Emanuela Orlandi. “Fu Angelo Izzo, mostro del Circeo”- Donatella Papi, la moglie

di Pino Nicotri
Pubblicato il 30 settembre 2013 5:00 | Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2013 14:54
Emanuela Orlandi. Donatella Papi, moglie di Izzo, mostro del Circeo: "Fu lui"

Angelo Izzo e Donatella Papi: “Angelo mi ha detto…”

Il mistero della scomparsa di Emanuela Orlandi, la ragazzina del Vaticano sparita il 22 giugno 1983, continua ad alimentare “rivelazioni”.

L’ultima in ordine di tempo è, per ora, quella della giornalista romana Donatella Papi, che per la scomparsa della Orlandi accusa suo marito, l’ergastolano, Angelo Izzo, uno dei tre giovani neofascisti autori del massacro del Circeo del 30 settembre 1975.

Insieme con Gianni Guido e Andrea Ghira, Izzo stuprò e seviziò per 36 ore la 17 enne Maria Rosaria Lopez e la 20enne Donatella Colasanti. Per poi affogare la prima nella vasca da bagno e finire la seconda a sprangate, metterne i corpi in sacchi di plastica e caricarli nel portabagaglio della Fiat 127 di Guido, che la parcheggiò vicino casa prima di andare tutti e tre beatamente a cena. Dei cadaveri si sarebbero sbarazzati a pancia piena, dopo il dolce e il caffè.

Donatella Colasanti, fintasi morta, scalciando nel portabagali riuscì però ad allarmare i passanti e un metronotte. Arrestato il giorno dopo il massacro e condannato all’ergastolo l’anno successivo, dopo fughe dall’Italia, evasioni e ritorni in carcere, Izzo è uscito in semilibertà dal dicembre 2004 e ha colpito ancora concedendo un macabro bis: il 28 aprile 2005 a Ferrazzano (Campobasso) ha torturato, stuprato e ucciso la 47 enne Maria Carmela Linciano e la 14enne Valentina Maiorano.

Condannato nuovamente all’ergastolo, nel marzo 2010 Izzo nel carcere di Velletri ha sposato la giornalista romana Donatella Papi, che però ha chiesto la separazione dopo appena un anno, adducendo motivazioni sibilline:

“Angelo non è colpevole dei reati che gli sono attribuiti ma di altri fatti gravissimi per la nostra Repubblica e deve ora chiarire con la giustizia quello che ha detto a me”.

Nei giorni scorsi la “bomba”, messa in bella mostra anche sulla sua pagina Facebook:

“Lo denuncio, parli dei suoi reati. A cominciare da Emanuela Orlandi”.

Scoop o voglia di pubblicità quello della Papi, visto anche che è una giornalista? Sta di fatto che il “botto” per ora è rimasto confinato a Velletri e nella pagina Facebook della moglie separata di Izzo. A quando lo sbarco a “Chi l’ha visto?” e dintorni?

E come reagirà il fotografo romano Marco Fassoni Accetti che lo scorso aprile si è auto accusato del “rapimento” della Orlandi? “Rapimento” che a suo dire avrebbe visto la ragazza consenziente perché avrebbe dovuto durare un tempo limitato: lo stretto necessario per mandare in Vaticano chissà quali “segnali”.

Fassoni Accetti a “Chi l’ha visto?” ha fatto trovare anche quello che secondo lui era “il flauto di Emanuela”, strumento suonato dalla ragazza sotto la guida del conservatorio pontificio Da Victoria, ma i suoi racconti hanno suscitato più di una perplessità non solo nei magistrati che lo hanno interrogato una dozzina di volte. Da beniamino di quel programma televisivo Fassoni Accetti ne è diventato rapidamente la bestia nera. Che succederà ora che Donatella Papi per la sparizione della stessa Orlandi accusa il suo ergastolano marito separato?

Anche in questa nuova puntata Papi-Izzo c’è un aspetto da chiarire. Il delitto del Circeo è infatti avvenuto nel ’75, vale a dire otto anni prima della scomparsa di Emanuela, e Izzo venne arrestato il 1° ottobre ’75 e condannato all’ergastolo il 29 luglio dell’anno successivo, 1976: come può avere fatto sparire la Orlandi se era un ergastolano chiuso a chiave in galera? Ma nel giugno ’83 era in galera o latitante, visto che nel ’93, cioè 10 anni dopo, è stato estradato dalla Francia dove era fuggito non si sa bene quando?

La “bomba” – o petardino? – esplosa ora aveva la miccia accesa fin dal 2010. Donatella Papi infatti su Facebook spiegava così perché avesse deciso di sposare Izzo:

“Se ho sposato Angelo Izzo è stato per dimostrare che le condanne a lui comminate non erano relative a fatti realmente accaduti come emerso dai processi. Il primo processo relativo al delitto di Rosaria Lopez, che è stata una esecuzione rituale ben diversa da quello che si è voluto far credere fin qui. Il secondo un regolamento di conti che coinvolge bande italiane e kosovare che avevano avuto 30 mila euro per far sparire Carmela e Valentina Maiorano in seguito ad attività estorsive e compromissive verso alcuni magistrati di Bari della donna e della ragazza».

E conclude:

«Izzo ha dimostrato sposandomi e amandomi di avere una indole, oltre che sana, di grande maturità e capacità emotive fino a quasi il trascendente. Ma la sua anima e la sua storia sono utilizzate da un sistema che incrocia Stato e Chiesa per uccidere. Questo che pare tanto grave e indicibile ora è a conoscenza di milioni di persone. La mia famiglia sa e chi ha potuto fare ha fatto. La famiglia Izzo cosa preferisce il papato o la dignità? E lo Stato pensa di elogiare il collaboratore Izzo proseguendo in questa doppia vita del mostro e dell’eroe?”.

E a chi commenta la notizia delle accuse a Izzo per la Orlandi scrivendo

“la signora Donatella Papi si dovrebbe solo fare un’esame di coscienza e non asserire certe sciocchezze”,

la Papi, sulla sua pagina Facebook, risponde a brutto muso:

“Sciocchezze perché…affinché non se ne parli ???”.

Se ne parlerà? Quanto e dove se ne parlerà?

L’Orlandeide continua. Purtroppo.