Portogallo, covid-19, era free, ma ora? E Sant’Antonio si consola

di Pino Nicotri
Pubblicato il 18 Giugno 2020 12:22 | Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2020 12:22
Portogallo, covid-19, era free, ma ora? E Sant'Antonio si consola

Portogallo, covid-19, era free, ma ora? E Sant’Antonio si consola

Covid-19 in Portogallo: “Stiamo passando dal miracolo portoghese a una situazione profondamente preoccupante”. 
Lo ha dichiarato giorni fa in tv senza mezzi termini il Segretario di Stato (cioè ministro) per gli Affari Esteri e la Cooperazione Luís Campos Ferreira. E c’è chi sui giornali paventa un ritorno a provvedimenti restrittivi. 
 
Sarebbe una brutta beffa del destino visto che  di recente il Portogallo ha conquistato per primo in Europa il marchio di Safe Travels, il marchio creato e rilasciato da  World Travel & Tourism Council ai Paesi che rispettano i protocolli di salute e igiene per il contenimento del contagio da Covid-19.
 
Il Portogallo il marchio lo ha meritato, però i suoi nuovi contagi da qualche settimana superano anche i 300 casi al giorno. Il 9 giugno ne sono registrati 421. Più cioè che ormai in Italia. E se teniamo presente che il Portogallo ha solo 10 milioni di abitanti mentre l’Italia ne ha 60, fatto il debito paragone i nuovi contagi portoghesi equivalgono a oltre 1.800 casi italiani. 
 
Solo un mese fa la situazione del basso contagio della pandemia in Portogallo veniva vista come un autentico miracolo da alcuni massmedia europei, compreso l’autorevole quotidiano tedesco Der Spiegel. In fatto di contagi il miracolo s’è afflosciato, ma è rimasto in piedi in fatto di vittime. I morti infatti sono solo 1.523. Moltiplicati per 6 per far un paragone con l’Italia diventano 9.138: vale a dire, solo un quarto rispetto i nostri oltre 35 mila defunti. 
 
Alla data del 17 giugno le infezioni Covid-19 in Portogallo sono arrivate da 53 Paesi. A marzo, quando i casi si contavano ancora con le dita di una mano,  il record era dell’Italia, tant’è che non di rado gli italiani erano guardati con scarsa simpatia. Poi però s’è fatta largo la Spagna, che con i suoi arrivi conta oggi 177 infetti, tant’è che la frontiera è stata chiusa, seguita dalla Francia con 137 infettatti, l’Inghilterra con 88, gli Emirati Arabi Uniti con 48, il Brasile con 30 e via a scendere.
 
L’Italia per fortuna s’è fermata a quota 29, subito dopo il Brasile. E siccome il Portogallo con la sua ex colonia  Brasile ha relazioni speciali, la lingua  brasiliana infatti è pressocchè uguale a quella portoghese, dal 15 giugno sono ripresi i voli aerei anche tra i due Paesi “cugini”. Riapertura che preoccupa molto la Comunità Europea perché la situazione nel grande Paese sudamericano è fuori controllo: poco meno di un milione di contagi – 923.189 – il giorno 16 giugno, ma si sospetta che in realtà siao molti di più – e oltre  45 mila vittime. Con ben  35 mila positivi in più nelle ultime 24 ore.
 
Il presidente Jair Bolsonaro ha imitato Donald Trump minimizzando testardamente, ha ignorato consigli e avvisi, ha  nascosto dati ed è arrivato a  licenziare il suo ministro della Salute, Luiz Henrique Mandetta, perché insisteva sulla necessità di prendere misure come le distanze fisiche nei luoghi pubblici, e messo al suo posto Nelson Teich.. 
 
Come se non bastasse, Bolsonaro ha licenziato anche Teich – sostituendolo con un militare che non è nepure un medico – perché questi non era affatto d’accordo con l’uso della clorochina nonostante la Food and Drug Administration degli USA ne avesse revocato l’uso perché presenta “potenziali effetti collaterali gravi”. 
Non a caso in Portogallo ha fatto capolino, per ora in modo ancora sporadico, qualche cartello con la scritta “Bolsonaro è um genocída”. 
 
Per quanto riguarda il marchio Safe Travels, si tratta della garanzia che sono rispettati i protocolli anti contagio da Covid-19 specificati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con un apposito documento per trasporti, strutture ricettive e servizi turistici in generale.
 
Come che sia, brutta botta per il turismo: quest’anno sono infatti andate in fumo le grandiose, pittoresche e folkloristiche Marchas Populares,  che sfilano tra maree di folla tripudiante non solo a Lisbona, e tutte le altre manifestazioni pubbliche, dalle solenni processioni alle mostre e alle grandi e affollate mangiate e bevute in piazza, per festeggiare durante tutto il mese di giugno la nascita di S. Antonio. Da notare che per preparare le marce popolari una marea di persone si impegna nella prove, di sera, per 3-4 settimane. 
Famosissimo come “S. Antonio da Padova”, chiamato in vita “Antonio da Forlì”, in realtà era portoghese di Lisbona, si chiamava Fernando Martins de Bulhões e vi è nato il 15 agosto 1195 – e a Padova ci ha vissuto solo gli ultimi due anni della sua vita. Il 13 giugno giorno “della nascita” festeggiato per tutto il mese è in realtà quello della morte (avvenuta a Padova nel 1231 ), intesa come “nascita alla vita eterna”. 
 
Quest’anno i mancati festeggiamenti per S. Antonio hanno messo in crisi anche le celebrazioni dei matrimoni, essendone lui il santo protettore. Ma l’inguaribile carattere festaiolo dei portoghesi e l’attaccamento a S. Antonio hanno messo in campo altri tipi di iniziative – otto per la precisione – per far festa egualmente anche se in altri modi, molti virtuali, e rispettando comunque tutte le misure anti Covid.