Vaccino, piatto ricco mi ci ficco, è una corsa mondiale, i russi pensano allo spray

di Pino Nicotri
Pubblicato il 15 Novembre 2020 7:58 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2020 12:25
Vascello Usa in acque russe nel Pacifico. Mosca: "Lo abbiamo cacciato dopo un avvertimento"

Vladimir Putin ha il cancro? Il politologo Solovei: “Lascerà il Cremlino il prossimo anno” (foto Ansa)

La notizia che la società USA Pfizer, sede centrale a New York, e la tedesca Biontech, sede a Magonza,  collaborando hanno raggiunto il traguardo di un vaccino contro il Covid finora efficace al 90%.

La notizia di segno opposto che il Brasile ha sospeso la sperimentazione clinica del vaccino cinese Sinovac a causa di un “grave incidente” a un volontario- Le due notizie sono la punta di un iceberg. L’iceberg è la gara non solo tra colossi farmaceutici. Ma anche tra i rispettivi Paesi e superpotenze. A chi arriva prima al traguardo di un mercato sicuramente immenso. Fonte quindi di enormi profitti e non trascurabile influenza politica.

Insomma, come dice il proverbio: “Piatto ricco, mi ci ficco!”. 

Trump e il vaccino

Trump per non essere escluso dal piatto e dalla rielezione è arrivato al punto di accusare l’agenzia statale Food and Drug Administration (FDA), che controlla l’ammissibilità in commercio di cibi e medicinali negli USA, di rallentare lo sviluppo dei propri vaccini. Per ostacolarlo nella corsa per restare alla Casa Bianca. E così messa alla frusta la FDA il 22 ottobre dopo una riunione fiume dei suoi consulenti ha immediatamente dato disco verde alla possibilità di autorizzare la messa in commercio dei vaccini in fase III prima della fine di questo disgraziato anno. Da notare che quando Putin fece altrettanto tutti anche negli USA gridarono all’imprudenza, all’irresponsabilità e quindi allo scandalo.

Il 22 la FDA ha partorito il documento Development, authorization and licensure of vaccines to prevent COVID -19. Documento che si prefigge anche il traguardo di evitare diventi irrisolvibile l’enorme problema sanitario assurto ormai addirittura anche a problema di “sicurezza nazionale”. Sicurezza minacciata dalla presenza nella gara dei vaccini in particolare di Russia e Cina, che pareva fossero ormai sul filo di lana o lo hanno già tagliato.

Finora er il vaccino solo soldi dal Governo tedesco

Appena annunciato il successo da parte di Pfizer e Biontech c’è stato il tentativo a stelle e strisce di attribuire agli USA e in particolare proprio a Trump buona parte del merito. Il vicepresidente Mike Pence ha voluto infatti ricordare  la partnership tra il colosso nazionale e l’azienda tedesca patrocinata da Donald Trump. Gli unici quattrini investiti per sviluppare il primo vaccino efficace contro il flagello della pandemia in corso li ha però messi il governo tedesco: 375 milioni arrivati lo scorso settembre alla Biontech. Arrivati e spesi tutti in Germania.  

 Gli USA hanno solo tentato di ottenere l’esclusiva. Una volta fallito il tentativo hanno prenotato 100 milioni di dosi, contro il doppio prenotato dall’Unione Europea. Prenotazione accompagnata da Washington con l’opzione per altri 500 milioni di dosi. In totale Gli USA hanno stanziato quasi due miliardi di dollari, ma senza spendere in realtà ancora un centesimo contrariamente a quanto fatto con AstraZeneca e Moderna, che Trump credeva più promettente.

Pfizer ha investito solo soldi propri. Che certo non le mancano dato che è la più grande società del pianeta operante nella ricerca, produzione e commercializzazione di farmaci. Quotata alla Borsa di New York dall’8 aprile 2004 fa anche parte dell’indice Dow Jones. Nel 2011ha ridotto di 40 mila unità i suoi dipendenti, diventati “solo” 110 mila.

Gara a oriente fra Russia e Cina

Il documento della FDA intitolato Development, authorization and licensure of vaccines to prevent COVID-19 fa riferimento alla “sicurezza nazionale”. Perché coi loro vaccini, alcuni in corso di sperimentazione e altri pare già realizzati, la Cina è pronta a invadere il Medio Oriente. E la Russia non solo l’India, con una prima fornitura di almeno di 100 mila dosi, ma anche Bielorussia, Emirati Arabi Uniti e Venezuela. Stati che ha abilmente coinvolto nella sperimentazione. Col suo vaccino la Russia vuole spingere l’Unione Europea a toglierle le sanzioni che la danneggiano non solo economicamente.

Data la sorprendente scomparsa del Covid dalla Cina, dove è nato, a Washington sospettano che Pechino in realtà abbia già realizzato e prodotto su vasta scala un vaccino efficace. I due vaccini prodotti dal  Beijing Institute of Biological Products e dal Wuhan Institute of Biological Products, entrambi affiliati al Gruppo Sinopharm, sono in fase sperimentazione clinica di fase III in dieci Paesi, compresi Emirati Arabi Uniti, Francia, Giordania, Perù, Argentina ed Egitto. Il campione di popolazione vaccinata è esteso a ben 125 nazionalità. Dozzine di Paesi sono interessatissimi al vaccino della Sinopharm e Pechino ne venderà almeno 6 milioni di dosi al Brasile che ha dovuto stoppare i test su esseri umani.

Il protocollo cinese

Come se non bastasse, la Cina l’8 ottobre ha firmato un accordo con la Global Alliance for Vaccines and Immunization (GAVI). E si è unita al programma COVAX di distribuzione planetaria dei vaccini anti COVID. L’obiettivo principale del programma non è solo accelerare lo sviluppo e la produzione dei vaccini. Ma anche quello di garantire la parità di accesso sia ai Paesi ricchi che a quelli poveri. La decisione di Trump di uscire dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) potrebbe rivelarsi quanto mai sbagliata e dannosa per il suo Paese. Anche perché, vaccini a parte, l’ex Celeste Impero è ormai il più grande produttore ed esportatore al mondo di prodotti sanitari.

A Pechino s’è rivolto perfino Israele, l’alleato e protegé politico militare di Washington. Il suoi servizi segreti militari – Mossad – sono riusciti a portare a casa dosi del vaccino “per studiarlo e imparare da esso”.

“Studiarlo e imparare da esso” può essere stato utile per realizzare il vaccino israeliano Brilife, del quale l’Israel Institute for Biological Research ha annunciato l’inizio delle  sperimentazioni sull’uomo in questi giorni.

Israele ha buone relazioni diplomatiche con la Cina, gestite ovviamente dal Ministero degli Esteri. Ma in questo caso ha preferito utilizzare il Mossad. Anche per gli acquisti di grandi quantità di materiale sanitario, per non far sapere nulla a Washington. Come ha scritto il Jerusalem Post,

“c’erano indizi che la questione dell’acquisto pubblico di un vaccino dalla Cina potrebbe complicare le cose con gli Stati Uniti. In un momento in cui Washington e Pechino sono nel mezzo di una guerra commerciale. E di una guerra verbale che ora è anche legata profondamente alla crisi del Coronavirus”.

Oltre alla molto dinamica strategia di Pechino c’è anche quella altrettanto dinamica di Mosca.  Il vaccino Gam-Covid-Vak – detto Sputnik-5 (gli Sputnik sono i primi satelliti artificiali messi in orbita dalla Russia) – viene prodotto e distribuito con notevole velocità. Vaccinazione in massa per i cittadini di Mosca. Distribuzione decentrata in altre località. Obiettivo primario vaccinare a tappe forzate le forze dell’ordine, i medici e gli insegnanti. Per poi proseguire con il resto della popolazione.

A Mosca si pensa al vaccino spray

A Mosca già si pensa a varianti spray e di combinare lo Sputnik-5 con il vaccino contro l’influenza. Il tutto – unendo l’utile al dilettevole – anche per aumentare la propria influenza su molti Paesi, compresa l’Unione Europea delle sanzioni. Di recente il primo ministro Mikhail Mishustin ha infatti dichiarato:

“La Russia è pronta a condividere la sua esperienza nella creazione di un vaccino contro il nuovo Coronavirus con altri Paesi, indipendentemente dalle loro opinioni politiche”.