamenti dal cielo. Questo il programma, programma di un solo colpo in tre giorni. Un colpo e non una guerra. Perché una guerra in Siria Washington non la vuole e non la può combattere. Perché quella guerra se inizia è una guerra già persa per l’Occidente come lo stesso Obama sa bene e come sanno i suoi analisti, generali e collaboratori.

Obama ha in canna un colpo solo, one shot per “punire” Assad. Lo sa il Pentagono che esita a spararlo quel colpo, lo sa il presidente americano che di spararlo non ha nessuna voglia. Chissà se lo sanno i socialisti francesi e i conservatori britannici, i governi di Parigi e Londra che spingono e premono per “l’armiamoci e partite” mentre fanno la faccia cattiva dietro le spalle degli americani. Un colpo solo che sarà comunque sparato entro pochi giorni. Un colpo per battere un colpo, un potente, potentissimo colpo di impotenza. Un colpo per far male e soprattutto per fare impressione. Un colpo e basta perché la guerra in Siria l’Occidente non la può fare, sa già che sarebbe, comunque andasse, una guerra persa.

Il colpo sarà sparare missili e mandare aerei che altissima quota bombardino siti militari dell’esercito e dell’aviazione di Assad e anche edifici simbolo del potere. Un’ondata, al massimo due. Sperando, incrociando le dita e pregando che la ragionevole ipotesi di non rimetterci neanche un aereo o un uomo non sia smentita dalla cattiva sorte. Un colpo e via. Fai male e fuggi senza farti male. Così quello impara e imparano tutti quelli che usano le armi chimiche su questo pianeta. Imparano che l’America non li invade e non gli fa guerra ma li punisce. Imparano che l’America non è l’Impero del mondo ma è la coscienza del mondo con annesso “bastone più lungo”. Questa la striminzita strategia di Obama, Hollande e Cameron vogliono solo apparire, Erdogan il turco ha in mente qualcosa di più e di peggio, comunque stanno tutti a rimorchio della bandiera a stelle e strisce, soprattutto quando si spara.

Striminzita strategia, come si vede anche dai particolari: a fornire, ad aiutare a compilare la mappa degli obiettivi, dei target per missili e bombe usa sono i ribelli siriani. Cioè un vasto arcipelago fatto di nazionalisti, musulmani sunniti e scanna cristiani islamisti. E’ stato scritto da Lucio Caracciolo su La Repubblica “In Kosovo la nato fu l’aviazione dei ribelli kosovari-albanesi riabilitati d’un colpo da terroristi a combattenti per la libertà onde legittimarli ai compiti di fanteria che le potenze atlantiche volevano risparmiare ai propri soldati”. Domani gli aerei e droni statunitensi e occidentali, con supporto logistico, finanziario e ideologico di Turchia e Arabia Saudita, cioè di teocrazie in essere o aspiranti tali, saranno l’aviazione di una parte in una guerra di religione, l’aviazione dei sunniti contro gli sciiti, l’aviazione anche degli scanna cristiani e di quelli che, finito il lavoro in Siria, faranno di tutto per fare del paese quel che è la Somalia, lo Yemen, quel che sta per tornare ad essere l’Afghanistan, quel che è diventata la Libia: la base, una delle basi del Grande Califfato che incuterà terrore e dolore agli infedeli, americani, francesi e inglesi per primi.

Strategia striminzita, dopo il primo colpo il secondo è improbabile e l guerra, se diventasse guerra in Siria sarebbe persa in partenza per l’Occidente. Invadere con truppe di terra? Sicuro preludio a gravi perdite e quindi alla drammatica e comunque perdente alternativa tra escalation e ritirata. Favorire la vittoria degli anti Assad con ripetuti interventi militari? Quindi, come scrive ancora Caracciolo “applaudire il tagliagole jihadsita che ne prendesse il posto”. Tenersi Assad dopo averlo bombardato? Quindi perdere la faccia e molto di più.

E allora perché questo colpo che sta per essere inferto come fosse obbligato? Dice per un fondatissimo motivo: non si può permettere a nessuno sul pianeta di gasare la sua e l’altrui gente. Chi commette questo crimine, qualcuno deve fargliela pagare. Ma facendo pagate a Gheddafi i suoi indubbi crimini ora ci si ritrova con la Libia Stato fallito, con le milizie al posto dello Stato, con Al Qaeda in Cirenaica. E nel vicino Egitto si è andati a un pelo dal governo-Stato-chiesa islamista. E in Iraq buttato giù un dittatore si è ottenuto un conflitto perenne, religioso e in parte perfino tribale. Ed è così, dannatamente finisce sempre così ogni volta che l’Occidente interviene con i suoi aerei e navi e soldati. Poichè non vi è d credere ad una maledizione va preso in esame quanto scriveva non molti giorni fa sul Sole 24 Ore Vittorio Emanuele Parsi e cioè che l’Occidente in realtà non si muove per i principi ma per i suoi legittimi interessi. Nessun scandalo e nessuna condanna al muoversi per via di interessi geopolitici, se non fosse che l’Occidente sembra più non sapere quali siano i suoi interessi.

E infatti appoggia tutto e il contrario di tutto: sta con i Fratelli musulmani contro Mubarak, prima stava con Mubarak contro i Fratelli, poi sta con Al Sisi contro i salafiti ma anche contro i miliari egiziani che però finanzia perché senza l’esercito de Il Cairo è subito un’altra guerra in Palestina. Sta con i laici e i democratici l’Occidente e quindi (?) appoggia la teocrazia dell’Arabia Saudita. Sta con i laici di cui non vi è traccia in Iraq e gli unici laici in Siria stanno con Assad che è un dittatore che ora l’Occidente va a bombardare. Occidente che non vuole perdere un uomo in guerra, vuole impedire i massacri altrui, vuole fermare il terrorismo, spodestare i tiranni…Vasto programma avrebbe detto il generale De Gaulle quando in canna hai un colpo solo e non sei neanche tanto convinto di spararlo perché può tornarti in faccia sotto forma di un nuova, altra “repubblica di Bin Laden”.