Meredith Kercher “uccisa solo da Guede”: Carmelo Lavorino, criminologo, convinto

di Pino Nicotri
Pubblicato il 31 marzo 2015 7:55 | Ultimo aggiornamento: 31 marzo 2015 2:50
Meredith Kercher "uccisa solo da Guede": Carmelo Lavorino, criminologo, è convinto

Meredith Kercher, Rudy Guede, Raffaele Sollecito, Amanda Knox

PERUGIA – Grandi polemiche e molti scetticismi per la sentenza di assoluzione senza rinvio, cioè definitiva, emessa dalla Corte di Cassazione a favore dei due imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito, accusati di avere ucciso Meredith Kercher a Perugia nella notte del 1° novembre 2007.

Polemiche e scetticismi dovuti anche al fatto che chi è già stato condannato in via definitiva per l’uccisione di Meredith, Rudi Herman Guede, è stato condannato “per concorso” nell’omicidio. Chi lo ha condannato presupponeva quindi che avesse dei complici, complici che fino a prima della recentissima condanna avevano per l’appunto i nomi di Amanda e Raffaele.

Chi ha ucciso Meredith Kercher allora? Se lo chiedono soprattutto i familiari della vittima. Noi lo chiediamo al criminologo  Carmelo Lavorino, che è anche criminalista, investigatore, tracciatore di profili di probabili colpevoli, analista della scena del crimine e direttore del Centro Studi Investigazione Criminale, oltre che docente dell’Università dell’Aquila per la materia Sicurezza e protezione delle persone, degli eventi e delle istituzioni.

“Meredith Kercher è stata uccisa da una sola persona, esattamente da Rudi Hermann Guede. Elenco sei gruppi di elementi inchiodanti:

1. Tutte le tracce dell’azione omicida sono riferibili soltanto a Guede; nella vagina della vittima c’è il suo Dna, l’esterno della vagina presenta vistose escoriazioni, non vi sono le tracce che la ragazza fosse pronta e disposta all’atto sessuale (nessuna lubricazione naturale), sul polsino e sugli indumenti della vittima vi sono le tracce di Guede: tutto questo significa violenza sessuale da parte di Guede.
2. La sua presenza sulla scena del crimine al momento dell’accoltellamento è certa, le sue dichiarazioni sono inverosimili e contraddittorie, addirittura dichiara che uscito dal bagno ha visto l’assassino e che ha lottato con lui.
3. Guede era sulla scena al momento del delitto tanto che addossa a un improvviso sconosciuto – capitato non si sa quando, come, perché e da dove in camera da letto – il delitto con un’arma da taglio.
4. Le tracce insanguinate palmari e di orme sono di Guede, così come quelle di sperma sulla scena.
5. La fuga all’estero,  le menzogne e  le contraddizioni di Guede sono chiari indizi di “coscienza sporca”.
6. Il fatto che fosse aduso a commettere atti di intrusione con furto è un indizio di profilo criminale molto forte”.

Ma Rudi Guede è stato condannato per omicidio in concorso con altri, chi sono questi altri?

“Questi “altri” non esistono. Sono una pura congettura del 2007-2008 basata su due presupposti sbagliati: che Meredith Kercher fosse stata colpita da due armi diverse, che sulla scena fossero presenti ed attivi la Knox e Sollecito per la questione del gancetto, del coltello e delle orme di Sollecito. Elementi poi dimostratisi falsi e/o inconsistenti e confusi”.

Vogliamo approfondire?

“Volentieri. La questione del “concorso con altri” non ha motivo di esistere perché Guede ha ucciso Meredith da solo, invece i Giudici di primo grado e dell’appello hanno ritenuto – A TORTO – che gli “ignoti” fossero proprio Amanda e Raffaele, quindi non tanto ignoti, il tutto basato su presupposti fallaci poi demistificati.
Ricordo che la sentenza della Cassazione che ha condannato definitivamente Guede ha scritto in relazione ai Giudici di primo grado e il concorso omicidiario:

“Riteneva il giudice di primo grado (2008) che il delitto fosse stato commesso in concorso con altre persone, sia per le tracce della Kercher rinvenute in un coltello sequestrato in casa del ragazzo della Knox, Raffaele Sollecito, sia per le impronte di piedi lasciate sul pavimento della stanza della Kercher…”.

RISULTA QUINDI EVIDENTE CHE GLI “IGNOTI” PER IL GUP SONO AL 100% AMANDA E RAFFAELE E CHE LE TRACCE SONO QUELLE POI RISULTATE FALLACI MA RITENUTE COLPEVOLIZZANTI – ALL’EPOCA – VERSO LA KNONX E SOLLECITO, e risulta che il DNA sul coltello non è della vittima, che le impronte dei piedi non sono di Sollecito ma di Guede, che il DNA sul gancetto non è di Sollecito (evidenze stabilite nel processo d’appello contro Amanda e Raffaele), che vi è stato un inquinamento plurimo e che quindi LE PROVE RITENUTE VERIDICHE ERANO FALLACI.

Ancora, la Cassazione sulla sentenza d’appello che condanna Rudi Guede scrive: “Ad avviso dei giudici di merito (2009), secondo la versione più credibile dei fatti, proprio per la presenza di chiare tracce riconducibili alla Knox ed al Sollecito in casa, i due insieme al Guede sarebbero entrati in casa dove si sarebbe verificata una escalation di violenza, ai fini sessuali, sulla povera Meredith…”.

RISULTA EVIDENTE CHE GLI “IGNOTI” PER I GIUDICI DELLA SENTENZA DELL’APPELLO SONO AL 100% AMANDA E RAFFAELE E CHE LE “CHIARE TRACCE” SONO QUELLE POI RISULTATE FALLACI…QUINDI “NON CHIARE”… .

Quindi, lo scenario in cui Rudi  Guede ha ucciso Meredith in concorso con Amanda e Raffaele non è dimostrato, non vi è nessuna prova che tale concorso si sia verificato, tutto lascia ritenere  che Guede abbia ucciso da solo! La questione “concorso con altri” è l’errore logico che si chiama “petizione di principio”, che anticipa la conclusione e per metterla come elemento certo e dimostrato, proprio per dimostrare quello che non si riesce a dimostrare”.

E sulle ferite inferte da due persone cosa ci dice? Nemmeno questo è vero?

“Si è partiti da due ipotesi non dimostrate, divenute erroneamente anch’esse presupposti, per poi agganciarle col nesso di reciprocità alla questione “concorso con altri (cioè la Knox e Sollecito).
La prima ipotesi fallace è che Meredith sia stata uccisa con due coltelli diversi, quindi almeno due assassini: secondo me si tratta di una pura congettura e dell’adattamento delle conclusioni all’ipotesi iniziale; manca una perizia con conclusioni certe in tal senso e sono certo che l’arma assassina sia una sola. Come si vede un’incertezza è stata fatta divenire magicamente “certezza”!
La seconda ipotesi fallace è che Meredith sia stata sopraffatta da almeno due persone perché il suo cadavere non presentava tracce di difesa attiva e perché Meredith – praticando arti marziali – si sarebbe difesa e non poteva soccombere facilmente a un solo aggressore.
Secondo me che si tratta di una considerazione superficiale e banale, perché una ragazza che pesa 50 kg se aggredita da un soggetto che ne pesa 80, armato, determinato, intruso e violento, è bloccata dal terrore, anche se ha praticato arti marziali per qualche tempo.
Se e solo se Meredith fosse stata superesperta di combattimento ed autodifesa ed addestrata al pericolo ed al dominio della paura, allora l’enunciato avrebbe senso… ma non era così! Badi che sono Maestro di karate e di autodifesa, cintura nera superiore, che insegno difesa personale alle donne e che sono specializzato nella difesa contro il coltello”.

E sulla messinscena del furto da parte di Amanda e Raffaele, sull’orario della morte di Meredith collegato al falso alibi dei due e sul movente cosa ci dice?

Messinscena del furto da parte di Amanda e Raffaele. L’enunciato dell’accusa e delle sentenze colpevolizzanti “Vi è stata un’attività di messinscena di furto organizzata da Amanda e Raffaele perché Rudi Guede non aveva interesse a farla, quindi i due sono colpevoli” non regge logicamente e scientificamente, perché non vi è nessuna prova che l’alterazione sia opera di Amanda e Raffaele, perché ci troviamo di fronte all’errore riverberante della “petizione di principio”, cioè, “poiché sono colpevoli soltanto loro avevano interesse a farlo”.

Sinceramente dubito che ci sia stata alterazione della scena per depistare, ritengo invece che Guede in preda a una ossessione compulsiva (senza controllo) ed alle droghe abbia messo a soqquadro in modo illogico e disorganizzato. È un comportamento tipico di soggetti che mischiano intrusione, furto, libido, sesso, sangue e violenza.

Orario della morte di Meredith e il falso alibi della Knox e di Sollecito. L’orario della morte di Meredith è fissato dal medico legale della Procura verso le 23 circa per motivi di media aritmetica, ma dice che va dalle ore 21 alle ore una. Qui si tratta del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto… non visto di profilo ma dall’alto (e dall’alto non si capisce nulla in situazioni del genere…ci si confonde…si vede tutto pieno a prescindere). L’orario della morte è incerto e manca una perizia con conclusioni certe. L’alibi dei due ragazzi non è fallito, i due dicono che stavano a casa di Sollecito e nulla contraddice ciò!

Il movente dell’omicidio. Secondo l’ultima sentenza di condanna “il movente è del tipo perdita del controllo, andare oltre il male, l’esito di un gioco erotico di gruppo finito male: un gruppo formato da Rudi Guede, Amanda e Raffaele”: trattasi di congettura priva di fondamenta, anche perché ogni sentenza ha ipotizzato (senza dimostrare alcunché) moventi diversi in situazioni diverse con comportamenti e ruoli diversi.
A mio avviso si tratta di omicidio commesso da Guede per motivi di autosicurezza, per tacitazione del testimone scomodo (vittima), per motivi di sadismo e di crudeltà, per poi sfociare in una composizione della scena e del cadavere tramite copertura di Meredith col piumone per motivi di matrice psicologica: rimorso, negazione psichicaa, atto finale di pietas, per poi passare all’azione compulsiva del soqquadro mischiando atti di modus operandi, di matrice psicologica e di depistaggio”.

Ma se Amanda è innocente perché ha calunniato Patrick Lumumba affermando che l’assassino era lui?

“Amanda ha messo in mezzo Lumumba perché era nello stato del topo pauroso messo all’angolo, per il principio “mors tua vita mea”, perché in stato psicologico sottomesso e alterato, di allarme totale e di sottomissione. Si è dimostrata vigliacca, egoista, illogica e sconclusionata, ma nulla lascia ritenere che sia un’assassina per l’accusa a Lumumba.

Le questioni “omicidio di Meredith” e “calunnia a Lumumba” non devono essere collegate col nesso di causa effetto o di ragion sufficiente, ma devono essere viste come due “pasticci” indipendenti all’interno del grosso pasticcio investigativo-giudiziario-processuale. La calunnia a Lumumba è un esempio di danno collaterale, di vittima di percorso, dell’ignobile effetto del “si salvi chi può””!

Lei ha parlato e scritto di “inganno strutturale” nel processo? Ci può spiegare?

L’INGANNO STRUTTURALE è quell’errore di presupposto nascosto, invisibile, impalpabile e cementificato, che si forma e viene formato dalla barriera invisibile che impedisce la soluzione del caso. È il nucleo invisibile che contiene nella sua intimità segreta gli errori, i travisamenti, gli artifizi e i raggiri che hanno permesso alla Verità di emergere. Nella fattispecie è stata la fissazione investigativa che l’omicidio fosse stato commesso da almeno due persone, e tutto è stato inconsciamente adeguato e armonizzato in tal senso. L’inganno strutturale si verifica quando si arriva a conclusioni sbagliate causa un invisibile e geniale falso presupposto inserito nel nucleo reggente del fatto/evento che si sta analizzando.

L’inganno strutturale, per divenire tale, ha bisogno:

1. di un abile regista (il sistema giudiziario e mediatico che si stringe per anni attorno alla Knox e a Sollecito),
2. del falso presupposto ben nascosto e mimetizzato (almeno due assassini),
3. del ragionamento esatto basato sul duplice falso presupposto (le ferite inferte da due coltelli, se l’aggressore fosse stato uno solo Meredith si sarebbe difesa),
4. sulle conclusioni false in seguito al ragionamento esatto ma basato su fondamenti falsi posti come assiomi (il concorso di due soggetti ignoti con Rudi Guede),
5. su destinatari delle conclusioni false che abbiano le caratteristiche di condividerlo a prescindere causa la fretta, la certezza di non sbagliare, la presunzione di essere dominatori e potenti, perché prodotto da fonte autorevole (i giudici di merito)”.