Emanuela Orlandi, non è lei la donna sepolta in Nunziatura né Mirella Gregori

di Pino Nicotri
Pubblicato il 7 novembre 2018 6:10 | Ultimo aggiornamento: 7 novembre 2018 8:12
Emanuela Orlandi (nella foto), non è lei la donna sepolta in Nunziatura né la Gregori

Emanuela Orlandi, non è lei la donna sepolta in Nunziatura né Mirella Gregori

Emanuela Orlandi non è sepolta nel giardino della Nunziatura vaticana a Roma. E nemmeno Mirella Gregori, l’altra ragazza scomparsa a Roma meno di 2 mesi prima della Orlandi e, come la Orlandi, mai più ritrovata. Di questo si può dire di avere certezza, dopo le parole del professor Giovanni Arcudi, direttore della Medicina Legale dell’università di Tor Vergata, che sta esaminando, con il dirigente medico della polizia Enza Livieri, le ossa e annessi frammenti trovati da alcuni operai che lavoravano nella villa Giorgina, dove ha sede la Nunziatura, cioè l’ambasciata del Vaticano presso la Repubblica Italiana.

Si sgonfia l’ennesimo pallone, o palla, gonfiato per l’ennesima volta in ormai più di 30 anni, da una anche tenue quanto inverosimile notizia o bufala che si voglia, che ancora una volta ha saputo appassionare milioni d italiani, nonostante le ripetute delusioni.

Il prof. Arcudi ha infatti già messo le mani avanti:

“La prima impressione è che si tratti di una persona, forse donna, tra i 25 e i 30 anni, e non di un’adolescente”. 

Insomma, è escluso che possa trattarsi di Emanuela Orlandi e/o di Mirella Gregori, entrambe adolescenti che quando sono scomparse, nel 1983, di anni ne avevano quasi 16 la prima e 15 la seconda. Inoltre lo stesso Arcudi ci ha tenuto a precisare e ripetere che in caso di decesso in tempi relativamente recenti  “la data della morte si può stabilire solo con un’approssimazione di 10-20 anni”. Il che rende assolutamente impossibile imporre a mo’ di camicia di forza il 1983 come anno della morte o delle morti al plurale.
Come se non bastasse Arcudi ha specificato che le ossa sono state trovate “nel terreno”, sepolte cioè nella terra SOTTO il pavimento dell’abitazione del guardiano e NON nel cemento del massetto del pavimento.  E neppure nel “battiscopa della capella”, come ha “rivelato” qualcuno. 

Avevamo dunque probabilmente visto giusto: dal Vaticano filtra infatti la notizia che sotto Villa Giorgina una volta c’era un cimitero, esattamente come sotto la famosa basilica di S. Apollinare e tante altre chiese d’Europa oltre che come in tante aree una volta disabitate ai margini delle città e adibite a sepolture quando i cimiteri non esistevano ancora. Area molto probabilmente più estesa dei 20 mila metri quadri del parco del complesso  della Nunziatura Apostolica, cioè dell’ambasciata del Vaticano in Italia e S. Marino. Senza contare che fino al 1949, anno in cui fu donata al Vaticano, il proprietario di Villa Giorgina era un ebreo, Isaia Levi: durante la sua assenza forzata dovuta alla guerra  i tedeschi che occupavano Roma possono avere torturato, fucilato e sotterrato alla bell’e meglio le loro vittime anche in quel parco. Certo, il Vaticano può avere fatto filtrare una notizia falsa, visto che per ora la sua fonte è ancora non ufficiale, per esorcizzare il sospetto e il pericolo di uno scandalo devastante nel caso Villa Giorgina sia stata davvero la sede di orge con minorenni,  la cui sorte era a volte l’essere eliminate, come dichiarato da non secondari esponenti del clero romano. Se però la notizia fosse poi smentita dagli accertamenti sul DNA delle ossa trovate, per la cosiddetta Santa Sede sarebbe ancora peggio: terremoto seguito da tsumani, uno più devastante dell’altro. Ma andiamo per ordine.

“Fuoco, fuoco! Fuochino, fuochino. Acqua, acqua….”: acqua dell’ennesima doccia fredda. Gli entusiasmi e le certezze sparate ad arte non appena si è saputo che nell’ambasciata vaticana a Roma, cioè a Villa Giorgina, sono state trovate ossa umane – immediatamente e incautamente promosse al rango di “scheletro intero” – cominciano ad apparire decisamente premature, se non totalmente fuori luogo. L’ennesima doccia fredda. A parte la notizia sul cimitero o area di sepolture sotto villa Giorgina,

 

Non resta che aspettare i 7-10 giorni necessari per l’estrazione del – o dei – DNA di quelle ossa e procedere ai confronti con quello di Emanuela, Mirella e delle altre persone scomparse nel caso se ne conosca o se ne possa conoscere il DNA tramite i congiunti. Ma anche qui bisogna andarci cauti, coi piedi di piombo. La terra che conteneva quei resti umani è infatti sicuramente molto umida se è vero che i quattro operai che nel pomeriggio del 29 ottobre li hanno trovati stavano rifacendo il pavimento per coibentarlo, cioè per impermeabilizzarlo rispetto il suolo sottostante. Ed è stato sempre il professor Arcudi a spiegare che l’umidità potrebbe compromettere la possibilità di estrazione di un DNA attendibile. Nonostante la nuova dose massiccia di farneticazioni e “sicurezze” piuttosto contorte e lambiccate sparate in questi giorni convulsi come fuochi d’artificio in tutte le direzioni, il mistero Orlandi pare dunque destinato a non finire. Purtroppo. 

Settimana di passione, dunque. O meglio: altra settimana di passione, dopo le non poche del passato. Nel frattempo, cattive notizie per gli amanti del giallo in generale. Il Tg3 ha infatti reso noto di avere rintracciato la moglie del portiere della Nunziatura: cade quindi l’ipotesi che quei poveri resti umani possano essere della donna. E’ vero che a quanto  ricordano gli anziani della Nunziatura i due coniugi litigavano spesso e che la signora è improvvisamente sparita, ma il marito non può averla uccisa e sotterrata in loco per il semplice motivo che è viva e vegeta. Stando almeno a quanto dice il Tg3.