Russia, finanzia la Lega? Dava soldi al Pci e ora anche Trump dice che…

di Pino Nicotri
Pubblicato il 9 giugno 2018 13:35 | Ultimo aggiornamento: 9 giugno 2018 13:36
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Russia, finanzia la Lega? Dava soldi al Pci e ora anche Trump dice che…

Questa storia delle accuse e insinuazioni contro la Lega di Matteo Salvini di prendere soldi dalla Russia perché si pone il problema di rapporti normali dell’Italia con quell’enorme Paese[App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] e di consultazioni recipoche della Lega con il partito di Putin sulla situazione italiana e internazionale,  fa veramente ridere. Ed è anche un po’ priva di dignità. Per quattro precisi motivi. Diventati cinque di fronte al fatto che il presidente Donald Trump nelle ultime ore ha – stranamente – dichiarato di essere d’accordo col ritorno di Mosca nel G8.

PRIMO MOTIVO. Ci siamo forse dimenticati che il Partito Comunista Italiano (PCI), che oltretutto è considerato il progenitore sia pure ormai alla lontana dell’attuale PD, riceveva finanziamenti da Mosca quando era la capitale della ormai più che defunta Unione Sovietica? E che per finanziarsi oltre a ricevere soldi liquidi direttamente e brevi manu a Roma il PCI aveva anche delle partecipazioni o percentuali sui guadagni di varie società che commerciavano con l’Unione Sovietica? Per rinfrescarsi la memoria basta leggere per esempio quanto scritto in questo articolo molto particolareggiato. 
Da notare inoltre che, a differenza dell’URSS, la Russia di oggi non ha nessun programma e nessuna intenzione di guidare una qualche rivoluzione più o meno mondiale. E neppure di espandersi sia pure nella sola Europa esportando il suo credo e modello politico, che peraltro non costituisce una minaccia per nessuno.
 
SECODO MOTIVO. Se il PCI riceveva soldi da Mosca, i partiti antagonisti, con in testa la Democrazia Cristiana, li prendevano dagli USA e non solo. A dichiararlo senza peli sulla lingua è stato – in particolare – l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, democristiano di lungo corso, ex ministro dell’Interno col pallino dei servizi segreti e uomo politico certamente nelle grazie degli USA. Cossiga lo disse proprio per smorzare i toni quando scoppiarono le accuse al PCI per i soldi da Mosca:
 
“Quello sui finanziamenti del Pcus al Pci è un “putiferio” inutile, un rimasuglio di guerra fredda sopravvissuto alla fine dei blocchi e strumentalmente usato da Dc e Psi: perché sarebbe stato “assai strano che l’ Urss non avesse finanziato i comunisti italiani” visto che i “partiti occidentali erano finanziati soprattutto dagli Stati Uniti”. 
 
TERZO MOTIVO. Che certe accuse le lanci il mega speculatore finanziario George Soros è davvero il colmo, visto che lui – anche per sua stessa ammissione – ha finanziato sia pure con le migliori intenzioni di promozione delle indipendenze nazionali e della democrazia uno stuolo di movimenti politici nell’Europa dell’Est, in Africa e altrove, sia pure con le migliori intenzioni di promozione delle indipendenze nazionali e della democrazia. Con l’obiettivo dichiarato di finanziare movimenti vari in oltre 50 Paesi, Soros ha fondato a bella posta nel 1993 Società Aperta.
 
TERZO MOTIVO BIS. A proposito di Soros, forse è il caso di ricordare che questo “benefattore”:
– il 16 settembre 1992 con un gigantesco attacco speculativo provocò alla lira ( e alla sterlina ) il famoso “mercoledì nero”, che per la nostra moneta fu un danno enorme;
– il 12 maggio 2013 di quell’attacco speculativo s’è pure vantato, dichiarando che “era giusto”. Ammesso, ma non concesso, che fosse giusto, un minimo di dignità nazionale dovrebbe spingerci a guardare almeno con un po’ di sospetto le sue dichiarazioni (oltre che magari anche le sue azioni) anziché avvalorarle. 
 
QUARTO MOTIVO. L’apertura di Salvini e di conseguenza quella del premier Giuseppe Conte nei confronti della Russia è state subito bacchettate dagli Usa e dalla Nato, che – a meno dei ripensamenti di cui sopra, come parrebbe, in queste ore – vogliono la prosecuzione senza se e senza ma della sanzioni contro Mosca. Sanzioni nate quattro anni fa quando la Russia ha iniziato a opporsi  manu militari al tentativo – sponsorizzato da Soros – di privarla  anche della penisola di Crimea in modo da impedirle l’accesso al Mediterraneo.
Esattamente come la “rivoluzione democratica” (!!!) della Siria, finita in mano all’ISIS, ha come scopo non dei minori la cacciata dei russi dal porto di Tartus, affittato dalla Siria a Mosca intanto per 70 anni. Suona però francamente strano, e poco dignitoso, che gli USA, e di conseguenza anche la Nato, azzannino in continuazione la Russia con motivazioni da anime belle quando invece proprio il presidente degli USA Donald Trump è andato a Ryad per calare pubblicamente le brache di fronte all’impresentabile regime saudita. Il regime cioè che oltre a trattare le donne come oggetti col buco privi di diritti e a decapitare in piazza i condannati a morte anche a decine alla volta per reati che in Occidente neppure esistono, tanto da dover bandire concorsi per assumere altri boia, ha finanziato Bin Laden, quello dello spettacolare e molto tragico attentato alle Twin Tower di New York, ha finanziato Al Qaeda o ora finanzia l’Isis. Eppure nel suo viaggio a Ryad nel maggio scorso Trump  ha tranquillamente dichiarato all’intera e felicissima corte saudita:
“Non sono venuto qui a darvi lezioni, non sono io a dirvi come dovete vivere”.
 
Molto meglio dare lezioni e dire come devono vivere a Russia, Corea, Iran, Cuba, ecc. Invece, ha aggiunto Trump:
 
“I nostri amici non dovranno mai dubitare del nostro appoggio. Le alleanze migliorano la sicurezza attraverso la stabilità, non gli strappi radicali. Prenderemo le nostre decisioni basandoci sul mondo reale, non su ideologie inflessibili. Quando sarà possibile, cercheremo riforme graduali, non interventi improvvisi”.
 
Nel pacco dono dell’appoggio incondizionato al regime medioevale wahabita della corte saudita, Trump ha generosamente aggiunto 110 miliardi di dollari di armamenti subito e 300 nei prossimi 10 anni. Armi che permetteranno ai sauditi di continuare a intervenire  militarmente e sanguinosamente nello Yemen, nel beato silenzio occidentale, e di continuare a dare una robusta mano all’ISIS. Che invece la tanto deprecata Russia contrasta il più possibile, anche intervenendo con truppe e aerei in Siria. 
 
QUINTO MOTIVO. Perfino Trump deve essersi reso conto che qualcosa nella sua strategia punitiva contro la Russia non quadra, specie di fronte al resto, tant’è che con un salto della quaglia imprevisto nelle ultime ore ha addirittura dichiarato che la Russia è bene che rientri nel G8.
 
Insomma, se l’opposizione a questo governo Lega-M5S continuerà a essere fatta in questo modo, vale a dire inventando o pompando problemi e prendendo cantonate di notevole stazza, Salvini e Di Maio possono dormire tranquilli. E magari battere il record di durata complessivo dei quattro governi Berlusconi. 

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