Emanuela Orlandi, la commissione d’inchiesta del sen. Santangelo (M5s) è volata in cielo…

di Pino Nicotri
Pubblicato il 1 Marzo 2019 18:19 | Ultimo aggiornamento: 7 Agosto 2019 11:02

Che fine ha fatto la promessa del senatore Vincenzo Santangelo del M5S che se fosse stato rieletto avrebbe fatto istituire un’apposita commissione d’inchiesta parlamentare sul mistero della scomparsa di Emanuela Orlandi ? La promessa è del 13 agosto 2017, presa cioè stranamente in piena caldana estiva e annesse vacanze, il suo autore è stato rieletto (collegio di Trapani) ed è anche diventato sottosegretario del ministero dei Rapporti con il Parlamento e della Democrazia Diretta (che a parte le chiacchiere roboanti nessuno sa cosa sia), ma sull’argomento ha preferito far calare il silenzio, non ne ha cioè più parlato.
E dire che Santangelo aveva anche garantito che per quel suo impegno si sarebbe messo al lavoro già a settembre, non appena riaperto il Parlamento dopo le vacanze. In modo quindi da non arrivare alle elezioni di marzo 2018 se non come esperto dell’argomento, del quale in realtà sapeva e sa ben poco, almeno come bene informato. Una garanzia quindi per gli elettori amanti di quel mistero e per lo sperato incremento dei voti per la rielezione. Dopidiché però, come dice il proverbio, passata la festa gabbato lo santo.
 Evidentemente folgorato sulla via di Damasco, Santangelo tra le decine di migliaia di scomparsi collezionati dal Bel Paese negli ultimi decenni (ogni giorno in Italia spariscono tre persone) aveva fatto la sua scelta spiegandola con  un’affermazione purtroppo non corrispondente al vero:

 “Oggi voglio ricordare il caso di Emanuela Orlandi, nonostante si faccia molto per dimenticarlo”.

 Strano che Santangelo ignori che è vero il contrario, e cioè come siano ormai oltre tre decenni che si parla e si straparla di Emanuela in tutte le salse, diventata soprattutto in tv una sorta di must, se non una vera e propria ossessione che in particolare dal settembre 2005 viene fatta riesplodere periodicamente con fuochi d’artificio produttori di grandi botti, ma di nessuna luce. Anzi, aumentano solo il buio pesto. 

In realtà la frecciata del senatore era contro la magistratura, ai suoi occhi rea di non violare la legge, colpevole cioè di non tenere perpetuamente aperta l’inchiesta anche in presenza – come ormai da 36 anni – di solo fumo e chiacchiere. Ma anche qui, è strano come il senatore ignori quante e quanto lunghe inchieste giudiziarie ci siano state e perché si sono concluse come si sono concluse: con un nulla di fatto anziché magari inventarsi un colpevole per far contenti gli assatanati del mistero e gli amanti delle lapidazioni e dei roghi in piazza.

Quando nel gennaio dell’anno scorso Sky gli ha affidato la conduzione della prima serie del programma Scomparsi, aperta con l’ennesima  puntata televisiva dedicata a Emanuela e seguita da altri cinque casi (di cui oggi nonostante Sky nessuno si ricorda…), il di lei fratello Pietro Orlandi sperava di  risvegliare l’interesse di Santangelo per la commissione parlamentare. Speranza vana. Vana anche la speranza che arrivasse qualche querela per diffamazione come conseguenza dell’incredibile serie di accuse sempre più pesanti contro il Vaticano e il procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone, sparate da Pietro Orlandi e da suoi fans scatenati su Facebook soprattutto in occasione della vicenda delle ossa umane nella Nunziatura Apostolica di via Po. Le querele sarebbero state utili per poter sostenere ancor più che si vuole bloccare chi “lotta per la verità” e per passare un po’ per martire. Invece… 

 Dopo le votazioni dello scorso marzo dare addosso alla magistratura per i vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio è un invito a nozze, ma Salvini – che in piazza Duomo a Milano e al raduno di Pontida ha giurato “da premier” sul Vangelo e agitando il rosario – non se l’è sentita e non se la sente tuttora di rischiare un urto con il Vaticano, e quindi con la Chiesa,  visto che per i patiti del mistero Orlandi è in Vaticano che si nasconde il colpevole ed è lì che il colpevole viene protetto, per giunta con la complicità degli ultimi tre Papi. “Con la Chiesa e il Vaticano abbiamo già la grossa grana dell’accoglienza e dei porti chiusi”,  tagliano corto a Palazzo Chigi: “E la figuraccia delle ossa umane nella Nunziatura ha reso ancor più grottesca la mania di certe accuse”. 

A mettersi decisamente di traverso è in particolare il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana: cosa faccia e a cosa serva il suo ministero non è ben chiaro, ma è chiarissimo che il ministro è ultra cattolico, autore di affermazioni molto sorprendenti sull’accoglienza, o meglio sulla non accoglienza, basate a suo dire sul Vangelo. Fontana ha voluto come suo capo di gabinetto  Cristiano Ceresani, un ultracattolico che attribuisce pubblicamente a Satana il riscaldamento globale del pianeta.

Secondo i maligni o i buontemponi il ministro e il suo capo di gabinetto attribuiscono a Satana anche la proposta di Santangelo nonostante il suo cognome rassicurante. Sta di fatto che Fontana della proposta di commissione parlamentare non ne vuole assolutamente neppure sentir parlare. Anche perché aumenterebbe la spesa di danaro pubblico che lo stesso Santangelo ha dichiarato essere già stata notevole nei 36 anni di indagini varie. “Meglio dare soldi alle famiglie che buttarli via così”, ha fatto sapere Fontana. 

E dire che il Vaticano era pronto a consegnare alla commissione parlamentare tutto il dossier che ha sulla Orlandi. Lo scorso 6 novembre il cardinale Angelo Becciu, fino al 28 giugno scorso alla Segreteria di Stato della Santa Sede in veste di sostituto, ha assistito alla presentazione del libro “Sicurezza e libertà” di Marco Minniti a Roma. Erano i giorni della rumorosa bagarre sulle ossa alla Nunziatura e il cardinale, interpellato in proposito, dopo avere ricordato che in quella zona di Roma c’era una volta un grande cimitero, ha infatti aggiunto: 

“Tutto quello che abbiamo, resoconti di giornali, rapporti, eccetera lo volevamo consegnare alla famiglia, anche a rischio che poi ci dicessero che non era tutto quello che avevamo, ma poi ci siamo fermati quando c’è stata notizia pubblica che i 5 Stelle volevano istituire una commissione parlamentare d’inchiesta. In casi del genere infatti la richiesta pubblica viene prima della richiesta della parte privata. Voglio però sottolineare sempre che quando si parla del caso Orlandi il mio pensiero va sempre alla famiglia ed in particolare alla mamma di Emanuela”.

Adesso gli addict del mistero Orlandi e delle accuse sparate a palle incatenate contro le mura leonine Oltretevere si sono ridotti a sperare che con la nuova serie di Scomparsi, condotta anche questa su Sky da Pietro con altri sei casi, il senatore sia invogliato a ricordarsi della sua promessa. Ma col governo che scricchiola, attaccato ormai anche dagli industriali, con Fontana che punta i piedi, con le elezioni europee alle porte e con la previsione di alcuni osservatori internazionali che in Italia si dovrà andare a nuove elezioni politiche già quest’anno, a Palazzo Chigi e alla Democrazia Diretta (?) difficile ci sia chi ha voglia di andarsi a infilare in altre iniziative inutili con annesse polemiche. E figuracce. 

Meglio un’eventuale nuova solenne promessa da spendere in caso di elezioni anticipate…