Pd, avesse le palle…Niente accordi con i 5 stelle. Hanno vinto? Governino

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 20 marzo 2018 12:07 | Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2018 12:07
Pd, avesse le palle...Niente accordi con i 5 stelle. Hanno vinto? Governino

Pd, avesse le palle…Niente accordi con i 5 stelle. Hanno vinto? Governino

Se il Pd avesse  le palle, sospira Giuseppe Turani in questo articolo pubblicato anche su Uomini & Business, intimando: “Gli accordi 5 stelle-Rousseau vanno stracciati. Tutti”. E al tavolo con costoro, nemmeno ci si deve sedere.

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È possibile che per il Pd non ci sia più niente da fare. Quello che sembra averlo capito per primo forse è proprio Matteo Renzi, cioè il protagonista di questi anni, il politico che ha cercato di cambiare la storia del Pd e un po’ anche dell’Italia.

Perse rovinosamente le elezioni del 4 marzo, ha tirato giù la saracinesca e se n’è andato, senza una parola di spiegazione. Partita giocata e persa, fischio di fine partita.

Adesso è il momento delle sciocchezze. Dialoghiamo con i 5 stelle, torniamo fra la gente, andiamo fra gli operai (ma quali?, dove?, a dire che cosa?).

In realtà, quel che resta del Pd (o quello che verrà dopo) in questa fase di populismo arrembante e trionfante, avrebbe una sola cosa da fare: difendere la propria identità di movimento democratico.

Il che significa che non ci può essere alcun dialogo con i 5 stelle o con la Lega, nemmeno per concordare la data delle vacanze parlamentari. Con la Lega perché con chi propone la caccia (strada per strada, casa per casa) agli immigrati non si discute. O con chi propone di cancellare legge Fornero e Jobs Act, riportandoci in un mondo di svalutazioni perenni e altri pasticci: nessun dialogo è possibile. Uno Stato moderno non è quella cosa lì. Hanno vinto? Governino. Ma il Pd deve stare a chilometri di distanza.

Con i 5 stelle è ancora peggio. Al di là dell’evidente incapacità a fare qualsiasi cosa, c’è un punto, insieme a molti altri (ben elencati da Claudio Cerasa) che va sottolineato: i neo-parlamentari a 5 stelle si sono impegnati a versare 300 euro al mese della loro paga (pubblica) all’associazione Rousseau (Casaleggio). Si tratta del primo caso al mondo di pizzo prelevato non a carico di una salumeria o di una drogheria, ma di un intero gruppo parlamentare. Certo, è volontario. Non si vedono in giro pistole e nessuno dà fuoco agli scranni dei parlamentari eventualmente riottosi. Ma l’offesa alle istituzioni, l’attentato, rimangono.

Solo una mente malata, allevata nel disprezzo più profondo della democrazia, può aver concepito una bestialità del genere: il pizzo a carico dei parlamentari. Al Capone i politici li pagava, semmai, non chiedeva loro una tangente.

Ecco, prima di discutere con 5 stelle anche solo della data delle vacanze, il Pd, se avesse le palle, dovrebbe chiedere che vengano stracciati tutti quegli accordi con l’associazione Rousseau. Senza questo gesto di indipendenza e di libertà, non ci può essere alcun dialogo.

La Costituzione (che è rimasta quella che era e che è nata dalla Resistenza) assegna sin dall’inizio ai membri del Parlamento ampie e totali garanzie di libertà e di che vivere senza sottostare a ricatti e pressioni.

Gli accordi firmati dai parlamentari a 5 stelle violano, per la prima volta nella storia repubblicana, questa prassi. Il maggior gruppo parlamentare appena eletto ha accettato di sottomettersi alle disposizioni di una s.r.l. privata.

Non ci può e non ci deve essere alcun dialogo con chi umilia in questo modo il mandato parlamentare. Tanto varrebbe aprire un dialogo direttamente con la Casaleggio & C. e discutere con i suoi dirigenti la formazione del nuovo governo.

Se il Pd avesse la palle…

En marche, e alle svelta, qui sta crollando tutto.