Ozil fa la vittima di razzismo anti turco ma è solo sponsor di un dittatore turco

di Riccardo Galli
Pubblicato il 25 luglio 2018 10:13 | Ultimo aggiornamento: 25 luglio 2018 10:13
Ozil fa la vittima di razzismo anti turco ma è solo sponsor di un dittatore turco

Ozil fa la vittima di razzismo anti turco ma è solo sponsor di un dittatore turco

ROMA – Ozil calciatore di origine turca, da lungo tempo naturalizzato tedesco e per questo fino ad ieri giocatore della squadra nazionale della Germania, ha fatto sapere qualche giorno fa che lui con la nazionale ha chiuso. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Con la nazionale di calcio, e anche un po’ con la Germania nazione. Ha detto Ozil: qui quando vinciamo sono tedesco, quando perdiamo sono turco, non lo sopporto.

Ozil ha non solo denunciato il fastidio per la critica, diciamo così calcistica, alle ultime sue prestazioni. Ozil aveva un sassolone nella scarpa. Da mesi. Da quando ben altra critica gli era stata rivolta. Ozil durante la campagna elettorale per il voto in Turchia si era volentieri prestato a far da sponsor e testimonial ad Erdogan. Foto con strette di mano, donazioni ad Erdogan della maglia del club…

Sulla scelta di Ozil di sostenere un dittatore e per di più un dittatore chiaramente ostile all’Europa e alla Germania in particolare…ciascuno ha il diritto di scegliere. Ovviamente anche il cittadino Ozil. Non c’è però il diritto di far finta di non aver scelto. Ozil ha scelto di far da testimonial elettorale ad un dittatore anti occidentale e lo ha fatto in aperta sfida a quella che è stata la scelta di Germania, Francia e altri, quasi tutti, paesi d’Europa. La scelta è stata: da noi, in Europa, non si fa campagna elettorale turca.

Erdogan ha giudicato questa scelta come offesa a se stesso e quindi alla Turchia tutta. Erdogan ha trovato insopportabile e quindi inconcepibile l’idea di non poter comiziare in terra altrui, di non poter andare di persona a radunare turchi che vivono in Europa. La scelta di neutralità elettorale gli è apparsa intrinsecamente ostile perché, come da realtà turca, chi non sta con lui sta con le forze del male. E quindi Erdogan chi non sta con lui lo carcera, lo licenzia, lo espelle dalla vita civile. Sono circa mezzo milione in Turchia i colpiti dalla repressione politica di Erdogan.

Libero ovviamente Ozil di schierarsi con Erdogan. Libero anche di lanciare la sfida alla scelta europea per cui in Europa non si faceva campagna elettorale pro o contro Erdogan. Libero Ozil di vestirsi da testimonial di Erdogan. Meno libero però Ozil di travestirsi oggi da vittima di un razzismo anti turco.

Non c’è razzismo anti turco che colpisce il socialmente ed economicamente e professionalmente molto integrato Ozil. C’è invece una scelta politica di Ozil: scelta nazionalista e dal forte sapore anti occidentale. Scelta di valori. Scelta secondo la quale un buon turco, anzi un turco non è tale se non appoggia Erdogan. Erdogan che ha quasi estirpato dalla Turchia ogni forma di pensiero e costumi laici, Erdogan chere islamizza lo Stato turco e la Turchia, Erdogan che chiude giornali e tv, Erdogan che manda in galera i membri dei partiti avversari, Erdogan che si fa eleggere suprema guida a vita.

Erdogan che chiama i turchi di Germania ad essere fedeli a lui e non allo Stato in cui vivono e lavorano e in cui godono di libertà civili e politiche che in Turchia se le sognano. Ozil ha risposta a questa chiamata, ha scelto a chi essere fedele, ha liberamente scelto la sua sostanziale cittadinanza turca, turca alla Erdogan. Libero, ma non di fare la vittima di un razzismo che non c’è. C’è solo uno sponsor testimonial di Erdogan che, comprensibilmente e giustamente, per questa sua scelta ha perso la stima di chi ci tiene alle libertà, Stato laico, democrazia…tutte quelle cosine europee e oggi, purtroppo, per niente turche.