Drone per Papa Francesco. Vaticano in subbuglio, non era di Amazon

di Pino Nicotri
Pubblicato il 21 Dicembre 2013 11:32 | Ultimo aggiornamento: 21 Dicembre 2013 12:01
Drone per Papa Francesco. Vaticano in subbuglio, non era di Amazon

Luigi Spagnolli sindaco di Bolzano a sinistra con in mano un drone

Era un drone e non un modellino giocattolo di elicottero quello che un bel giorno – o un brutto giorno – dello scorso ottobre si è fermato per vari minuti sopra la residenza di S. Marta in Vaticano, dove preferisce abitare Papa Francesco, . Vale a dire, un velivolo spia sia pure molto più piccolo di quelli che usano le forze armate Usa per spiare e bombardare i sospetti terroristi nei Paesi ritenuti più o meno ostili.

Fantascienza? Mica tanto, come dimostrano per esempio questi video:

video 1

video 2

video 3

e la foto qui a lato: vi si vede il sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli con in mano uno dei droni con i quali, in base a un progetto segreto varato 9 mesi fa, intende “garantire la sicurezza in città” grazie all’occhio tecnologico dei droni che non solo riprendono dall’alto non solo qualunque angolo di Bolzano, ma che con un programma speciale schedano anche tutti i volti man mano fotografati. Per realizzare il suo progetto il sindaco si è rivolto all’azienza di Ravenna Italdroni. Spagnolli infatti è ben deciso a impedire che la città diventi il regno dei teppisti. Il quotidiano Alto Adige aggiunge online:

“ Troppe le risse e le aggressioni durante il fine settimana e troppe le denunce per lesioni personali”.

E riportando le parole del bolzanino Alex Galtarossa dell’Italdroni il giornale aggiunge aggiunge:

 “Il bello di questo progetto, che però ad oggi è rimasto segreto, è che i delinquenti non possono sapere se vengono ripresi o meno. «Le telecamere sono fisse e ladri e vandali sanno quali punti evitare. Con i droni la situazione cambierebbe completamente: nessuno sa quando sorvolano la città ne quale zona viene ripresa». Le telecamere tradizionali hanno dei costi di gestione cinque volte superiori ai droni”; «Ribadisco: i droni di sorveglianza in volo, con a bordo tutta la sofisticata tecnologia per registrare, riconoscere e localizzare chiunque e in qualsiasi momento, sono un fortissimo deterrente contro la criminalità». Le riprese possono essere effettuate sia di giorno sia di notte. In alcuni casi il drone è visibile ai passanti, in altri casi invece sorvola la città. E infine: può inseguire i malviventi”.

“Tutti “schedati”, ma la privacy è garantita”, affermano in Comune a Bolzano. Mah. Sarà anche vero, però non pare legittimo riprendere per esempio chi d’estate sulla terrazza di casa sua fa sesso o amoreggia con chi gli pare e piace, magari con la moglie del migliore amico o con il marito della più cara amica.

Il primo video sperimentale realizzato dal volo inaugurale del drone che spia dall’alto Bolzano e i bolzanini è francamente impressionante, parla chiaro, anzi chiarissimo. Per vederlo, bisogna scorrere verso il basso questa pagina del quotidiano Alto Adige on line finché lo si trova.

Per parte sua l’azienda Italdron reclamizza alla grande i suoi prodotti e annuncia trionfante:

“La notizia è sensazionale, dopo centinaia di anni di onorato servizio le renne vanno in pensione… Babbo Natale si avvale dei droni per consegnare i pacchi”. Quest’anno ai bambini buoni i doni natalizi saranno portati da Babbo Natale, detto anche Santa Claus, nel modo più moderno e sofisticato possibile, vale a dire con un bel drone.

Stando così le cose si comprende bene perché in Vaticano hanno fatto di tutto per evitare che la notizia dello strano attrezzo sospeso in aria sopra la residenza di Papa Francesco restasse segreta. Per prudenza, quando in Vaticano i pochi al corrente parlano della strana faccenda preferiscono definire il misterioso oggetto volante “un modellino di elicottero”. Insomma, un giocattolo.

Ma in Vaticano non ci sono né adulti né ragazzi che si mettono a giocare con modellini di aerei o di elicotteri.

Dunque? Dunque potrebbe in teoria essere la realizzazione da parte della Gendarmeria o del Governatorato di quello che per il sindaco di Bolzano è ancora solo un progetto. In effetti, come abbiamo già scritto il 25 giugno dell’anno scorso, in Vaticano la mania del controllo verso tutti è arrivata al punto da dotare chiunque, l’intero personale residente e non, di una tessera magnetica con microchip, simile cioè a una carta di credito, che permette di tracciare costantemente gli spostamenti di chiunque. Misura presa nel 2007 e tutto sommato abbastanza inutile, perché facilmente aggirabile: come per un telefonino, basta lasciare la tessera chiusa in un cassetto di casa o dell’ufficio e così ai controllori della Gendarmeria risulterà che il suo titolare non s’è spostato.

Il problema però è che sulla faccenda del drone risulta una notevole agitazione da parte sia della Gendarmeria che del Governatorato. Segno che non ne sanno nulla.

Insomma, non c’è bisogno di Dan Brown per dire che in Vaticano i misteri continuano.