Troia, il mito di Omero rivive nel nuovo museo inaugurato in Turchia

di Pino Nicotri
Pubblicato il 28 ottobre 2018 6:18 | Ultimo aggiornamento: 8 novembre 2018 11:23
Mito di Omero nel museo di Troia

Troia, il mito di Omero rivive nel nuovo museo inaugurato in Turchia

Troia, la città mito cantata da Omero, rivive in un museo inaugurato di recente. È stato costruito sullo stesso sito archeologico della città immortalata nell’Iliade. Il 2018 si conferma così davvero come The Year of Troy, realizzando la promessa fatta a inizio anno dal ministero della Cultura e del Turismo turco per celebrare i 20 anni dell’inserimento del famosissimo sito archeologico nella Lista del Patrimonio culturale mondiale dell’Unesco. Il progetto dello splendido ed emozionante museo, che ha il suo ingresso nel sottosuolo proprio come Troia, è del giovane architetto Ömer Selçuk Baz, dello studio Yalın Mimarlık, risultato vincitore su oltre 100 progetti nazionali presentati nel 2011. Secondo Baz, come ha spiegato al Giornale dell’Arte, il suo museo

“può ricordare un’astronave, o un grande infopoint. E’ come un oggetto piovuto dal cielo o scavato dal terreno, quasi atemporale perché dà l’impressione di poter appartenere sia al passato sia al futuro”. 

 Il museo è anche un museo della Troade, con reperti di tutta la regione, tra i quali  spiccano il sarcofago di Polixena, i gioielli del tumulo di Dardano, le figurine di musicisti in terracotta di Assos, gli ori rimpatriati nel 2012 dal Penn Museum. Il giornalista Giuseppe Mancini, tra i primi a visitare il museo, spiega: 

 “Il percorso di visita parte con la narrazione dagli storici dell’epoca, poi passa a illustrare minuziosamente le evidenze archeologiche dei dieci strati sovrapposti che compongono la collina artificiale – in effetti, la sola cittadella fortificata – scavata per primi da Frank Calvert e da Schliemann; Troia viene per l’appunto inserita nel suo ambito regionale della penisola sui Dardanelli (comprese le isole di Imbros e Tenedos), allargato ai rapporti con gli Hittiti e con i Micenei”. 

 Mancini nel suo blog e su Facebook ha anche scritto:

 “Le cose che mi piacciono di più: l’ingresso sotterraneo con tutti i servizi (caffè, libreria, uffici e depositi), la rampa elicoidale che conduce ai vari piani perché la verticalità riproduce anche la stratificazione archeologica, l’idea di farne un centro di visita non solo per Troia ma anche per tutti gli altri siti della Troade.

Dal museo alla collina di Hissarlik si andrà a piedi su di una nuova stradina che ricorda quelle delle città ellenistiche (pavimentata con blocchi di pietra), oppure con un servizio navetta: la distanza è di appena un chilometro, saranno vietati bus turistici e auto private. Tutto immerso in un grande giardino”.

A corredo dello Year of Troy la Turchia ha anche deciso due nuovi grandi progetti per Istanbul:

– la demolizione del vecchio museo Centro Culturale Ataturk (AKM) e la sua sostituzione con un più grande e più moderno centro che metterà in scena opere liriche e fungerà anche da teatro;

– la demolizione in piazza Taksim del vecchio e inadeguato edificio del museo Istanbul Modern e la sua sostituzione entro il 2019 con un’opera avveniristica progettata da Renzo Piano e che farà parte del nuovo complesso Galataport a Karaköy, sulla sponda europea del Bosforo. I lavori saranno curati dall’architetto Murat Tabanlıoğlu, figlio di chi ha progettato l’AKM negli anni ’70. La facciata servirà per proiettare all’esterno,  sulla piazza, gli spettacoli in scena all’interno. Mancini l’ha definita “una facciata non solo trasparente, ma partecipativa”. 

– La costruzione di un nuovo museo d’arte contemporanea, il KOÇ, che con una superficie di 13 mila metri ospiterà mostre permanenti, ma anche depositi e laboratori di restauro per le collezioni, che saranno  in costante ampliamento. 

 Non è mancata neppure una sfilata di moda “ispirata a Troia”, realizzata a Bodrum dalla stilista Çigdem Karavit.