Luigi Filippo von Mehlem, un personaggio decisamente interessante

di Pino Nicotri
Pubblicato il 26 maggio 2018 7:12 | Ultimo aggiornamento: 28 maggio 2018 8:02
Luigi Filippo von Mehlem, un personaggio decisamente interessante

Luigi Filippo von Mehlem, un personaggio decisamente interessante (Nell’immagine, il Magnetic Park)

Roma-Milano in treno in un’ora, comprese le fermate di Firenze e Bologna? Nuove discipline sportive su pattini e skateboard a sfere anziché a rotelle? [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Auto a guida automatica che entrano ed escono senza autista dai parcheggi, dove possono anche usufruire di stazioni di ricarica per veicoli  a motore elettrico? Grazie ai recenti brevetti del grande vecchio Luigi Filippo von Mehlem, tutto ciò, e altro ancora, è possibile. Grande vecchio perché a 85 anni continua a sfornare idee e brevetti come un vulcano in eterna attività. Ma andiamo per ordine.

Chimico nucleare, von Mehlem è ideatore della prima centrale nucleare trasportabile, costruttore di rifugi antiatomici dal 1977, compreso quello della villona di Silvio Berlusconi in Sardegna,  inventore dei parcheggi automatici multipiano di quattro tipi – Magnetik Park, Tower Park, Dom Park, Viapark – basati sull’applicazione geniale di grandi magneti permanenti, popolarmente detti anche calamite, ed è stato apprezzato da Fidel Castro per avere creato nel 1961 la dizione “Paesi in via di sviluppo” al posto di “Paesi sottosviluppati”, risolvendo così una grossa grana internazionale. Tanto apprezzato, da essere stato invitato nel novembre 2016 da Raul Castro a partecipare ai funerali del leader cubano scomparso.

L’ultimo, per ora, brevetto, presentato lo scorso 7 marzo, grazie all’uso innovativo di grandi magneti particolari permetterebbe di viaggiare in treno da Roma a Milano in una sola ora, e consumando meno corrente elettrica. Questa verrebbe inoltre fornita non più dalle ingombranti – e costose – linee di alimentazione elettrica, bensì da celle solari e batterie ad accumulo Tesla.

 “I miei magneti garantirebbero almeno 100 anni di vita, con ulteriore risparmio di costi”,

ci tiene a precisare von Mehelm, che conclude con un augurio:

 “Spero che Italo e Trenitalia sappiano cogliere l’occasione almeno sulla Milano-Roma, la tratta più vitale del sistema ferroviario italiano, biglietto da visita anche per gli stranieri. E visto che in Italia si parla sempre tanto di rinnovamento, ammodernamento e unificazione tra Nord e Sud,  si potrebbe cominciare dal trasporto ferroviario sull’intera linea Reggio Calabria/Napoli/Roma/Firenze/ Bologna/Milano/Torino. Linea sulla quale oggi non funzionano  decentemente per lunghi tratti neppure i segnali telefonici e le linee Internet”.

Altri brevetti, anch’essi recentissimi, sono nati da quella che il loro ideatore definisce “la rivoluzione copernicana del passaggio dalla ruota alla sfera”. Una rivoluzione che ha reso possibile il risparmio di spazio e la movimentazione a 360 gradi delle auto in appositi parcheggi, e che ha  meravigliato la campionessa di pattinaggio Carolina Kostner  perché può cambiare radicalmente il pattinaggio, compreso quello su skateboard, creando nuove discipline sportive. Infine, cosa per nulla trascurabile, il passaggio dalla ruota alla sfera può semplificare anche i mobili soprattutto d’ufficio, facilitandone di molto gli spostamenti.

Cognome e titolo di conte tedeschi, ma discendente da avi stabilitisi già da qualche secolo in Italia, von Mehlem dopo la carriera nel nucleare ha scelto di vivere nell’entroterra veneziano, a Mogliano Veneto, dove come socio di larga maggioranza si occupa in particolare dell’impresa Viapark: nata nel ’77, è diventata leader europea nel settore dei parcheggi automatici, realizzati soprattutto in multipiano da Cracovia a Pechino, da Amburgo a Israele, ma si occupa anche di rifugi antiatomici, antinquinamento e anticalamità.

Un ramo di Viapark si chiama Magneticpark e si occupa in particolare dei brevetti sull’uso decisamente innovativo dei magneti permanenti. Brevetti firmati LFvM, dalle iniziali del nome e cognome del poliedrico ideatore, tutti basati su calamite realizzate in materiali che sia nella reciproca attrazione che nella reciproca repulsione le rendono enormemente più forti di quelle in ferro e acciaio che tutti conosciamo. Tanto più forti da poter sostituire egregiamente perfino gli ammortizzatori a molla od oleopneumatici di auto, camion e perfino treni, con grande riduzione delle parti meccaniche ed eliminazione degli attriti, riduzione che comporta un minor dispendio di energia.

Con Magneticpark von Mehlem ha brevettato una nuova tecnologia di accesso ai parcheggi automatici per le auto a guida automatica, tramite software, cioè senza conducente, il cui debutto in Italia è previsto nel 2020, tra soli due anni. Nel frattempo, a partire da Aosta, dove il sindaco ha deciso di proibire entro 5 anni la circolazione di auto non elettriche o almeno ibride, i già esistenti parcheggi Viapark saranno dotati della stazione di ricarica elettrica rapida “Easy Charge”, facilitando così la diffusione delle auto a trazione elettrica. Da notare che le innovazioni a base di automatismi in fatto di parcheggio riducono di non poco l’inquinamento, eliminando quello delle auto alla non facile ricerca di posti liberi.

Tra le altre passionacce, von Mehlem, buon suonatore di pianoforte, ha anche quella degli orologi. Oltre a possederne a migliaia, sponsorizza il museo dell’orologio di Treviso, del quale nell’ottobre 2013 ha inaugurato la nuova sede. Il museo custodisce una raccolta di  quasi 5.000  orologi da polso di tutte le marche esistenti al mondo, dalla A di Audemars Piguet , B di Bulova ecc. alla Z di Zenith. Con evidente orgoglio von Mehlem ci tiene a far sapere che la raccolta

 “è il frutto di oltre 50 anni di ricerche. Ogni orologio ha una sua storia sia tecnologica che di attualità del momento. Le visite arrivano anche dall’estero”.

Perfino l’adroterapia, cioè la terapia a base di particelle oggi più all’avanguardia contro i tumori, ha un contributo dell’uomo di Mogliano Veneto. Brevettata nel 1991 dal famoso fisico nucleare Enrico Amaldi, si avvale infatti anche di un apporto di von Mehlem: gli studi sul “tunnel di irradiazione inserito in spettrografo di massa”.

Tanta abbondanza di idee e brevetti, oltre che di orologi, porta inevitabilmente a imitazioni e tentativi di plagio, aumentati con l’aumentare delle molte primavere ormai alla spalle del diretto interessato. Nella notte di ferragosto del 2004 a quello delle idee si è aggiunto anche il furto di 500 orologi antichi.  Nel 1974 von Mehlem ha brevettato la scopa a vapore diventata poi famosa col nome di Vaporella, ma con qualche variante e diversificazione a produrla in serie, e a guadagnarci, non è stato lui. Lui di recente  ha dovuto far ricorso al Garante della Privacy per vedersi riconoscere in modo inequivocabile la paternità di alcuni brevetti contro l’eccesso di disinvoltura delle società Parkpiù di Milano e Maoyuan di Qingdao, in Cina.

Oggi i russi rivendicano come loro idea il progetto di centrale nucleare su piattaforma marina, ma a ben vedere non si tratta altro che di una variante del progetto di centrale nucleare trasportabile presentato a Francoforte nel ’65 al convegno Foratom (https://www.foratom.org) da von Mehlem in veste di delegato italiano del Cnen all’Euratom, progetto ceduto in seguito alla corporation Usa Martin Marietta.

In fatto di centrali nucleari, l’uomo di Mogliano Veneto ha anche un brevetto per l’acqua di moderazione dei reattori. Di solito si usa la cosiddetta acqua pesante, chiamata così perché le sue molecole hanno atomi di idrogeno con un protone al posto dell’elettrone, risultando così più densa – circa l’11% – dell’acqua normale. Ma lui ha realizzato l’acqua le cui molecole sono composte da ben 32 atomi di idrogeno e 16 di ossigeno.

Lo scorso 7 marzo von Mehlem ha dovuto puntare i piedi e mettere i puntini sulle i per sventare il tentativo di attribuzioni fasulle della paternità  dell’ultima, per ora, e più sensazionale idea, quella che rivoluzionerebbe il trasporto ferroviario. E’ ormai chiaro che anziché acquistarne i brevetti c’è chi preferisce aspettare: von Mehlem ha 85 anni, nel suo campo non ha eredi ed è sempre stato straordinariamente fiducioso verso il prossimo nonostante le non poche delusioni. Più d’uno, in Italia e nel mondo, attende che esca di scena, se non altro gettando la spugna, dopodiché l’arrembaggio al suo patrimonio di idee e realizzazioni non dovrebbe più essere un problema insormontabile.

Ma come andò quella volta nel 1961 a Bari con Fidel Castro? Ce lo racconta direttamente l’instancabile sfornatore di brevetti, il grande vecchio di Mogliano Veneto mentre a quei ricordi di gioventù gli brillano gli occhi:

 “Era l’anno in cui i Paesi sviluppati iniziavano a porsi concretamente il problema di come aiutare lo sviluppo dei Paesi meno fortunati, allora ancora detti sottosviluppati. Così vennero organizzati per ottobre i Colloqui di Bari, con l titolo provvisorio in francese “Les aides aux Pays Sousdeveloppès, vale a dire Gli aiuti ai Paesi Sottosviluppati”. Io, che ero stato all’ufficio studi dell’IRI, ne venni nominato segretario generale. Il giovane e molto energico Fidel Castro, primo ministro di Cuba, spalleggiato da altri Paesi soprattutto africani,  disse chiaro e tondo che riteneva offensiva la qualifica di “sottosviluppati”, e fece quindi sapere che avrebbe disertato e boicottato i Colloqui.

“Dalla mia stanza all’hotel Palace di Bari e con i pochi mezzi di allora, telefono a centralino e telex, mi misi ventre a terra alla ricerca di una dizione più adatta e meno discriminante. Dopo qualche giro di consultazioni proposi l’espressione “Les aides aux Pays en voie de developpement”, vale a dire “Gli aiuti ai Paesi in via di Sviluppo”. La sostituzione del termine “sottosviluppati” con l’espressione “in via di sviluppo” era un po’ l’uovo di Colombo: piacque talmente a Fidel Castro da sbloccare di colpo la situazione ed evitare così il fallimento dei Colloqui di Bari”.

I Colloqui non fallirono. Mezzo secolo dopo, nell’ottobre 2011, Raoul Castro si è congratulato con von Mehlem per quel suo decisivo contributo e due anni fa ci ha tenuto a invitarlo ai funerali del fratello. L’espressione Paesi in via di Sviluppo è rimasta nel lessico delle relazioni internazionali e di fatto è passata alla Storia.

Von Mehlem è un uomo semplice, un po’ schivo, che non usa vantarsi di nulla. Ma di meriti di cui vantarsi alla grade non ne ha pochi.

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