Odio sociale, regalo a 5 stelle. Turani: Ridateci quelli di prima

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 28 novembre 2018 12:19 | Ultimo aggiornamento: 28 novembre 2018 12:19
Odio sociale, regalo a 5 stelle. Turani: Ridateci quelli di prima

Odio sociale, regalo a 5 stelle. Turani: Ridateci quelli di prima

L’Italia non è un paese in rovina, è falso. Lo credono solo i 5 stelle e Marco Travaglio, scrive Giuseppe Turani in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business.

Si parlava dei famosi centri per l’impiego, che non funzionano e ai quali non si rivolge quasi nessuno per trovare un lavoro. E scatta l’ovvia domanda: chi li ha ridotti così? Lesto, Marco Travaglio risponde: quelli di prima. Intendendo i governi Renzi e Gentiloni, come è facile immaginare.

Ecco è questo “quelli di prima” che non sopporto più. In quelle tre parole è nascosta tutta la falsità dei 5 stelle (e di Travaglio).

“Quelli di prima”, e ci comprendo dentro tutti, da De Gasperi in avanti, passando per governi centristi, balneari, centrosinistra, ladri e corrotti (che erano certamente presenti, alcuni sono finiti anche in prigione) hanno preso un paese distrutto dalla guerra (persa), al 90 per cento contadino e anche semi-analfabeta e in pochi anni ne hanno fatto la sesta potenza economica del mondo (oggi siamo la settima, ma perché altri si stanno affacciando).

E siamo, testardamente, la seconda potenza manifatturiera dell’Europa, subito dopo la Germania.

Non siamo insomma un deserto che adesso i 5 stelle e Travaglio dovranno riempire di erba verde. Anzi.

1- Abbiamo una delle migliori reti autostradali del Vecchio Continente.

2- Abbiamo un welfare state fra i migliori e con un sistema sanitario che offre prestazioni come nessun altro al mondo (è il migliore, con tutte le sue pecche).

3- L’istruzione è gratuita, i bambini vanno a scuola e vengono istruiti.

4- Una buona parte del paese, dalla Toscana in su, vive in un benessere di livello tedesco, cioè ai massimi.

Tutto questo è stato fatto da “Quelli di prima” (ladri e corrotti compresi), prima che il comico genovese cominciasse a dire le sue cretinate.

Ma a questo panorama di successo che cosa hanno aggiunto i 5 stelle tanto cari al cuore di Travaglio? Tre cose:

1- Hanno riempito la società di odio sociale, personale, hanno valorizzato l’ignoranza, hanno portato al governo fenomeni da baraccone (selezionati con l’arte del clic, un’idiozia smisurata), hanno riempito il paese di falsità.

2- Hanno tollerato il dilagare (per mano del socio Salvini) di un razzismo come mai si era visto in Italia e nemmeno in Europa. Forse solo in Sud Africa.

3- Si sono prodotti in una specie di manovra che viene così giudicata da un serio professionista (Roberto Perotti): “Il governo forse farà un “ritocco” alla manovra, ma la pezza, se ci sarà, sarà peggiore del buco. Dopo i primi mesi in cui era giusto dare il beneficio del dubbio e dell’adattamento alla novità, è ora chiaro che questa manovra è frutto di dosi massicce di dilettantismo e ciarlataneria, un problema non risolvibile trattando con Bruxelles. Anzi, la ricerca di un compromesso di facciata costringerà il governo a ricorrere a finzioni ed ipotesi ancora più assurde e incredibili di quelle utilizzate finora. Il risultato sarà un documento che, come già ora, in ambito privato si qualificherebbe come pubblicità ingannevole, o più facilmente come falso in bilancio.”

Altri, meno educati di Perotti, hanno consigliato semplicemente di arrotolare bene la manovra, buttarla nel cesso e tirare a lungo lo sciacquone. Quindi telefonare a Bankitalia perché metta insieme una cosa decente.

“Quelli di prima” non erano santi e navigatori. Erano uomini politici con le loro clientele, i loro amici, i loro furti, i loro errori, ma ci hanno consegnato un paese più che decente.

Il tanto bistrattato Matteo Renzi aveva provato, con la riforma costituzionale, a disegnare un paese più moderno, più veloce, ma i fenomeni a 5 stelle (insieme a altri fenomeni) l’hanno combattuto, e vinto, a testa bassa.

E adesso sono lì che stanno mettendo insieme il massimo del clientelismo con la stronzaggine più plateale. Con alla guida gente della levatura di Laura Castelli o Barbara Lezzi o Toninelli, il sapiente.

Ridateci “Quelli di prima”, e andate a casa prima che la gente vi insegua con i forconi.