Palermo, il pestaggio di Massimiliano Ursino: questo è fascismo. Rosso

di Ama La Sunta
Pubblicato il 22 febbraio 2018 5:42 | Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2018 22:22
Il pestaggio di Massimiliano Ursino a Palermo è fascismo rosso

Massimiliano Ursino

Forse quello che è accaduto a Palermo non è chiaro a tutti. Forse i media non hanno dato il giusto risalto alla notizia.

Almeno sei persone hanno accerchiato a Palermo un uomo, Massimiliano Ursino, responsabile provinciale di Forza Nuova, legandolo mani e piedi con nastro adesivo da imballaggio e pestandolo a sangue. Tutto ciò è accaduto nella trafficata e centrale via Dante, intorno alle 19, coi negozi aperti e gente lungo il marciapiede. Gli aggressori erano vestiti di nero e avevano i volti coperti da sciarpe; tra loro c’era una ragazza che riprendeva il pestaggio con un telefonino continuando a ripetere “Tranquilli, è solo una scherzo…”. Uno scherzo da una prognosi di venti giorni.
La spedizione punitiva è stata rivendicata con un comunicato inviato via mail a diversi organi di informazione locale. “A pochi giorni dall’arrivo in città di Roberto Fiore, atteso in città per un comizio in conclusione della campagna elettorale – si legge nella email – Massimo Ursino, uomo di spicco e dirigente nazionale del partito Forza Nuova, è stato colpito in modo esemplare mentre passeggiava per le vie del centro. E’ stato bloccato, immobilizzato e legato con del nastro adesivo, poi lasciato a terra senza possibilità di fuggire”. “Chi afferma che esista una ‘minaccia fascista’, a Palermo come in tutta la Sicilia – prosegue la nota – dovrà ricredersi: questi uomini di poco conto appartenenti a formazioni neofasciste, che fanno di razzismo e discriminazioni il loro manifesto politico nonchè la costruzione della loro identità forte e battagliera, si sgretolano in men che non si dica sotto i colpi ben assestati dell’antifascismo. Infatti non sono in grado di difendere sè stessi, figuriamoci di attuare il loro programma politico. I fatti avvenuti oggi sono la dimostrazione del fatto che sul territorio palermitano esiste chi ripudia il fascismo e non ha timore di lottare per bloccarlo e schiacciarlo, a partire da questi protagonisti del forzanovismo, guerrieri a parole, violenti nelle immagini che evocano forse, ma incapaci di proteggere la propria incolumità e di conquistare qualsiasi forma di potere politico. Palermo è antifascista, nelle pratiche e nella quotidianità di chi la vive. A Palermo non c’è spazio per il fascismo”.

Dieci contro uno, legato. La Boldrini, Grasso e Saviano contano di intervenire oppure dovrebbero fare come hanno fatto loro ed aspettare che qualcuno li accusi di essere “mandante morale” di questa folle aggressione.

Se ad essere stato legato ed incappucciato fosse stato un immigrato a quest’ora il Paese intero sarebbe sommerso da manifestazioni e il linciaggio mediatico di una parte politica sarebbe stato senza eguali.

Questa campagna elettorale sta per volgere al termine, ma mai come in questa tornata il clima creato dalla classe politica ha incattivito le fazioni.

Questa non è più politica.