Da Berlusconi a Celentano, Monti o non Monti la crisi c’è ancora tutta

di Pino Nicotri
Pubblicato il 19 Febbraio 2012 - 20:24| Aggiornato il 20 Febbraio 2012 OLTRE 6 MESI FA

C’è qualcosa che non quadra. Da tempo i magistrati si sono applicati con zelo encomiabile alle indagini sui rapporti di Silvio Berlusconi con ragazze minorenni, ne sono nate polemiche a non finire per le quali si è speso non poco tempo. Poi arriva il festival di S. Remo e sul palco vengono esibite giovani donne come fossero carne da esposizione. La signora Belen con copripube autoreggente ridotto ai minimi termini per esibire la ormai “storica” farfallina e la signora Ivana Mrazova con vestito trasparente saranno anche maggiorenni, la Mrazova comunque non di molto, ma in ogni caso ridicolizzano talmente il concetto di pubblico pudore – e le leggi che se ne occupano – da rendere di colpo antiquato e fuori luogo il suddetto zelo dei magistrati.

La libertà in Italia garantisce a tutti il diritto a esibirsi magari nudi in luoghi privati o in spettacoli riservati a un pubblico circoscritto (e, credo, maggiorenne). Ma se è vero che il festival di S. Remo lo guardano 16 milioni di italiani a casa loro, bambini e minorenni compresi e comprese, allora ne consegue che l’esibizionismo di Belèn e di Mrazova, per giunta su una rete televisiva di Stato, è indebito. Non sono certo un moralista e neppure un estimatore di Berlusconi, per giunta apprezzo non poco il nudo femminile, nelle occasioni deputate, ma non riesco a capire come lo Stato possa da un lato perseguire penalmente le frequentazioni minorili di un cittadino italiano, impegnando non poche forze nelle indagini e annessi processi, e dall’altro esibire nelle sue reti televisive a milioni di italiani nudi femminili come quelli che abbiamo ammirato in questo festival e che sfiorano il porno soft in luogo pubblico. Molto pubblico e molto affollato.

Ci siamo disfatti di un Governo, quello di Berlusconi, dove i criteri di scelta di alcune donne donne ministro vennero esposti da Berlusconi in una telefonata che fu tra le poche a non essere diffuse in Italia ma trovo’ la strada del quotidiano argentino Clarin. E ora ci ritroviamo con una, più Belen più Canalis che manco ci sarebbero dovute essere, a presentare S. Remo.

A parte il solito nostro provincialismo che ama sguazzare anche in televisione con donne dall’accento straniero e dall’italiano incerto, qual è la differenza tra una di quelle donne ministro e una Mrazova presentatrice?

Il governo Monti è in carica da qualche mese, ma che il Belpaese non sia ancora fuori dalla crisi che gli impasta le gambe lo si è capito proprio a S. Remo. Siamo infatti passati dagli entusiasmi per un ultrasettantenne Berlusconi a quelli per un ultrasettantenne Celentano. Almeno Berlusconi l’italiano lo conosce e lo sa parlare.

Sì, c’è qualcosa che non quadra.

PS. Detto questo, non si può non invitare a prenderla un po’ più bassa signore come Elsa Fornero e Lucia Annunziata che saranno laureate e anche professoresse e sapranno anche l’italiano benissimo, ma se andassero loro a presentare il Festival avremmo risolto il problema del calo demografico.