Nuova recessione nel 2015? L’Europa sull’orlo del collasso

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 14 Gennaio 2015 14:48 | Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio 2015 14:48
Nuova recessione nel 2015? L'Europa sull'orlo del collasso

Foto d’archivio

ROMA – Giuseppe Turani ha scritto questo articolo dal titolo “2015, nuova recessione?”, per Tiscali-Canale finanza, e riportato dal suo sito Uomini e Business:

Il nostro super-ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, usa parole pesanti per descrivere lo stato della congiuntura in Europa. Dice che la ripresa è scarsa, che c’è troppa disoccupazione, ma soprattutto spiega che la deflazione è vicina. Se avesse detto che l’Europa è vicina a una catastrofe economica avrebbe fatto prima e si sarebbe fatto capire di più. La deflazione, infatti, è il peggiore dei mali possibili perché infila l’economia in una spirale di progressivo rallentamento fino alla recessione. E uscirne non è tanto facile.

Si ha la deflazione quando i prezzi cominciano a scendere e la gente è poco invogliata a comprare perché si aspetta nell’immediato futuro prezzi ancora più bassi. L’Europa, secondo il nostro ministro, è assai vicina a queste specie di confine fra il male e il bene. E’ possibile che abbia un po’ calcato la mano per premere sulla Commissione europea affinché allarghi un po’ le maglie dei suoi controlli. Però non ha esagerato di tanto. Di fronte a un’America che corre alla velocità di crescita del 5 per cento l’anno l’Europa riuscirà a mettere insieme (se non ci saranno incidenti) poco più dell’1 per cento. E anche negli anni successivi non andrà molto bene. Nella stessa dichiarazione, il ministro Padoan afferma che nel 2015, cioè adesso, la recessione finalmente scomparirà dall’Italia.

L’Europa, quindi, è sull’orlo del collasso, l’Italia invece uscirà finalmente dalla recessione. Come è possibile? In nessun modo. Infatti se l’Europa dovesse scivolare davvero in deflazione, addio alla piccola ripresa italiana e per almeno un altro anno dovremmo fare i conti, anche noi, con la recessione (e sarebbero quattro anni di fila). Ma la situazione non è comunque così rosea come ci viene descritta. Esiste, infatti, ancora la possibilità che il 2015 si chiuda con una lievissima recessione (autorevoli centri di ricerca parlano di una decrescita dello 0,1 per cento.

Ma se le cose dovessero andare meglio del previsto, è difficile immaginare una crescita superiore allo 0,1-0,3 per cento. E questo risultato, modestissimo, consentirebbe al governo di dire che la recessione è finita e che si inizia una nuova vita. Non per fare i gufi, ma va detto che con un’eventuale crescita dello 0,1-0,3 per cento cambierebbe poco la nostra situazione. La disoccupazione sarebbe sempre molto alta. E il paese sarebbe sempre in pericolo di precipitare di nuovo in recessione davanti alla prima tempesta economica internazionale.