Serena Mollicone, i dubbi del criminologo: c’è il precedente del carrozziere….

di Pino Nicotri
Pubblicato il 31 Luglio 2019 7:38 | Ultimo aggiornamento: 2 Agosto 2019 9:10
Serena Mollicone, i dubbi del criminologo: c'è il precedente del carrozziere....

Il bosco vicino Anitrella dove è stata trovata Serena Mollicone (foto da archivio ANSA)

Dopo 18 anni di passi falsi e false speranze, la Procura della Repubblica di Cassino per l’uccisione ad Arce delle 18enne Serena Mollicone ha chiesto il rinvio a giudizio di Franco Mottola, ex comandante della stazione dei carabinieri del paese del Frusinate, di sua moglie Annamaria, del loro figlio Marco, per i reati di omicidio aggravato e occultamento di cadavere, del sottufficiale Vincenzo Quatrale per concorso nell’omicidio e del carabiniere Francesco Suprano per favoreggiamento. Ricordiamo che la ragazza scomparve il 1° giugno 2001 per essere poi trovata uccisa, con le mani e i piedi legati e la testa stretta in un sacchetto di plastica, in un boschetto ad Anitrella, frazione del vicino Monte San Giovanni Campano. 

Ma che ne pensa il professor Carmelo Lavorino, criminologo, investigatore, giornalista e consulente della difesa della famiglia Mottola?

“Mentre attendevamo tale richiesta abbiamo letto, studiato ed analizzato al micron l’ipotesi investigativa, l’impianto accusatorio e il paradigma degli inquirenti, cioè, chi sarebbe l’assassino, perché lo ha fatto e in quali situazioni e circostanze, come e in che modo, i tempi esecutivi, i vari “prima – durante – dopo”, i depistaggi, i componenti della “combinazione criminale” con i loro ruoli, comportamenti e interessi, le fonti di prova tecniche, scientifiche, criminalistiche e medico-legali, le fonti di prova testimoniali e dichiarative, ecc. ecc.”.

Gli inquirenti avranno fatto altrettanto, immagino.

“Sicuramente gli inquirenti hanno lavorato molto, purtroppo sono partiti da presupposti che noi non condividiamo sotto molti aspetti, quali il forense, il logico, lo scientifico, il tecnico, il criminologico, il cronologico e il dinamico…giusto per dirne qualcuno. Ed è ovvio che tale partenza da dati “falsi” (falsi in quanto fallaci o errati) porta a risultati falsi, anche se applicati con ragionamenti esatti da persone competenti ed altamente professionali”.

Secondo la Procura, la ragazza è stata uccisa il 1° giugno del 2001 nella caserma di Arce, dove sarebbe entrata per denunciare un traffico di droga che vedeva coinvolto il figlio del maresciallo Mottola. Uccisa con una spinta contro una porta: è stata riscontrata la “perfetta compatibilità tra le lesioni riportate dalla ragazza e la rottura di una porta collocata in caserma”. Nella richiesta di rinvio a giudizio si legge che “è stata parimenti accertata la perfetta compatibilità tra i microframmenti rinvenuti sul nastro adesivo che avvolgeva il capo della vittima ed il legno della suddetta porta, così come con il coperchio di una caldaia della caserma”.

“Solo degli sprovveduti, e i carabinieri non lo sono, non avrebbero cambiato e fatto sparire quella porta… Ma il problema è che partire da un presupposto sbagliato porta a conclusioni sbagliate”. 

Gli inquirenti hanno ascoltato 118 testi, molti dei quali scelti tra i 1.137 più volte sentiti nei 18 anni di indagini. E la Procura è ottimista, ritiene infatti che “le prove scientifiche, insieme alle prove dichiarative, consentano di sostenere con fiducia l’accusa in giudizio”.

“Questo mi riporta a circa 15 anni fa, quando per l’omicidio di Serena Mollicone venne imputato e il carrozziere Carmine Belli, persona semplice, avventata, chiacchierona, che infilò da sola la testa nella “tagliola investigativa” per uscirne dopo 18 mesi di ingiusta carcerazione. In quelle circostanze confutammo l’impianto accusatorio dei pubblici ministeri, le relazioni tecniche di analisi e tutte le investigazioni. Anni fa erano convinti della loro teoria su Belli, benché fallace ed apodittica, oggi purtroppo – con lo stesso metodo analitico-investigativo – il convincimento è deragliato verso altre ipotesi: vedremo il tutto al momento opportuno!”.

Lei è più fiducioso della Procura, ma per motivi opposti.

“Personalmente ho le mie opinioni molto forti sulla dinamica degli eventi, del crimine e dei depistaggi, sui vari moventi e comportamenti. Naturalmente contesteremo quello che riteniamo di contestare nelle sedi opportune e spiegheremo le nostre ragioni, strategie ed attività in apposite conferenze stampa”.