Berlusconi, don Mazzi, i bagni e i pomodori: a 84 anni serve un po’ di saggezza

Pubblicato il 7 ottobre 2013 7:29 | Ultimo aggiornamento: 6 ottobre 2013 23:34
Berlusconi, don Mazzi, i bagni e i pomodori: a 84 anni serve un po' di saggezza

Don Antonio Mazzi. Ci sono anche i pomodori che vuole fare raccogliere a Berlusconi?

Il pubblico auspicio e invito di don Antonio Mazzi a Silvio Berlusconi di andare

“a raccogliere pomodori e pulire il bagno”

nella comunità di recupero Exodus da lui fondata  lo trovo decisamente infelice, se non riprovevole. 

Auspicio e invito oltretutto non molto cristiani, e quindi del tutto inadatti alla tonaca che don Mazzi porta addosso. Alla sua bella età, 84 primavere alle spalle, un sacerdote dovrebbe anche avere la saggezza di una maggiore accortezza. Invece don Mazzi nella sua poco edificante intervista a Repubblica se n’è uscito con altre affermazioni molto poco commendevoli. “Vorrei essere io a buttarlo giù dal letto la mattina”, ci ha infatti tenuto a dichiarare l’anziano uomo di Exodus, aggiungendo:

“e a invitarlo a rimettere a posto lenzuola. Vorrei che facesse silenziosi e umili lavori manuali, a partire dalla pulizia del bagno”.

Exodus si occupa anche di recupero delle prostitute, ma don Mazzi esclude di far lavorare per loro il suo auspicato ospite. Perché? Altra frase infelice:

“Berlusconi è un idolo che attrae le folle e quindi, portandolo in mezzo alle prostitute, sarebbe capace di diventarne l’eroe”.

Per evitare che Berlsuconi diventi un eroe, sia pure della redenzione altrui, don Mazzi ha una ricetta ben precisa:

“Prima di rimetterlo nella società ad aiutare il prossimo, bisognerebbe aiutarlo a riscoprire la sua anima. A togliersi la maschera”; “Giù la maschera e un bel bagno di umiltà”.

Beh, un po’ più di umiltà non guasterebbe neppure a don Mazzi. Anche perché certi discorsi danno inevitabilmente la stura a irrisioni ben peggiori, legittimano il solito comportamento dei Maramaldo e degli asini delle favole di Esopo.

Non sappiamo se l’autore dell’invito a Berlusconi i pomodori della propria comunità li raccolga, forse sì dato che è una attività anche rilassante se fatta non come sono costretti a farla gli immigrati extracomunitari nel nostro profondo Sud, o forse no data l’età. Non sappiamo neppure se don Mazzi nella sua comunità dia una mano alla “pulizia del bagno”, detto anche gabinetto o toilette. Ma certo se lo facesse imparerebbe probabilmente un po’ più di umiltà e si risparmierebbe dichiarazioni infelici come queste, improvvidamente dal sen sfuggite.

Il brutto però non sono tanto le molto criticabili dichiarazioni in questione, ma l’applauso con il quale sono state accolte e commentate nel vasto mare dell’online. Un religioso come don Mazzi dovrebbe sapere bene che la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni. Anche quella per piazzale Loreto.

Spiace doverlo far notare per completezza della notizia, ma l’exploit di don Mazzi sta avendo anche una non disprezzabile ricaduta pubblicitario commerciale. Sui social network e in Internet, dove si parla di Exodus e di don Mazzi ci si imbatte infatti facilmente nella pubblicità dei prodotti alimentari – miele, marmellata, olio, vino bianco e vino rosso – sfornati dagli ospiti della comunità. Con tanto di faccione sorridente di don Mazzi a mo’ di marchio di garanzia.