Movimento 5 stelle al bivio: rifondazione o scoglimento? Sarà un partito

di Emiliano Chirchietti
Pubblicato il 4 Ottobre 2020 11:31 | Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre 2020 11:31
Movimento 5 stelle al bivio: rifondazione o scoglimento? Sarà un partito. Nella foto Beppe Grillo

Movimento 5 stelle al bivio: rifondazione o scoglimento? Sarà un partito. Nella foto Beppe Grillo, ha definito il M5s biodegradabile

Gli Stati Generali del Movimento 5 Stelle dovrebbero organizzarne lo scioglimento. 

Il Movimento 5 stelle sta evaporando, ormai la tendenza  è chiara. Nei territori ha sempre faticato, ma adesso, il tema diventa ininfluente. Onore ai grillini dunque, ma solo per la vittoria referendaria.  Aveva ragione Grillo quando parlava di “ Movimento biodegradabile”.

Forse nell’immediato non accadrà, ma questa ipotesi prospetta un futuro possibile. L’alternativa allo scioglimento organizzato è farsi partito come gli altri. Vivacchiare nell’irrilevanza finché ci sono voti.  Ma la natura dei 5 Stelle è questa? Movimento votato a trasformarsi in partito? 

La vera natura del Movimento 5 stelle

La ragione sociale del grillismo trova le sue radici in un altro terreno ideologico. Il suo destino si è compiuto sulle rovine dei partiti del novecento.

Il Movimento 5 stelle è stato il primo tentativo di dare risposta ad una questione ancora centrale: c’è politica dopo i partiti? Oppure: visto l’inesorabile declino delle organizzazioni partitiche, così come le abbiamo conosciute fino ad oggi, esiste la possibilità di fare politica con strumenti e modi diversi? 

È stata questa la sfida dei fondatori del Movimento, una sfida tutta politica. Ed allora, come si può pensare di «normalizzare» il Movimento trasformandolo in una organizzazione partitica?

Diventare partito, o suoi simili, non è la soluzione ai problemi ma la loro conclamazione. Vorrebbe dire rinunciare alla missione fondante, alla ragione prima della propria esistenza. 

Il grillismo non è nato per riprodurre le dinamiche stantie della politica. Ogni volta che lo fa, erode il suo elettorato. In questo senso si può parlare di perdita d’identità. Altro che Destra o Sinistra.

Il Movimento 5 stelle è un esperimento

Il Movimento 5 Stelle deve essere considerato un esperimento. Non è questione di “fine della spinta propulsiva”, si sarebbe detto nel secolo passato.

Semplicemente è venuto meno il senso profondo di un’idea che non è antipolitica ma mutamento della stessa. Non ci sarà una seconda possibilità, tempo scaduto.

Non andrà come ad esempio alla Lega, nel 2013 quasi scomparsa ed oggi al 26%. 

Il grillismo è un’altra roba.  

Lo scioglimento organizzato, non una rifondazione, è la soluzione che gli Stati Generali dovrebbero considerare. È la sede ideale per tirare le somme del decennio grillino. 

Guai però a pensare ad un disimpegno. Il dovere degli esponenti grillini sarà di restituire l’esperienza vissuta ad altri cittadini, al nuovo che verrà. Sciogliersi non sarà sconfitta ma visione, progettualità, identità.

Una visione parziale del grillismo

E se è vero  che il grillismo è stato un Movimento al servizio del cittadino, allora si torni là dove si è nati, nella società. Perché non è vero che il 5 Stelle è figlio della rete. Chi sostiene questo ha una visione parziale del grillismo. La rete è stato lo strumento, stop.

Le ragioni stanno tutte nella società, in carne ed ossa. Quindi è naturale il ritorno ad essa, sedimentare ciò che è stato il grillismo, aiutare il nuovo a sbocciare. 

Ma ci sono anche le responsabilità di Governo, alle quali non si può abiurare. Ed allora spazio ad un duplice impegno, uno nel Governo finché ci sarà, l’altro nello scioglimento organizzato del Movimento. Una biforcazione da prendere in entrambe le direzioni.

Ma non andrà così. Non verrà elaborata una tabella di marcia in questo senso. Non sarà discussa una modalità per lo scioglimento costruttivo. Non esisterà una mozione che contenga questi passaggi.

Prevarranno invece soluzioni che odorano di vecchie logiche. Scontri tra correnti, faide, mediazioni, mozioni, conte interne.

Gli Stati Generali legittimeranno il nuovo Movimento-Partito 5 Stelle. Ci penseranno poi gli elettori a delegittimarlo alle Politiche del 2023.