Ong smascherate, ok Salvini! Se reddito cittadinanza a poveri, i più dei poveri sono immigrati, ok Salvini?

di Lucio Fero
Pubblicato il 27 giugno 2018 10:15 | Ultimo aggiornamento: 27 giugno 2018 10:15
Migranti. Ong smascherate, ok Salvini! Se reddito cittadinanza a poveri, i più dei poveri sono immigrati, ok Salvini?

Ong smascherate, ok Salvini! Se reddito cittadinanza a poveri, i più dei poveri sono immigrati, ok Salvini? (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Ong smascherate, ok Salvini! Le navi delle Ong che vanno a raccogliere migranti a poche miglia dalla costa libica [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] oltre che degli agenti umanitari sono degli agenti politici. Considerano loro missione non solo salvare vite in mare ma anche portare migranti in Europa. Più ne portano meglio credono di essere a loro modo anti capitalisti, anti imperialisti, no global. E quindi applicano una tecnica da black bloc del mare: se ne fregano di leggi e regolamenti.

Quale più, quale meno le Ong forzano leggi internazionali e regolamenti all’obiettivo di portare migranti in Europa. Anatema è per le loro navi salvare dei naufraghi e riportarli a terra in Africa. Europa, Europa: questa la missione, politica. Politica oltre che umanitaria. Smascherate in questa loro missione politica e in questa loro modalità di operare. Ormai lo riconoscono i governi di Francia e Spagna. Lo grida Salvini, il vertice Ue sui migranti ne prenderà ufficialmente atto. Un punto netto per Salvini, Salvini ok!

La cronaca però si incarica di interessanti incroci e appuntamenti. Nei giorni del Salvini ok, Ong smascherate arriva la notizia, anzi il calcolo, anzi il numero, anzi la realtà che il 32 per cento dei poveri assoluti in Italia è composto da immigrati. Povero assoluto è secondo Istat chi non riesce a produrre reddito in grado di assicurargli il minimo del sostentamento in termino di cibo, tetto e vestiario. Povero assoluto è chi viaggia intorno o sotto redditi da 500 euro al mese senza avere patrimonio alcuno.

Bene, il 32 percento dei poveri assoluti in Italia è fatto da immigrati. Immigrati che sono circa l’otto per cento della popolazione. Dunque è quattro volte più facile che un povero assoluto sia un immigrato rispetto alla possibilità che povero assoluto sia un cittadino italiano.

E qui viene l’astuzia, per così dire, della cronaca. Mentre Salvini smaschera le Ong sui migranti, Di Maio impugna e mostra le statistiche Istat sulla povertà assoluta (5 milioni in Italia) per decretare l’urgenza e l’inderogabilità del reddito di cittadinanza. Di Maio dice della povertà emergenza e della gente che non può aspettare per mangiare…

Se reddito di cittadinanza ai poveri, i più poveri sono gli immigrati. Che dice Salvini del reddito di cittadinanza agli immigrati? Per farli mangiare, mica per altro,  come dice Di Maio. Reddito di cittadinanza anche agli immigrati poveri che sono tanti e mangiano, se possono, come i bianchi? Ok, Salvini? Sì o no? La risposta eventuale soddisferebbe non solo una curiosità (non angosciosa, la suspence per la risposta è bassa). La risposta è quella che separa una linea tosta contro l’immigrazione da una linea degli occhi dolci, molto dolci verso il razzismo.

Post scriptum: perché non domandarlo a Di Maio del reddito di cittadinanza agli immigrati? Perché Di Maio ha ormai strabattuto Veltroni nella tecnica dell’anche sì, ma anche no. Ieri ha scoperto che i “dazi non sono un tabù” e si è preso l’applauso entusiasta dei commercianti che nel terzo millennio ancora non hanno capito quel che del commercio avevano compreso gli Egizi e Romani di millenni fa. Dazi sì, ma anche no. Perché l’Italia esporta. Quindi Di Maio ha scoperto che il progetto è avere dazi sulle merci altrui e nessun dazio sulle merci proprie. Ecco perché…che glielo domandi a fare a Di Maio?

Post scriptum due: il reddito di cittadinanza è una discutibile idea assistenziale che, quando verrà, verrà declinata e praticata in Italia secondo costume, uso e usanza e abitudini politico-sociali consolidati. Cioè in maniera clientelare, burocratica, con robusto contorno di frodi e rilevante spesa pubblica. Darlo anche agli immigrato non emenderebbe il reddito di cittadinanza da nessuno dei suoi appena elencati peccati.