Ombre sulla ripresa italiana. A questi ritmi, torneremo bene (forse) tra 20 anni

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 5 Marzo 2015 13:59 | Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2015 14:02
Ombre sulla ripresa italiana. A questi, torneremo bene (forse) tra 20 anni

Matteo Renzi (foto Lapresse)

ROMA – Giuseppe Turani ha scritto per Uomini e Business un articolo intitolato “Ombre sulla ripresa italiana“. Secondo Turani un accenno di crescita c’è sì stato, ma non abbastanza come si sperava. Tradotto, vuol dire che se l’Italia vuole arrivare dal segno meno almeno allo zero (non esageriamo chiedendo dei più) il cammino procede ad ora troppo a rilento. Allo stato attuale, scrive Turani, ci vorranno 20-30 anni per ritornare ai livelli pre-crisi. BlitzQuotidiano vi propone l’articolo completo:

Sta arrivando qualche ombra sulla crescita. Il quarto trimestre del 2014 (che ha dentro il Natale) si è chiuso con una crescita zero rispetto al trimestre precedente. Chi si aspettava un segno comunque positivo, anche minimo, è stato deluso. Per ora possiamo dire che l’economia italiana ha abbandonato i numeri negativi e è arrivata al numero zero. Non è molto, ma è un piccolo passo avanti. Che però ci dice con quanta lentezza si sta muovendo il convoglio Italia.

E ci porta quindi a fare qualche riflessione sull’immediato futuro. Ci sono esperti e tecnici vicino all’area governativa secondo i quali nell’anno in corso l’economia italiana potrebbe crescere anche dell’1 per cento. I centri di previsione indipendenti più attrezzati, però, non vedono tutta questa luce e arrivano a stimare una crescita 2015 che al massimo può arrivare allo 0,5 per ceto, seguita da un aumento del Pil 2016 dell’1 per cento. Dati molto modesti, comunque.

Ma c’è anche chi dice che persino l’obiettivo dello 0,5 per cento sarà mancato e questo perché la congiuntura internazionale (favorevole a noi) è già stata spinta al massimo e perché, quasi fosse un destino, non appena le cose si sono messe a andare un po’ meglio, la politica ha cominciato a fare le bizze. E così, invece di correre verso le riforme, si fanno soprattutto polemiche e talk show.

Da queste poche considerazioni si ricava che sarebbe sbagliato dire che ormai siamo a cavallo. Stiamo appena uscendo da una crisi pesantissima e, se si procede con questa velocità, senza riforme incisive serviranno vent’anni (o trenta) per tornare a un benessere ai livelli del 2007. E molti giovani che oggi non lavorano hanno serie possibilità di non avere mai un lavoro nella loro vita.

Al punto che l’idea del buffone genovese di dare uno stipendio pubblico a tutti, per il solo fatto di essere italiani, non è nemmeno sbagliata: peccato che non ci siamo i soldi. E quindi siamo alla propaganda pura e semplice. Aria fritta. Invece, ripeto, bisognerebbe occuparsi seriamente di fare qualche buona riforma.