Disco e video di musica ebraica e rom per la Giornata della Memoria

di Pino Nicotri
Pubblicato il 25 Ottobre 2020 12:03 | Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2020 12:27
Disco e video di musica ebraica e rom per la Giornata della Memoria

Disco e video di musica ebraica e rom per la Giornata della Memoria

Qualcosa si muove, almeno a livello artistico. E così il genocidio nazista dimenticato, cioè quello dei rom, trova un appoggio da parte di artisti ebrei perché esca dal dimenticatoio.

E perché si cominci a parlare ad alta voce così come ad alta voce si parla della Shoà. anche del  genocidio nazista dimenticato. Cioè quello dei rom, considerati e evidentemente figli di un dio minore,
 
Per saperne di più abbiamo intervistato Santino Spinelli, in arte Alexian, musicologo, musicista, direttore d’orchestra e docente in musica. Oltre che da anni impegnato con l’Orchestra della Pace, da lui fondata vari anni fa. E con il suo Alexian Group a diffondere non solo nell’intera Europa la memoria e la cultura del suo popolo. Vale a dire, il popolo rom, del quale un anno fa sono stato dichiarato  membro ad honorem per il mio impegno nei suoi confronti.

Concerti davanti a due Papi

Spinelli il 2 giugno 2012 ha cantato  davanti a 800 mila persone e in mondovisione il Murdevele (Padre Nostro in lingua romanì). Per Papa Benedetto XVI a Bresso, provincia di Milano, in occasione della Giornata Mondiale della Famiglia.  E il 10 maggio 2014 ha eseguito in diretta su Rai 1 tre sue composizioni per Papa Francesco sul sagrato di San Pietro davanti a 300 mila persone. 
 
Qualche mese fa Spinelli per il suo infaticabile e annoso impegno di pace e riappacificazione, che porta anche in musica in vari Paesi del mondo, è stato nominato commendatore, il primo commendatore rom, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Al quale però era stato chiesto due anni fa con un appello, lanciato da Blitz,  che ha raccolto non poche adesioni, di nominarlo senatore a vita. Per l’elevatissimo impegno civile nel far sì che l’Italia non sia smemorata, si riscatti dalle sue colpe nei confronti del popolo rom ammettendole pubblicamente. Come ha fatto solennemente la Germania.  E se c’è qualcuno che merita davvero anche il Premio Nobel per la Pace, questo è Alexian Santino Spinelli. 

Monumento al genocidio dimenticato

Spinelli è stato anche l’animatore del progetto che ha partorito il primo e finora unico monumento italiano che ricorda il genocidio dimenticato. Grazie anche al suo impegno ci sono in alcuni Paesi europei, ma non in Italia, musei creati per ricordare il Samudaripen/Porrajomos   
 
– Professor Spinelli, ho sentito parlare di una festa rom-ebraica, o se si preferisce ebraica-rom, festa che si chiama Romanò Simchà. Tale festa c’è già stata – dove e quando? – o è un progetto che verrò realizzato in futuro? Dove e quando?
 
Con l’Orchestra Multietnica di Arezzo, con Enrico Fink e con L’Alexian Group il 27 gennaio scorso, grazie allo storico Luca Bravi, abbiamo fatto un Concerto tutti assieme al Mandela Forum di Firenze. Davanti a circa 5.000 studenti per la Giornata della Memoria. È stato un grande trionfo che ha determinato la volontà di proseguire assieme questa avventura artistica. Abbiamo suonato ancora assieme a Monte San Savino e alla Sinagoga di Firenze ad agosto. E in settembre abbiamo realizzato le registrazioni e 2 videoclip che usciranno prossimamente. Il disco uscirà in Toscana in anteprima internazionale per la Giornata della Memoria in 27 gennaio 2021.
 
– Che significa tradotto in italiano Romanò Simchà?
 
Sono 2 parole: una è Romanò, della lingua romanì, che è aggettivo e significa rom. E l’altra è Simchà, della lingua ebraica “Simchà”, che è un sostantivo e significa “festa”. I due termini sottintendono la volontà di eseguire tutti assieme questo progetto di festa ebraica e rom.

Un disco di musica rom e ebraica

– Mi è arrivata anche notizia che verrà pubblicato un disco – o una serie di dischi – non ho capito se di musica rom e musica ebraica, distinte tra loro, o se di musica rom-ebraica. Vale a dire di reciproca contaminazione e compenetrazione. In ogni caso, una iniziativa di grande rilievo. Purtroppo ignorata dalla stampa, che dei rom parla solo nelle cronache, per giunta cronache non belle. Ma esiste la musica rom-ebraica? Se sì, quando è nata?
 
 Il disco prevede l’esecuzione simultanea di brani ebraici e rom, sia tradizionali che composizioni originali del musicista Enrico Fink e miei, eseguiti dall’Orchestra Multietnica di Arezzo, da Enrico Fink e da Alexian Group. È un progetto unico e originale in cui tutti i musicisti suonano i brani man mano proposti. 
 
In passato mi è capitato di suonare con artisti ebrei come Moni Ovadia, Miriam Meghnagi, Davide Casali e la Ozen Orchestra di Adriano Mordenti, ma qui il progetto è strutturato. Si tratta di un vero e proprio progetto articolato e condiviso in cui la musica romanì dei rom italiani e la musica ebraica italiana si incontrano e si scambiano reciprocamente. Un cross over artistico di grande rilevanza e importanza storica mai verificatasi in precedenza in Italia nonostante secoli di presenza nostra ed ebraica sul territorio nazionale. 
 
– Come è nato e chi ha organizzato l’incontro tra i musicisti di musica rom ed ebraica andato in scena nel Mandela Forum di Firenze davanti a 5.000 studenti in occasione della celebrazione della Giornata della Memoria il 27 gennaio scorso? Sul piano musicale si tratta di un incontro storico tra due importanti tradizioni culturali, quella romanì e quella ebraica, presenti in Italia da secoli.
 
È stato lo storico Luca Bravi di Prato ad organizzare l’evento al Mandela Forum. Si due tradizioni musicali che hanno ispirato grandi compositori europei si sono trovati liberamente per donare alla collettività arte, amicizia e intercultura.

Il progetto Romanò Simchà

– Il progetto Romanò Simchà è nato dunque lo scorso 27 gennaio scorso a Firenze? E il disco o i dischi ne sono quindi una conseguenza?
 
Si, un ulteriore sviluppo artistivo. Nasce dalla volontà di proseguire artisticamente un percorso comune in maniera sistematica e non occasionale. Questa la grande novità e l’originalità del progetto sia dal punto di vista discografico che concertistico. 
 
– Come mi ha già detto, il disco verrà presentato il 27 gennaio dell’anno prossimo in occasione della Giornata della Memoria.
 
Si, in Toscana  se la pandemia ce lo permetterà. Lo porteremo in giro per l’Europa come novità  e proposta artistica. 

Giornata della memoria anche per il genocidio degli zingari

– La Giornata della Memoria continua però a ricordare solo ed esclusivamente la Shoà ebraica, e nonostante il nostro appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella continua a ignorare il genocidio e le persecuzioni contro i rom, perpetrato anche quello dai nazisti.
Speriamo che Romanò Simchà e l’annessa produzione discografica diano una spinta a evitare nella Giornata della Memoria la mancanza di memoria a danno del genocidio rom. Genocidio del quale pochi sanno che ha un nome in lingua romanì e che questo nome è Porrajmos o anche Samudaripen.
 
Si, l’arte può sensibilizzare anche a livello politico e sociale. Il Samudaripen (genocidio in lingua romani) dei rom e sinti durante la Seconda Guerra Mondiale deve essere riconosciuto e non ignorato. Tutte le vittime vanno ricordate e va onorata la loro memoria. Certi accadimenti e certi vuoti di memoria non devono mai più ripetersi.

Arte ebraica e romanì patrimoni dell’umanità 

– Il progetto Romanò Simchà resta limitato all’Italia o avrà respiro europeo? Vale a dire: il progetto coinvolgerà anche altri Paesi europei? Se sì, come li conivolgerà?
 
Attraverso i concerti proporremo il progetto ovunque ci sarà possibilità di essere accolti. L’arte ebraica e romanì sono patrimoni dell’umanità. 
 
– Chi ha curato le registrazioni che verranno trasformate in disco?
 
Luca Roccia Baldini, bassista dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, e Massimo Ferri, chitarrista della stessa orchestra, hanno organizzato il tutto. Vanno ringraziati sentitamente. Le registrazioni sono state dirette dal fonico Gabriele Berioli e curate da Luca Roccia Baldini.
 
– Nello spettacolo al Mandela Forum di Firenze e nel progetto Romanò Simchà chi rappresenterà ed eseguirà le musiche ebraiche e chi quelle rom? 
 
Enrico Fink e Orchestra Multietnica di Arezzo con Luca Roccia Baldini, Massimo Ferri, Gianni Micheli, Massimiliano Dragoni, io ovviamente,  mio figlio Gennaro Spinelli, Marco Vignali e Fausto Della Torre per l’Alexian Group eseguono i brani contemporaneamente.
 
– Ci sono state e ci saranno solo musiche o anche canzoni? Cantate da chi?
 
Sì, in ebraico e in lingua romanì. Enrico Fink canta in lingua ebraica, io e Marco Vignali in lingua romanì. 
 
– Al Romanò Simchà collabora anche l’Orchestra Multietnica di Arezzo, impegnata a raccontare l’Italia delle mille culture e delle minoranze etniche? In cosa consiste o consisterà la sua eventuale collaborazione?
 
L’Orchestra Multietnica di Arezzo ha un ruolo centrale nel progetto sia artistico che organizzativo. Sono musicisti straordinari e persone splendide che sostengono il progetto 
 
– Le musiche rom e quelle ebraiche andate in scena e che diventeranno disco o dischi sono di tipo europeo, occidentale, o di tipo orientale o di entrambi i tipi?
 
Sono brano attinti dalla tradizione e rivisti in chiave personale e sono composizioni originali di Enrico Fink e miei. Spero che il pubblico possa gradire questa novità musicale come ha fatto finora con i concerti di Romanò Simchà.