Emanuela Orlandi, il mistero. Roberta Hidalgo mette in rete una voce: Emanuela?

di Pino Nicotri
Pubblicato il 14 agosto 2012 10:15 | Ultimo aggiornamento: 14 agosto 2012 16:16

Una voce di donna che potrebbe essere quella di Emanuela Orlandi è il pezzo forte di un video postato su Youtube da Roberta Hidalgo, la fotografa che ha di recente pubblicato un libro sul mistero della ragazza scomparsa 30 anni fa, libro di cui il fratello di Emanuela, Pietro, ha chiesto il sequestro.

Il video, on line dalla metà di luglio 2012, contiene una serie di immagini, le foto scattate dalla Hidalgo nel corso di una indagine durata anni e iniziata intorno al 2000. La colonna sonora è un intreccio di voci, poco comprensibili, dall’interno di una abitazione, si sente una donna che strilla, probabilmente esasperata dai figli o dal marito, e un uomo che non perde mai la calma e a un certo punto la chiama “Mandi”, una delle poche parole comprensibili della registrazione.

La registrazione fu fatta, in tempi ormai coperti da prescrizione, a cura della Hidalg, la quale sostiene di essere riuscita a inserire nell’abitazione di Orlandi una microspia con un metodo assai ingegnoso riferito nel libro.

Non ci sono riferimenti, ma la presentazione è costruita in modo da ricalcare la tesi del libro della Hidalgo, “L’affaire Emanuela Orlandi”, pubblicato dall’editore Croce di Roma il 16 aprile:  Emanuela Orlandi sarebbe viva e vivrebbe con il fratello in un appartamento vicino al Vaticano. Pietro Orlandi ha anche una moglie, Patrizia Marinucci, e il libro è costruito su una serie di appostamenti a Roma e in località dei dintorni e su una complicatissima alternanza di nomi e di ruoli tra le due donne, una scura di capelli e una bionda, che si alternano accanto a Pietro Orlandi e che i figli di Pietro Orlandi, secondo la Hidalgo, chiamerebbero rispettivamente “Mamma Mandi” e “Mamma Trizzi”.

Le foto della donna mora che vivrebbe con Orlandi presentano una certa possibile somiglianza con una Emanuela viva oggi. Ma basta questo a giustificare la tesi?

Nelle prime settimane di vita su Youtube il video, complice la canicola, non ha avuto grande successo, ma ha provocato la reazione indignata di un anonimo lettore, che si rivolge alla Hidalgo così: “Ho letto approfonditamente il tuo libro. Come fai a sopportare che in tv lo si eviti? Una telefonata anonima del biondino scatena l’inferno, mentre un’indagine seria produce una registrazione dove Pietro Orlandi chiama “Manuela” sua moglie Patrizia e nessuno se ne accorge. Perchè i magistrati continuano a buttare soldi pubblici in indagini inutili e non prendono in considerazione il tuo lavoro? Come fai a startene in un silenzio così misterioso? chissà cosa pensi di tutta questa ipocrisia…”.

In realtà la Hidalgo gioca con abilità una delicata partita con Pietro Orlandi, esponendo fatti e sottintendendo tesi, mentre lo stesso Orlandi ha presentato querela contro il libro della Hidalgo “L’affaire Emanuela Orlandi” con richiesta al magistrato di ritiro dalla circolazione e di 500 mila euro di danni. L’udienza è il 18 settembre.

Il video, senza commenti, senza introduzione, sembra la risposta della Hidalgo alla querela, anzi un rilancio. Della conversazione piuttosto animata che si ascolta nel video, la Hidalgo nel libro aveva riportato qualche brano, ma sentire quelle voci, anche se di dieci anni fa, è un’altra cosa.

L’iniziativa è clamorosa anche se nel video si capisce poco di ciò che Pietro Orlandi dice perché ne manca la trascrizione. Come detto, le intercettazioni sono abusive, quindi illegali, anche se il reato è ormai caduto in prescrizione. La messa in rete su Youtube rende inoltre in gran parte inutile un eventuale, ma assai improbabile, ritiro del libro su ordine del magistrato Silvia Albano.

Il video infatti oltre al sonoro delle intercettazioni pubblica le molte foto che la Hidalgo ha scattato nel corso di mesi e mesi di appostamenti sotto casa di Pietro a una donna che ne entra e ne esce sola, con Pietro, con tre bambini. Le foto sono messe a confronto con foto di Emanuela. Confronto suggestivo: è innegabile che una certa somiglianza tra i due volti ci sia, anche se è da  escludere però si tratti davvero della stessa persona a causa dell’evidente diversità del lobo delle orecchie e del colore degli occhi tra la donna nelle foto della Hidalgo e Emanuela.

Il perché dell’accanimento di Pietro e qualche altro Orlandi contro la Hidalgo non è ben chiaro. Riguardo l’eventuale identità Emanuela=Patrizia, o meglio l’alternanza di ruoli delle due donne, la fotografa infatti formula solo ipotesi, sia pure supportate da quelle che a lei paiono prove, peraltro condivise da un crominologo famoso come Francesco Bruno. Inoltre la tesi che Emanuela sia viva e abiti in Vaticano o nei suoi pressi non è affatto nuova.

Il libro “E’ viva”, di Antonio Fortichiari, batte infatti da anni lo stesso chiodo. Idem l’avvocato Ferdinando Imposimato, che oltretutto è stato il legale della signora Maria Pezzano, madre di Emanuela e di Pietro. Imposimato sostiene che Emanuela s’è innamorata di uno dei rapitori e ha scelto di vivere con lui all’estero: Germania, Francia, Iraq, Est Europa, ora Turchia o “comunque in Oriente”.

Tesi anche questa un po’ strana: se all’avvocato della madre risulta che Emanuela è viva e non vuole più saperne degli Orlandi, del Vaticano, di Roma e dell’Italia intera, perché i familiari insistono a cercarla? Anche se la trovassero, non possono certo farla tornare a viva forza. Per non parlare dell’assurdità del non far sapere nulla di sé per 30 anni filati ai genitori, alle sorelle e al fratello nonostante il can can che periodicamente viene montato sulla scomparsa della ex ragazza.

Assurdo credere che Emanuela non abbia voluto dare nessuna notizia di sé per decenni nonostante il padre si usi dire sia morto di dolore, sia pure a distanza di quasi mezzo secolo dalla scomparsa della figlia, e nonostante il noto crescente agitarsi del fratello. Se fosse vero che della propria famiglia di origine Emanuela non ne vuole sapere più assolutamente nulla, fino al punto di lasciarsi credere vittima mortale di festini pedofili, allora sarebbe privo di senso continuare con quello che è diventato ormai uno show sempre più imbarazzante. Oltretutto, se si sceglie un taglio così netto e duro, la logica induce necessariamente a pensare che per un qualche motivo ignoto i rapporti con la famiglia di origine dovevano essere già pessimi almeno fino dal 1983.

Oltre a Fortichiari e Imposimato, è molto attiva online la signora Gabriella Pasquali Carlizzi, la quale sostiene da tempo – esattamente come la Hidalgo – che Emanuela è viva e abita sotto mentite spoglie in Vaticano o nelle vicinanze. Carlizzi ha elaborato una sua ben precisa teoria, secondo la quale papa Wojtyla ha giocato d’anticipo: avvertito dai “servizi segreti del Vaticano” che nei Paesi comunisti, forse nella stessa Unione Sovietica, c’era chi per condizionarlo progettava il rapimento di Emanuela, Wojtyla battendo tutti sul tempo l’avrebbe fatta rapire davvero: “per nasconderla e metterla al sicuro”

Anche la tesi della signora Carlizzi è ben strana, presuppone infatti o il massimo del cinismo in Wojtyla, che fa “prelevare” e nascondere la ragazza per decenni senza dire nulla alla sua famiglia, lasciata così nell’ angoscia, o il massimo dell’ipocrisia degli Orlandi, che se invece fossero stati avvertiti dal papa fingerebbero dolore da ormai quasi 30 anni. Carlizzi dice di conoscere anche i nomi della faccenda, ma di tacerli “per rispetto”, però non si capisce da cosa si dovrebbe continuare a proteggere Emanuela dopo tre decenni. Considerato anche che l’Unione Sovietica e il suo blocco di “Paesi fratelli” non esistono più da una ventina d’anni….

 

 

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