Paolo Gentiloni: Giubileo non aumenta rischi, muri inutili

di Paolo Gentiloni
Pubblicato il 15 novembre 2015 11:56 | Ultimo aggiornamento: 15 novembre 2015 22:08
Paolo Gentiloni: muri non fermano terrorismo ma la libertà

Il tweet attribuito a Isis che minaccia Roma dopo Parigi

Una tragedia infame. Le multiple stragi di Parigi, venerdì 13 maggio 2015, ad opera di 3 commandos di terroristi di Isis si possono definire solo così.

Ma attenzione. Sbaglia chi pensa che si possa estirpare il terrorismo alzando muri o rinunciando alla libertà, che è intrinseca alle democrazie occidentali moderne.

E sbaglia chi ha responsabilità politiche e alimenta le paure della gente per un semplice calcolo elettorale e di consensi.

Dobbiamo essere seri: non esiste un Paese che sia immune dalle minacce (dell’Isis, ndr) e quindi dobbiamo, come tutti i Paesi europei e i Paesi arabi, tenere alto il livello di sicurezza.

Ma non credo che in sé il Giubileo rappresenti un maggior elemento di allarme; Daesh fa riferimento a Roma in modo simbolico, ricordando le crociate, più che con l’intenzione di esprimere minacce precise.

Sono ben consapevole del rischio che si diffonda in Europa e in Italia una paura generalizzata, che dilaghi come una macchia d’olio, alimentata dalle caratteristiche proprie del terrorismo, amplificare gli effetti delle azioni perpetrate. In più, nel caso specifico della nuova ondata che parte da Parigi, ci troviamo di fronte ad una minaccia che finora non abbiamo conosciuto.

Ma alzare dei muri, delle saracinesche, tenere i problemi fuori dal nostro mondo è una illusione, non ci possiamo chiudere.

Dobbiamo combattere il terrorismo, estirpare il terrorismo in particolare in Iraq e Siria dove è diventato uno stato ma non dobbiamo sacrificare alla lotta al terrorismo la nostra libertà.

Sarebbe tragico cambiare le nostre abitudini, perché è proprio ciò che vogliono i terroristi.

La sigla dei Boko Haram, i jihadisti nigeriani, vuol dire che “la educazione occidentale è un peccato”.

Ma noi ai nostri valori occidentali dobbiamo rinunciare e non rinunceremo.

 

L’articolo di Paolo Gentiloni è basato sulla intervista diffusa sabato sera da “Che Tempo che Fa” su Rai3 e su quella di domenica al Tg1.