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Emanuela Orlandi, voce dal Vaticano: il caso non è chiuso…

di Pino Nicotri
Pubblicato il 28 Luglio 2019 19:36 | Ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2019 13:41
Emanuela Orlandi, voce dal Vaticano: il caso non è chiuso...

Una immagine di Emanuela Orlandi (foto ANSA)

“Come vede….”.

Mistero Orlandi: la mia fonte vaticana è di buonumore. Cosa dovrei vedere, di preciso?

“Che avevo ragione quando le ho detto che non ci sarebbe stato nessun bisogno di fare la ricerca dei DNA delle ossa rinvenute, ovviamente, nell’ossario del Camposanto Teutonico. Nessun bisogno di DNA perché anche un cieco si sarebbe reso conto che si tratta di reperti tutti anteriori alla fine dell’800”.

Ma solo pochi giorni fa il genetista Giorgio Portera, di fiducia degli Orlandi, a catalogazione avvenuta di tutti i reperti ha dichiarato che “il caso è assolutamente aperto”. E adesso, pur essendo stato presente a tutte le fasi dell’esame scientifico, ha avanzato richiesta di ulteriori “accertamenti di laboratorio su settanta reperti ossei”. 

“Beh, si rivolga al dottor Portera. Il professor Giovanni Arcudi, dopo avere consultato i propri collaboratori, ha ribattuto che sarebbe inutile perché i caratteri anche di quelle settanta ossa, come di tutte le altre esaminate alla presenza del dottor  Portera,  sono tipici di una datazione ultra secolare”. 

La mia fonte fa una pausa. Pare indecisa se aggiungere o no altro. Poi si decide:

“Non dovrei dirlo, ma è umanamente comprensibile che chi ha voluto sollevare a tutti i costi questo ennesimo assurdo polverone, che il Vaticano ha assecondato per rispetto alla famiglia Orlandi, cerchi di salvare in qualche modo la faccia. Inoltre il mondo dello spettacolo ha tutto l’interesse a tirarla ancora un po’ per le lunghe perché certi programmi televisivi riprendono a settembre”. 

Come diceva Giulio Andreotti, “a pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca”.

“Lasci stare la buonanima di Andreotti, anche perché quella affermazione è una lama a doppio taglio. Comunque i campioni sono stati catalogati e depositati presso il Comando della Gendarmeria a disposizione del Promotore di Giustizia. Noi siamo mossi dal desiderio di verità sulla vicenda della scomparsa di Emanuela e solo chi è prevenuto o in malafede può affermare che la nostra piena collaborazione e trasparenza è sintomo di ammissione implicita di responsabilità del Vaticano nella scomparsa della ragazza. Ma  vedrà che passeranno a un nuovo piano B”.

Un altro? E quale?

“Ovviamente passeranno a gridare che vogliono vedere il dossier che a loro dire esisterebbe presso la segreteria di Stato con dentro tutta la verità sul mistero della scomparsa della povera Emanuela”.

Beh, un dossier ci sarà pure, difficile pensare che il Vaticano si sia completamente disinteressato del mistero Orlandi, cioè della scomparsa di una sua cittadina.

“Senza anticiparle nulla, e fermo restando che come per la sepoltura in Vaticano si tratta di voci nate purtroppo con i suoi libri, Nicotri, anche se si facesse leggere questo asserito dossier ci sarebbe di sicuro chi sosterrà che sono state fatte sparire delle carte…. Insomma, c’è chi vuole assolutamente colpevole o almeno complice il Vaticano. In questa epoca storica sminuirne l’autorità e la credibilità interessa a ben precise posizioni politiche, ma a volte anche religiose, che puntano da un pezzo al cosiddetto scontro di civiltà. E che adesso puntano anche a colpire il Papa e la Chiesa per la posizione favorevole all’accoglienza ai poveri migranti e contraria alla politica dei porti chiusi a chi cerca scampo da realtà invivibili. Non si spiega altrimenti l’accanimento di questa lunga campagna basata ogni volta sul nulla più assoluto e sulle bufale più grottesche, che offendono l’intelligenza di chi ci crede. Ormai non si può più pensare che si tratti solo di protagonismo, esibizionismo e interessi di bottega del mondo dello spettacolo. Siamo andati oltre”. 

Pietro Orlandi da me consultato in privato mi ha risposto così:

“Dopo la figura fatta con la Nunziatura giusto tu puoi prendere per affidabile un’analisi a vista di Arcudi . Ovviamente la mia speranza è sempre stata che Emanuela non fosse là, ma i dubbi vanno tolti anche su quelle ossa, come dice il bollettino contestate dalla nostra esperta di antropologia forense presente, e quella andranno analizzate. Il Vaticano non si può affidare solo all’occhio di Arcudi. Quando l’avvocato e il perito potranno parlare faranno le loro valutazioni”. 

Strana l’affermazione sulla “figura fatta con la Nunziatura”: la figuraccia infatti non la fece certo il Vaticano, tanto meno Arcudi, ma Pietro Orlandi e chi con lui insisteva a dire che le ossa trovate sotto il pavimento della Nunziatura potevano appartenere ai resti umani di Emanuela, mentre invece sono risultati vecchi di 2000 anni perché in quella zona, che in realtà va dal Vaticano a oltre la stazione Termini, è esistita per oltre 2000 anni una enorme area cimiteriale a causa della proibizione di seppellire i morti all’interno della cinta muraria di Roma. 

Per la faccenda delle ossa della Nunziatura il 3 luglio la Procura della Repubblica di Roma ha chiesto l’archiviazione e il 25 luglio le ha restituite alla Nunziatura.