Salvini e il maiale, bufale e tradizioni tradite: messa in latino, bidet abolito…

di Pino Nicotri
Pubblicato il 22 Ottobre 2019 6:32 | Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2020 12:22
matteo salvini ansa

Matteo Salvini (Ansa)

Se non alla Storia passerà almeno alle Storielle come la Guerra della Carne di Maiale e la Guerra delle Bufale sulla Carne di Maiale. Ad aprire le ostilità, rilanciate in questi giorni da una fake news che tira in ballo il sindaco di Nuoro, è stato Matteo Salvini, il leader delle due Leghe: quella che al Nord si chiama Lega Nord per l’Indipendenza della Padania e quella che al Sud si chiama invece più prosaicamnte Lega per Salvini Premier.

In vista della festa di S. Petronio, patrono della città, l’arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi ha pensato bene di poter permettere che ai festeggiamenti mangerecci a base di tortellini potessero partecipare anche i musulmani offrendo loro una variante della famosa specialità culinaria bolognese: vale a dire, senza la tradizionale carne di maiale. Una variante chiamata da monsignor Zuppi “tortellini dell’accoglienza”: niente ripieno a base di prosciutto, mortadella e lombo, tutto cibo ricavato dal maiale, ma un ripieno a base di carne di pollo.

Apriti cielo! Salvini appena appresa la notizia ha tuonato: 

Leggo che c’è chi chiede tortellini senza carne? È come proporre il vino senza uva… Ma stiamo scherzando?! Aveva ragione Oriana Fallaci. Il problema sono alcuni italiani che dimenticano le loro radici, negano la nostra storia, dal tortellino al crocifisso. Ma devo essere io a difendere la fede e i valori? Io che sono un peccatore…”.

Che sia anche lui un peccatore non c’è dubbio, ma, eccetto eventuali peccati di rilievo penale, sono comunque solo affari suoi. Però che in questo caso straparlasse peccando anche di approssimazione e disinformazione è poco ma sicuro. Per vari motivi. Il primo è che spesso gli anziani, bolognesi e italiani vari, per digerirli meglio preferiscono i tortellini per l’appunto ripieni di pollo, oppure il tortellone di magro ripieno di ricotta o di zucca e ricotta. Quelli a base di pollo a volte ne ho mangiati negli ospedali e da bambino a casa dei miei nonni paterni proprio a Bologna.

E se non ricordo male anche a qualche festa de l’Unità e della stessa Lega. Il secondo è che se per cortesia verso gli ospiti e invitati si serve in tavola per loro una variante di una qualsiasi ricetta non si vede cosa ci sia di scandaloso e “contro le tradizioni”.

La tradizione invece è la buona educazione e la cortesia verso l’ospite, che nella civiltà occidentale è sacro da millenni. Sostituirla con la maleducazione e la strafottenza per far piacere ai sovranità e affini? Sarebbe un alterare la nostra tradizione, storia e cultura… Il terzo è che se non il vino almeno la birra da qualche tempo esiste anche nella variante analcolica, contro la tradizione alcolica, e nessuno s’è mai strappato i capelli per questo. Il quarto motivo è che esistono già cibi contrari alla tradizione: quelli privi di glutine, compresi i tradizionalissimi spaghetti, perché li possano mangiare anche i celiaci. Per non parlare dei dolci senza il normale e tradizionale zucchero, ma con dolcificanti di altro tipo, perché li possano mangiare anche diabetici.

Esiste persino la pizza senza mozzarella, che a me pare una bestemmia, ma che per chi è allergico ai formaggi o ha il colesterolo altro è una manna. Il quinto motivo è che da qualche tempo esiste la possibilità di fumare senza nicotina, rompendo così una tradizione secolare e di stampo molto macho. E nessuno è andato in escandescenze per tale rottura.

Forse per non urtare suscettibilità sovraniste, leghiste, campaniliste e “peocine” (parola veneta) d’altro tipo, o per evitare che Salvini insorgesse, nessuno ha fatto notare che con il loro tradizionale narghilè i tanto detestati arabi islamici ci hanno preceduto anche nel fumo senza nicotina. Nel narghilè infatti il fumo del tabacco deve passare attraverso un deposito di acqua per essere lavato appunto della nicotina. Il sesto motivo, che taglia la testa non al maiale ma al toro, è che l’arcivescovo di Bologna ha proposto la variante del “tortellino dell’accoglienza” solo per gli islamici, e non s’è mai sognato di chiedere per S. Petronio l’abolizione generalizzata del tortellino classico.

Monsignor Zuppi di fatto ha voluto distinguersi dal suo predecessore Giacomo Biffi, che oltre a tuonare contro “l’invasione islamica dell’Occidente” ebbe modo di definire “sazia e disperata” Bologna, compresa la provincia: più ricca per reddito pro capite della media italiana, perciò molto intenta a godersi la vita, quindi sazia, ma con “il record mondiale della denatalità”, perciò disperata perché “senza voglia di trasmettere la vita”.

Passata la festa di S. Petronio la polemica s’è afflosciata, ma a farla divampare di nuovo sui social ci ha pensato la miccia accesa con una bufala dilagata su WhatsApp tramite una catena di S. Antonio che diffondeva il seguente messaggio, con l’invito a diffonderlo ulteriormente:

“IL SINDACO DI NUORO RISPONDE AI MUSULMANI CHE HANNO CHIESTO DI ELIMINARE LA CARNE DI MAIALE DALLA MENSA SCOLASTICA e spiega il perché. GRANDE! ADESSO GLI ALTRI SEGUANO IL SUO ESEMPIO!

I genitori musulmani hanno chiesto l’abolizione della carne di maiale in tutte le mense scolastiche della cittadina NUORESE. Il sindaco di NUORO cittadina della Barbagia ha rifiutato, e ha inviato una nota a tutti i genitori con la spiegazione. Ecco la nota: “I musulmani devono capire che devono adattarsi alla Sardegna ed a Nuoro, ai suoi costumi, le sue tradizioni, al suo modo di vivere, perché è lì che hanno scelto di emigrare. Devono capire che devono integrarsi e imparare a vivere in Sardegna. Devono capire che devono essere loro a cambiare il loro stile di vita, non i nuoresi che così generosamente li hanno accolti.

Devono capire che i sardi non sono né razzisti né xenofobi, hanno accettato molti immigrati musulmani mentre il contrario non è vero, in quanto gli Stati musulmani non accettano gli immigrati non-musulmani. Che non più di altre popolazioni, i sardi non sono disposti a rinunciare alla loro identità, alla loro cultura.

E se la Sardegna è una terra di accoglienza, non è il sindaco di Nuoro che accoglie gli stranieri, ma il popolo Nuorese della Sardegna nel suo complesso. Infine, devono capire che a Nuoro con le sue radici giudaico-cristiane, alberi di Natale, chiese e feste religiose, la religione musulmana deve rimanere nella sfera privata.

Il comune di Nuoro ha diritto di rifiutare ogni concessione all’Islam e Sharia. Per i musulmani, che sono in disaccordo con la laicità e non si sentono a loro agio a Nuoro, ci sono 57 bellissime nazioni musulmane nel mondo, la maggior parte di loro sotto-popolate e pronte a riceverli con le braccia aperte in conformità con la Sharia. Se avete lasciato il vostro paese per Nuoro e non per altri paesi musulmani, è perché avete ritenuto che la vita è migliore in Sardegna che altrove. Ponetevi la domanda, solo una volta: “Perché è meglio vivere qui a NUORO invece che nei vostri paesi? Una mensa con carne di maiale è parte della risposta”.

Si tratta però di una bufala, sparata già nel marzo 2017 mettendo in bocca lo stesso discorso al sindaco Tomaso Locci di Monserrato, nel Cagliaritano, e mettendolo tre mesi dopo in bocca al sindaco di Nuoro. Chi l’ha messa in rete ha copiato dalla bufala canadese del gennaio 2015, che vedeva i musulmani pretendere il bando della carne di maiale dalle mense scolastiche di Dorval, un sobborgo di Montreal. E i canadesi a loro volta hanno copiato dalla bufala che nel 2010 quei discorsi li aveva messi in bocca addirittura al presidente dell’Australia.

Tortellini, bufale e carne di maiale a parte, vorremmo sapere da Salvini e dai tradizionalisti senza se e senza ma come lui perché per difendere la nostra identità, storia e tradizioni non hanno fiatato riguardo una serie di novità che le nostre identità, storia e tradizione le stanno minando o le hanno già stravolte. Quello che segue ne è un elenco, neppure completo, che esige delle risposte:

-Vietare i tatuaggi per restare nella tradizione che li vedeva come espressione di volgarità e appannaggio di malavitosi?

– Vietare il fumo decotinizzato e tornare così alla secolare tradizione del fumo con la nicotina?

– Vietare le birre analcoliche per rispettare la millenaria tradizione delle birre alcoliche?

– Vietare a uomini e donne anelli al naso, alle labbra, chiodi nella lingua, nelle guance, anelli nell’ombelico e perfino nella grandi labbra, per difendere la tradizione che ammetteva solo orecchini e anelli per le donne e solo anelli per i maschi?

– Usare i numeri arabi o tornare a quelli tradizionali romani, usati ancora per certe cose e che rendono impossibile l’impostazione e la soluzione delle equazioni, e quindi lo sviluppo della scienza?

– Bere il caffè, arrivato dal mondo arabo islamico, o la cicoria, come era tradizione secolare prima e come fanno molti ancora oggi a casa utilizzando le apposite confezioni in polvere in vendita nei negozi di alimentari?

– Abolire il bidet, novità abbastanza recente, e tornare alla millenaria tradizione tuttora rispettata anche in molti Paesi europei, dall’Inghilterra alla Francia?

– Ritornare alla tradizione millenaria delle famiglie numerose, in vigore fino a pochi decenni fa? – Obbligare le donne a entrare in chiesa col velo in testa, come fino a qualche anno fa?

Separare in chiesa i maschi dalle femmine, come si è usato per secoli e secoli fino a pochi decenni fa?

– Evitare di mangiare carne il venerdì, perché altrimenti si fa peccato come si affermava fino a qualche decennio fa? Un difensore della fede come Salvini come può non sapere che si tratta di un divieto in vigore per ben 1.100 anni, istituito infatti da Papa Nicola I nel corso degli anni 800 post Christum natum?

– Ritornare a credere all’esistenza del limbo, com’era tradizione e fede fino a pochi anni fa?

– Abolire la parità se******e, novità recente, e tornare alla tradizionale e millenaria disparità se*****e?

Permettere alle donne solo le gonne lunghe, come era tradizione, e vietare quelle corte, i pantaloni, lunghi o corti che siano, e il vestiario che lascia generosamente scoperte vaste porzioni del corpo femminile come si usa da qualche tempo?

– Abolire le classi miste e ripristinare a scuola la divisione per sesso almeno alle elementari?

– Abolire l’italiano nelle messe e tornare alla tradizione del latino, coi fedeli che non capiscono cosa dice il sacerdote?

– Reintrodurre nel giuramento nuziale la sottomissione della moglie al marito?

– Abolire la musica trap, rap e affini e tornare alla tradizione melodica?

– Abolire anche il rock e i balli esotici inventati di recente e tornare a quelli tradizionali?

Restiamo in fiduciosa attesa delle risposte almeno da parte di Salvini.