Coronavirus in Portogallo: è il secondo Paese che lo azzera, ecco come l’Italia cerca di imitarlo, ma solo un po’

di Pino Nicotri
Pubblicato il 2 Maggio 2021 14:15 | Ultimo aggiornamento: 2 Maggio 2021 16:53
Coronavirus in Portogallo: è il secondo Paese che lo azzera, ecco come l'Italia cerca di imitarlo, ma solo un po'

Coronavirus in Portogallo: è il secondo Paese che lo azzera, ecco come l’Italia cerca di imitarlo, ma solo un po’

Coronavirus, c’è chi è riuscito a contenerlo. Dopo l’Inghilterra, il Portogallo è il secondo Paese europeo che nelle ultime giornate non ha registrato neppure un morto da Covid-19. In Inghilterra è successo il 28 marzo. In Portogallo domenica 25 e oggi 30 aprile. Per il 25 è stato il miglior regalo per il 47esimo anniversario della liberazione dalla dittatura fascista di Antonio Salazar.

Regalo successivo supplementare: il governo ha deciso di non chiedere nuovamente lo stato di emergenza, dichiarato tre volte nel 2020 e rinnovato anche quest’anno.

Da settimane il Portogallo registra meno di 10 morti al giorno, di norma tra 1 e 5-6. I nuovi contagi giornalieri superano ormai raramente quota 500. Domenica 25 aprile erano 196 e 460 il 30. Testa a testa o anche meno degli usciti dal contagio, che sempre il 25 erano 326 e 512 il 30. 

Il Paese lusitano è tornato ad essere un’eccezione positiva dopo esserlo stato per un pezzo a inizio pandemia. Quando nella primavera dell’anno scorso alcuni media europei parlavano esplicitamente di “miracolo portoghese”. E dopo essere diventato in seguito il Paese col maggior numero di morti al mondo da Covid-19 ogni 100 mila abitanti.

I numeri del coronavirus vanno moltiplicati per 6

 L’Italia ha 6 volte il numero di abitanti del Portogallo, che ne conta 10 milioni. Perciò per fare un paragone col BelPaese bisogna moltiplicare per 6 i numeri portoghesi. Ma anche moltiplicando per 6 siamo ben distanti dalle cifre dei bollettini quotidiani italiani. Barometro che segna sempre tempesta anche se in lieve diminuzione e con morti che si contano sempre a centinaia.

Da notare che il governo italiano e la giunta comunale di Milano hanno copiato in silenzio, cioè senza dirlo, varie idee e misure portoghesi.

1) – La lotteria degli scontrini, detta anche chissà perché all’inglese Cashback. In Portogallo esiste da anni. Una serie di scontrini vengono scelti per il sorteggio che assegna di volta in volta anche 50 mila euro ad almeno tre sorteggiati. 

2) – In Italia il distanziamento sociale di un metro è stato portato a due metri almeno quando si mangia fuori casa. Ma il Portogallo ha adottato il distanziamento sociale di due metri sin dall’inizio della pandemia. 

3) – Di recente il governo Draghi ha istituito il Dipartimento per la trasformazione digitale, parte del Ministero per l’Innovazione tecnologica. Un dicastero che  in Portogallo esiste da tempo. Fa parte del ministero del Lavoro.

Smart working contro il coronavirus

4) – Il Comune di Milano ha deciso di recente di adottare i piani previsti da un apposito incontro tra istituzioni, Università, imprese e sindacati intitolato “Lavorare vicino casa. Coworking e Near working per la città a 15 minuti”. In Portogallo nell’area della Grande Lisbona è stato varato da tempo il progetto di una nuova città ispirata anche a questo principio. Ma che nasce come Distretto dell’innovazione tecnologica.

5) –  Il governo di Lisbona ha affidato già da un pezzo a un militare la campagna delle vaccinazioni. Per l’esattezza, l’ha affidata al vice ammiraglio Henrique Gouveia e Melo, ma come coordinatore affiancato da cinque autorità civili. A  differenza del generale Francesco Paolo Figliuolo il vice ammiraglio Gouveia e Melo non si vede mai in televisione e sui giornali, tanto meno ama farsi fotografare in mimetica o divisa con medaglie e decorazioni varie in bella mostra.

In Portogallo dopo il ritorno al boom del dovuto alle feste natalizie e di capodanno ci sono stati i conseguenti provvedimenti di chiusure di scuole, uffici ed esercizi pubblici, senza lamentele e proteste di partiti né manifestazione incazzate di civili.

Il calo della pandemia da coronavirus è andato di pari passo con il conseguente calendario delle riaperture progressive di uffici pubblici, negozi, ristoranti, cinema, teatri, musei, bar e ritrovi vari a partire dal 15 marzo. Con orari che diventeranno nuovamente quasi normali a partire dal 3 maggio. Rimangono comunque obblighi di distanziamento sociale e altre misure e raccomandazioni di prudenza.

Vedremo che succede.